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ALL’AEROPORTO DI MILANO BERGAMO LA SOSTA PRESSO VIAMILANO PARKING SI PAGA CON JIFFY

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Dal 12 luglio, la sosta presso i parcheggi P2 e P3 dello scalo aeroportuale di Milano Bergamo, gestiti da ViaMilano Parking, si può pagare utilizzando lo smartphone, grazie al servizio Jiffy reso disponibile da UBI Banca e SIA. Con Jiffy è possibile accedere al parcheggio attraverso la lettura della targa del proprio autoveicolo tramite telecamere, e al momento dell’uscita pagare la sosta via smartphone. Si tratta di un’operazione facile e veloce: dopo aver attivato Jiffy, occorre registrarsi sul sito di SEA (http://www.viamilanoparking.eu/it) e inserire la targa che verrà associata al numero di cellulare.

Jiffy, lanciato da UBI Banca e SIA sin dal 2014 per trasferire denaro in tempo reale tra privati, è oggi un sistema di pagamento digitale alternativo al contante e complementare agli strumenti più tradizionali, come le carte di credito.
Utilizzando Jiffy, il cliente del parcheggio gestito da ViaMilano Parking può effettuare un pagamento in pochi semplici passaggi, con addebito diretto sul proprio conto corrente o sulla propria carta con IBAN.

Non è quindi necessario recarsi alle casse per il pagamento che, grazie all’utilizzo dello smartphone, avviene in modo semplice e immediato. La transazione, pur essendo veloce, avviene in ambiente bancario sicuro, protetto da credenziali di accesso. Con questa iniziativa ViaMilano Parking, Gruppo SEA, conferma il proprio impegno a offrire ai suoi clienti soluzioni che semplificano la fruizione dei servizi nelle aerostazioni.

Il pagamento via smartphone della sosta ai parcheggi aeroportuali gestiti da ViaMilano Parking all’aeroporto di Milano Bergamo, i primi ad offrire questa possibilità in Italia, si colloca nell’evoluzione generale dei cashless payment.
A livello nazionale, i volumi delle transazioni con carta di debito e credito hanno mostrato nel biennio 2016‐2017 un trend di crescita di circa il 50% (attestandosi a 46 MLD € per il 2017) e le transazioni digitali via smartphone sono aumentate del 60% (raggiungendo a fine 2017 6,7 MLD € complessivi).

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PERCHÉ SCEGLIERE IL CLOUD COMMERCE

Al giorno d’oggi, ci sono tantissime informazioni disponibili a proposito del Cloud Commerce, dei suoi benefici e di quanto sia incredibile la sua architettura, tuttavia non è detto che sia adatto a tutti.
Adottare una soluzione eCommerce non è un percorso sempre facile, ci racconta SMC Consulting, azienda che da anni supporta in maniera efficace ed efficiente le imprese nell’accesso al mondo eCommerce con le sue piattaforme: On-premise per i clienti più grandi e strutturati, e in Cloud e SaaS, Blossom Commerce, per aziende di medie dimensioni.

Entrambe le soluzioni solo basate su tecnologia Intershop, azienda tra i leader mondiali nelle piattaforme di commercio elettronico, sia per il B2B che per il B2C.
Creare un eCommerce è un processo che coinvolge tutta l’azienda e la pone davanti a delle sfide che possono essere facilmente superate scegliendo il giusto partner e la giusta soluzione in Cloud Commerce.

State cercando una soluzione a basso costo?
Alcune aziende scelgono di gestire e mantenere la propria infrastruttura, ciò richiede l’impiego di molto tempo e particolari competenze interne, che tenderanno a far lievitare enormemente i costi rispetto alle aspettative. Mantenendo la gestione dell’infrastruttura interna sotto il proprio diretto controllo si deve possedere un elevato potere d’acquisto per potersi permettere il software ed i relativi aggiornamenti in rilascio costante. Il costo di questa scelta è estremamente elevato all’inizio e non tende a diminuire nel lungo periodo.
Il Cloud Commerce ha guadagnato popolarità nel corso degli anni proprio grazie al minor costo di manutenzione, infatti viene quantificato in base ad un modello di fatturazione pay-per-use, consentendo di pagare solo le risorse realmente utilizzate e quindi riducendo il costo al minimo. Tutto questo rende l’utilizzo del servizio di un provider di Cloud Commerce molto più conveniente rispetto ad altre piattaforme di e-commerce proprietarie o gestite in house.
Altro punto a favore è il fatto che le risorse del Cloud Computing, come la potenza di elaborazione, la memoria, l’archiviazione e le risorse di rete, sono affittate e rientrano in un modello a servizio. Molto diverso, quindi, dai metodi di hosting tradizionali, dove le risorse potevano essere utilizzate solo attraverso singole macchine, server e contratti con singoli data-center e partner di networking.

Vi serve un’implementazione del sistema veloce.
Molte imprese non riescono a stare al passo con la concorrenza a causa del fatto che le loro idee e visioni arrivano sul mercato troppo tardi. Molte medie e grandi imprese hanno budget generosi e possono facilmente acquisire le risorse necessarie per lanciare le loro idee sul mercato prima di tutti. Il time-to-market, che è il tempo che intercorre tra l’ideazione di un’idea e il lancio in produzione, è un fattore critico per il successo. Le aziende che decidono di lanciare le loro novità online guadagnano un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza proprio perché sono arrivati prima che si scateni la guerra dei prezzi.
Il commercio elettronico in cloud consente una rapida espansione su nuovi mercati, cicli di innovazione più brevi ed inoltre i server cloud non richiedono molta competenza interna. L’accesso alle risorse necessarie è rapido e non richiede grandi investimenti; eliminando le lunghe fasi di implementazione e personalizzazione, si riesce a velocizzare il lancio per l’azienda, inoltre con il diminuire della domanda, le risorse assegnate possono essere ridotte.

Desiderate che il vostro team IT si concentri su progetti più importanti?
Molte aziende si affidano al proprio team IT per gestire l’intera complessità delle operazioni di sistema e garantire la manutenzione ordinaria. Ciò induce il gruppo a perdere l’obbiettivo sui progetti strategici portando l’azienda a sprecare il tempo e il lavoro delle risorse su un’area che potrebbe essere gestita esternamente in maniera più efficiente e a minor costo. Un fornitore di soluzioni e-commerce ha le risorse per gestire ogni dettaglio dall’inizio alla fine e fornire supporto per i servizi 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e 365 giorni all’anno. Ciò significa che, sebbene ci si affidi ad un fornitore esterno per implementare il proprio e-commerce, la vostra azienda sarà sempre in grado di accedere e avere il pieno controllo della piattaforma web in qualsiasi momento e ovunque, questo porta a non doversi più preoccupare della piattaforma e consentire al team IT di concentrarsi meglio sulle proprie competenze principali, massimizzando il proprio potenziale.

Volete flessibilità e crescita?
L’espansione in nuovi mercati sembra un compito impossibile per molte piccole e medie imprese a causa della rigidità della loro piattaforma e-commerce e della mancanza di risorse finanziarie. La flessibilità offerta dal Cloud hosting consente alle aziende di espandersi in nuovi mercati, anche a livello globale, senza dover aprire nuovi uffici. I fornitori di cloud hosting hanno data center in tutto il mondo e quindi un ufficio in Australia, ad esempio, può facilmente espandersi nel mercato statunitense senza dover aprire un ufficio in loco. Il Cloud hosting consente inoltre la personalizzazione e l’integrazione delle applicazioni software in base alle esigenze e alle peculiarità del business, mantenendo le caratteristiche di una piattaforma cloud-based, ovvero snellezza e agilità, consentendo al personale autorizzato di accedere ai dati da qualsiasi postazione, in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo.

Avete bisogno di scalabilità e affidabilità?
Molte aziende di e-commerce hanno problemi di sottodimensionamento rispetto al traffico su base regolare, soprattutto durante periodi di traffico intenso come il Black-Friday o il Cyber-Monday, perché il loro hardware, la potenza di elaborazione e le operazioni di rete non possono soddisfare la grande domanda del mercato. Questo può essere facilmente superato adottando un sistema scalabile, infatti, una delle principali motivazioni per cui molte aziende adottano il Cloud Commerce, poiché consentono di scalare le risorse in base alla domanda, evitando così sprechi e spese inutili. La scalabilità flessibile del cloud consente anche una gestione e un controllo delle risorse allocate, semplici e intuitivi, adeguandosi ai cambiamenti del mercato, riducendo al contempo i rischi di guasti dell’infrastruttura di hosting, durante i periodi di picco.
Infine, il Cloud Commerce funziona su più server, il che lo rende più affidabile. Anche se c’è un problema con uno dei server, questo non ostacolerà il funzionamento e le operazioni del “business”, in quanto è possibile attingere risorse da altri server. Il backup dei dati e le soluzioni di ripristino sono molto più avanzati all’interno di un ambiente di hosting Cloud, quindi nel caso in cui qualcosa non vada, i dati possono essere facilmente ripristinati. Un altro grande vantaggio dell’hosting in cloud è che può anche essere configurato per essere geo-ridondante: in più città o paesi, quindi se un data center dovesse essere messo offline, le applicazioni aziendali critiche come le applicazioni e-commerce, CRM o ERP continuerebbero a funzionare normalmente.

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LA CRESCITA DEL MOBILE COMMERCE HA AGGIUNTO COMPLESSITÀ ALLA PROTEZIONE DEL BRAND ONLINE

L’utilizzo degli smartphone al giorno d’oggi va ben oltre l’invio di messaggi e chiamate. Più dell’80% delle persone preferisce fare acquisti, cercare prodotti, confrontare prezzi e localizzare negozi, tramite cellulare piuttosto che dal computer, contribuendo così alla rapida crescita del mobile commerce (o m-commerce), le cui entrate arriveranno a sfiorare i 669 miliardi di dollari nel 2018.

“Il problema è che, mentre alcuni brand si stanno ancora adeguando al cambiamento, i contraffattori stanno già sfruttando questo canale al massimo del suo potenziale, ingannando consumatori su larga scala”, sottolinea Consuelo Michetti (nella foto), Regional Account Manager, MarkMonitor, un brand di Clarivate Analytics. “È un contesto nuovo per ogni business, che presenta diversi ostacoli, specialmente per quanto riguarda la protezione del brand”.

L’introduzione di app e marketplace dedicati a dispositivi mobili rappresenta una sfida particolare. Alcuni articoli potrebbero essere disponibili solo su marketplace specifici per dispositivi mobili o viceversa, il che significa che i brand devono estendere il monitoraggio a più canali e punti di contatto per proteggersi adeguatamente.
Stiamo inoltre assistendo a una netta fusione tra social e mobile commerce sotto forma di marketplace locali che vengono utilizzati per vendere prodotti/servizi entro distanze estremamente ridotte e quindi difficili da gestire per le grandi organizzazioni. Questi marketplace incoraggiano anche la messaggistica diretta tra l’acquirente e il venditore, il che rende quasi impossibile per i brand monitorare e identificare i contraffattori.

Limitare le sfide alle questioni sopra specificate significherebbe sottovalutare molti altri problemi di vecchia data che non possono essere ignorati. Ad esempio, il solo cercare di rimanere aggiornati sull’enorme afflusso di nuove app rese disponibili ogni giorno, può richiedere tempo e risorse.
Con così tanti canali e punti di contatto che si sovrappongono all’interno dell’ecosistema digitale per facilitare e promuovere l’esperienza di acquisto online, non è mai stato così importante per i titolari di brand scegliere un approccio completo alla protezione del brand. Non viviamo più in un mondo in cui un monitoraggio monocanale può essere efficace. È necessario mettere a punto una strategia che consideri tutti i canali digitali per ogni dispositivo e sistema.

“In MarkMonitor suggeriamo ai nostri clienti una serie di linee guida per rafforzare la protezione del marchio nel panorama del mobile commerce”, aggiunge Michetti. “In primo luogo, bisogna assicurarsi di essere proattivi nel monitorare, identificare e intraprendere le azioni necessarie, sfruttando la tecnologia. È indispensabile identificare i contraffattori più attivi e dare la priorità a quelli che causano il danno maggiore al brand. Si dovrebbero anche educare i consumatori e aiutarli a prendere consapevolezza del problema, indirizzandoli verso siti in cui poter acquistare prodotti legittimi.
Per quanto riguarda i consumatori, ci sono diversi consigli che possono aiutarli a proteggersi. Prima di tutto se un prezzo sembra troppo bello per essere vero, probabilmente lo è. Gli acquirenti dovrebbero evitare gli sconti esagerati, e fare sempre attenzione quando si utilizzano termini di ricerca come “saldi” o “sconto”, controllando sempre, dove è possibile, di acquistare articoli legittimi. Alcuni Brand ad esempio pubblicano le liste dei venditori e dei canali autorizzati. Infine, in caso di dubbio, è fondamentale che il consumatore legga sempre le recensioni per avere una valutazione sul prodotto e assicurarsi che non ci siano feedback negativi”.

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LANIERI FASHION TECH INSIGHT 2018: AGLI ITALIANI LA MODA PIACE OMNICHANNEL E DATA DRIVEN

Un italiano su 5 (21%) ha un approccio omnichannel in fatto di acquisti di moda, distribuendo equamente il proprio shopping tra web e boutique. A preferire un approccio integrato sono soprattutto i Millennial, che dimostrano performance più elevate rispetto alla media del campione: 1 su 3 (31%), infatti, acquista abitualmente sia in store sia sul web.

Questi dati sono quelli del la terza edizione del Lanieri Fashion Tech Insights 2018, il report annuale sui nuovi trend tecnologici del mondo della moda, realizzato dall’ Istituto Piepoli per Lanieri, eCmmerce di abiti maschili su misura Made in Italy .

Il negozio tradizionale non risulta comunque sconfitto dalle strategie omnichannel dei brand: il 42% degli intervistati dichiara di effettuare qui la totalità dei propri acquisti di moda; infatti, se solo il 17% dei più giovani lo sceglie in esclusiva, nel target d’età superiore ai 54 anni la percentuale sale al 69%.

“Lo studio ha evidenziato come i consumatori si dimostrino sempre più attenti a una shopping experience innovativa, dove le tecnologie emergenti stanno passando da una dimensione di nicchia a fenomeni in grado di condizionare le dinamiche di acquisto di milioni di persone”, , ha commentato Simone Maggi, CEO di Lanieri. “Si tratta di una rivoluzione agli inizi, ma che sta già dando ottimi risultati sia sul mercato domestico sia, in particolare, sull’export. Per questo, è fondamentale che ad abbracciarla siano tutti gli attori del sistema moda italiano”.

Negozi senza cassieri, italiani divisi

Il 38% degli italiani dichiara di gradire un punto vendita dove acquistare in autonomia tramite il proprio smartphone senza l’ausilio di commessi e cassieri, e oltre la metà degli intervistati aumenterebbe i propri acquisti se potesse accedere a un punto vendita del genere. Ma per il restante 49% il ruolo dell’addetto alle vendite sembra restare fondamentale, tanto che questa parte del campione non farebbe acquisti in un negozio senza poter contare sulla sua competenza.
Un concept store di questo tipo attrae soprattutto il cluster più consapevole sia dal punto di vista tecnologico sia per coscienza fashion, i Millennial. Il 58% di loro, infatti, farebbe volentieri shopping in un negozio senza casse e addetti alle vendite: ben 1 su 3 aumenterebbe i propri acquisti del 50% grazie a questa tecnologia.

Riconoscimento facciale: migliore shopping experience o rischio privacy?

Un’altra tecnologia che si sta affacciando allo scenario FashionTech è quella del riconoscimento facciale: una buona parte degli intervistati la ritiene utile soprattutto per individuare più rapidamente informazioni sul cliente – come la taglia, lo storico acquisti e le indicazioni di consegna e pagamento – per offrire un servizio personalizzato nel punto vendita da parte del personale (20% del campione) e online (19%), suggerendo all’utente capi e accessori in base ai propri gusti e abitudini. La metà degli Italiani, però preferirebbe farne a meno perché preoccupato per la propria privacy.
Anche in questo caso, il cluster più propenso a sperimentare questa nuova tecnologia è quello dei Millennial: il 62% di loro la ritiene utile per migliorare la shopping experience online (30%) e offline (32%).

Sul web piacciono realtà aumentata e voice assistants

La realtà aumentata è apprezzata da quasi la metà dei consumatori italiani (44%). I Millennial, nell’approccio a questa tecnologia, fanno la parte del leone, con un picco del 65% di loro che la considera positivamente: circa 1 su 3 aumenterebbe i propri acquisti di moda online del 50%, se potesse usare questa tecnologia.
Anche lo shopping di moda sembra riconoscere sempre più l’importanza dei voice assistant, che guidano il consumatore come dei veri e propri personal shopper durante i propri acquisti on line di articoli di moda. Un italiano su 3 li considera in modo positivo. A guidare il trend, ancora una volta, sono i Millennial: il 50% ne apprezza i vantaggi e circa 1 su 5 (22%), grazie all’assistenza vocale, afferma di poter aumentare il proprio shopping di moda online fino al 50%.
Tra le caratteristiche più gradite di questo servizio, circa un quarto del campione ha indicato la possibilità di trovare prodotti e finalizzare l’acquisto rapidamente (23%), seguito da un servizio al cliente migliore e più diretto (18%) e da una migliore customer experience nel punto vendita, personalizzata in base a gusti del cliente (14%). Inoltre, i voice assistant sono apprezzati perché permettono di prenotare servizi sul punto vendita, come una prova abito (13%) e perché, ricavando dal database le informazioni sul cliente potranno capire meglio i suoi bisogni e adeguarvisi (13%).

È importante segnalare che una parte consistente della popolazione italiana ancora non ha dimestichezza con queste tecnologie. Secondo l’indagine, infatti, il 41% degli intervistati preferisce non rispondere a domande sui benefici dei voice assistant in quanto poco informato. Un dettaglio che fotografa l’Italia più indietro rispetto a paesi come gli Stati Uniti, dove queste tecnologie sono ormai entrate nelle abitudini quotidiane dei consumatori, ma che allo stesso tempo deve incoraggiare le aziende a investire su questi servizi, anticipando un trend destinato a diffondersi rapidamente in futuro anche nel nostro paese.

Un millennial su dieci userebbe i bitcoin per aumentare i propri acquisti fashion

Le criptomonete riguardano ancora una nicchia nel mondo degli online shopper italiani – il 79% degli italiani dichiara di non possederle e di non esserne interessato – ma le possibilità che possano un giorno avere un impatto importante sulle abitudini di acquisto nel mercato del lusso e della moda di alto profilo sono buone. Un Millennial su 10, infatti, aumenterebbe i propri acquisti fashion sul web se potesse pagare con i bitcoin.

La diffusione di metodi di mobile payment innovativi accrescerebbe in modo considerevole la propensione all’acquisto per metà del campione intervistato: in particolare, circa 1 italiano su 10 aumenterebbe i suoi acquisti del 75% e 1 su 5 incrementerebbe lo shopping del 50%. Ancora una volta, a pesare è la fascia dei Millennial: ben 1 su 3, ad esempio, aumenterebbe i propri acquisti del 50% se potesse utilizzare questi strumenti.

Blockchain a tutela del Made in Italy

Un altro fenomeno destinato a entrare nel dibattito fashion è la blockchain, giudicata in modo positivo per la crescita del Made in Italy. I microchip che utilizzano la blockchain possono dire al cliente con assoluta certezza se un capo di abbigliamento è autentico o un’imitazione; se è stato rubato, dove è stato realizzato e la storia generale del prodotto. Tutte queste informazioni potranno essere accessibili dallo smartphone: tra gli intervistati, circa 1 su 5 pensa che aiuterà a prevenire la contraffazione (18% del campione) e verificare la provenienza dei materiali (19%).

Privacy: proteggere i dati per non tradire il cliente

La privacy, alla luce anche dei recenti fatti di cronaca internazionale, risulta un valore da proteggere e rispettare. La metà degli italiani, infatti, non utilizzerebbe tecnologie come il riconoscimento facciale perché preoccupato di condividere i propri dati. Inoltre, tra gli elementi ritenuti fondamentali per aumentare i propri acquisti di moda online, 1 italiano su 5 ha indicato una maggiore protezione dei dati al momento del pagamento online (21% del campione) e la garanzia che i dati personali non siano condivisi a terzi senza il proprio consenso (19%).

 

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INDAGINE SU UTENTI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: PERCEZIONE POSITIVA, MA ATTENTI ALLA PRIVACY

L’Intelligenza Artificiale è diventata parte integrante della quotidianità per quella fetta di italiani – 13,5 milioni di utenti – che praticano l’ecommerce almeno una volta al mese (gli heavy eShopper): risulta infatti che la quasi totalità degli intervistati (98%) ha incontrato A.I. almeno una volta durante la navigazione. Tra questi 13,5 milioni, ben 12,5 utilizzano servizi erogati con il supporto di Intelligenza Artificiale, che per il 64% degli utilizzatori – ovvero per 8 milioni di utenti – rappresenta una cosa positiva. Il 30%, invece, pari a circa 3,8 milioni di persone, ha nei confronti dell’AI un atteggiamento di indifferenza (la metà di questi non la ritiene importante per la fruizione del servizio) e, infine, il 6%, pari a poco più di 700.000 persone, ha maturato un’opinione negativa.

Se prendiamo in considerazione l’erogazione dei servizi, l’Intelligenza Artificiale è percepita dal 32% come una vera opportunità per chi effettua circa a un acquisto al mese, una percentuale che sale al 45% tra chi effettua almeno un acquisto a settimana. Di questi ultimi però solo il 24% è totalmente ottimista riguardo ad un uso corretto dell’AI rispetto alla propria privacy. Le aspettative verso l’Intelligenza Artificiale sono alte: il 52% la associa ad una maggiore velocità, il 46% è convinto che porti più servizi e funzionalità, il 43% maggiore aderenza alle esigenze personali e il 37% maggior gradevolezza dell’interazione e della navigazione. Infine, domandando al campione, attraverso un’associazione libera, a cosa faccia pensare l’AI, emerge che esistono sacche di ignoranza sul tema, prova ne è che il 4% la definisce “inutile” e “finta”, il 3% l’associa a “fiction” o “fantascienza” e il 10% ne ha paura considerandola pericolosa.

Sono queste le evidenze più significative che emergono dalla 2° edizione della Ricerca Experience Matters – presentata il 28/06 al Politecnico di Milano – che ha indagato gli AI Pattern, ovvero la familiarità, il percepito e l’agito degli utenti circa la presenza di Intelligenza Artificiale durante la navigazione online, ma anche il processo di acquisto multicanale, potenziando e aggiornando la segmentazione degli heavy eShopper italiani, in continuità e integrazione con il percorso intrapreso con la prima edizione 2017, focalizzata su Dark Pattern e fenomeni interruttivi della navigazione online

Anche quest’anno l’indagine è stata realizzata da Personalive – società di consulenza strategica di marketing multicanale che si occupa di ricerche di mercato basate sull’approccio Dynamic Personas – in collaborazione con POLI.Design – attraverso la Experience Design Academy – e GreatPixel, agenzia che si occupa di Design e Conversion Rate Optimization.

Il test realizzato su quattro diversi servizi digitali-tipo che utilizzano Intelligenza Artificiale – mappe e servizio di orientamento (es. Waze), servizi di intrattenimento con profilazione degli interessi (es. Netflix), servizi per la prenotazione di viaggi e alloggi (es. Booking) e infine assistenti vocali (es. Siri) – ha evidenziato un elevato tasso di utilizzo tra gli heavy eShopper, ma soprattutto un elevato livello di consapevolezza circa la presenza di intelligenza artificiale in  questi servizi (80% in media, tra gli utilizzatori).

L’indagine ha sondato anche altri aspetti legati al comportamento degli heavy eShopper italiani. Il processo d’acquisto, ad esempio, si conferma decisamente multicanale – sia quindi tramite canali digitali che fisici – per la maggior parte delle categorie merceologiche. Fanno eccezione i viaggi e i biglietti degli eventi acquistati esclusivamente online rispettivamente da 4,8 e 3,6 milioni di italiani, e i farmaci e la spesa settimanale che invece vengono acquistati prevalentemente attraverso canali fisici.

La ricerca ha diviso l’universo degli Heavy eShopper in quattro differenti segmenti sulla base di come reagiscono e si comportano durante la navigazione online e su come percepiscono i nuovi servizi di intelligenza artificiale.

Cross-Border: è il segmento di chi acquista online con frequenza moderatamente alta, (circa uno al mese, 4,2 mln di italiani, +2% sul 2017), meno avvezzo ai canali social nei processi di acquisto e quindi più infastidito da una navigazione poco agevole soprattutto in relazione alla privacy. In relazione all’AI, la riconoscono di meno e nutrono meno aspettative, e – sebbene anche per loro rappresenti un’opportunità – sono maggiormente insicuri.

Opportunist: è il cluster più numeroso (5,8 mln, +5%). Aumenta la frequenza di acquisto (2 o 3 volte al mese) e acquista online principalmente per convenienza economica. E’ il cluster più multicanale, che sceglie di volta in volta se acquistare online – anche se percepisce fastidio durante la navigazione – o offline. Vede l’A.I. come un’opportunità in quanto permetterà di fare acquisti in modo più veloce e più aderente alle esigenze personali.

Goal-Focused: è il cluster più piccolo e maggiormente in calo (0,9 mln, -36%). Durante la navigazione online è concentrato sui suoi obiettivi, come gli acquisti online (uno a settimana), tanto che non percepisce fastidio rispetto a eventuali interruzioni. L’acquisto online significa relax ed abitudine. Vede l’Intelligenza Artificiale come un’opportunità ed ha aspettative elevate a riguardo.

Digital Explorer: è il cluster più evoluto digitalmente (2,6 mln di italiani) e in crescita vertiginosa (+73%), grazie anche all’aumento della consapevolezza circa la presenza di fenomeni interruttivi. E’ il cluster maggiormente social, con alta frequenza di acquisto online (settimanale) e maggiormente esposto alla presenza di A.I. percepita come un’opportunità innovativa, per cui nutre aspettative elevate.

“I cluster digitalmente più evoluti nutrono aspettative maggiori circa l’AI – afferma Andrea Boaretto, Founder & CEO Personalive – ed essendo i più consapevoli sia nel percepito che nell’agito, ci fanno prevedere che man mano aumenterà la conoscenza da parte degli utenti, l’AI verrà vista come un’opportunità: la paura deriva dalla scarsa conoscenza”.

Secondo Giovanni Pola, Ceo di GreatPixel, “Più si approfondiscono i temi legati all’AI, più si ha evidenza del ruolo centrale del marketer e del designer nella sua implementazione concreta. Niente di più lontano quindi del pericolo di “perdere il lavoro” a causa dell’AI per chi progetta servizi. Gli utenti più evoluti hanno anche capito che l’AI non è una “bacchetta magica”, ma un nuovo modo di pensare servizi che devono essere contestualizzati, progettati e pensati correttamente per essere rilevanti”.

Infine, Venanzio Arquilla, Professore Associato Politecnico di Milano è convinto che “La nuova sfida per le aziende sarà quella di lavorare sugli AI pattern, sfruttando le potenzialità positive della tecnologia, evitando le distorsioni e puntando su quattro aspetti fondamentali ed imprescindibili: etica, estetica, conversazione e cultura”

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AttualitàFocus

KEROS DIGITAL: SOLUZIONE COMPLETA PER COPRIRE TUTTI I PROCESSI DELLO SHOPPING ONLINE

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Le aspettative e i comportamenti dei clienti sono cambiati velocemente nel corso degli ultimi anni: l’introduzione delle tecnologie mobili ha cambiato completamente lo scenario competitivo, mettendo a disposizione dei consumatori molteplici touchpoint attraverso i quali possono entrare in contatto con il mondo del brand. Le aziende si trovano, quindi, a dover offrire ai propri clienti una customer experience omogenea tramite canali differenti e a dover integrare sempre di più il mondo online con quello offline. Per questo motivo, avere un approccio sempre più orientato al cliente – la cosiddetta customer centricity – è di fondamentale importanza per ogni azienda che intenda vendere i propri prodotti sia online, sia nel canale retail.

La customer centricity viene talvolta utilizzata come termine omnicomprensivo per riferirsi al feedback dei clienti o ai risultati legati alla soddisfazione dei consumatori, ma rendere felici le persone è solo una parte dell’equazione. Ricerche recenti dimostrano che, quando i clienti percepiscono un’azienda come “giusta” per le loro necessità, questo ha una stretta correlazione con la crescita a lungo termine del fatturato.

In Keros Digital abbiamo ben presente la necessità dei brand di mettere i propri clienti al centro, grazie all’esperienza che il nostro management team ha maturato negli anni in questo settore; per questo, abbiamo sviluppato una piattaforma tecnologica che supporti le aziende nella definizione e realizzazione di strategie omnicanali attraverso l’ecommerce. La piattaforma proprietaria di Keros Digital è accessibile via cloud, personalizzabile e modulabile in base alle singole esigenze specifiche e punta prima di tutto a semplificare processi complessi sia di front-end, sia di back-end.

L’obiettivo è ridurre le complessità legate al processo di eCommerce per permettere alle imprese di concentrarsi solo sulla strategia. Per questo Keros Digital mette a disposizione delle aziende una soluzione completa per coprire tutti i processi collegati allo shopping online, partendo dalla ricerca di informazioni da parte degli utenti fino alla gestione degli ordini e delle consegne, coprendo e gestendo ogni dettaglio amministrativo, anche dal punto di vista dei pagamenti e della tassazione fiscale che cambia da paese a paese.

Il team R&D di Keros Digital esamina di continuo le attività e le esigenze commerciali dei nostri clienti ed è proprio partendo da questa profonda conoscenza che indirizziamo le priorità di chi lavora allo sviluppo software della piattaforma. Obiettivo: essere percepiti dai nostri clienti come veri e propri partner che collaborano alla crescita del brand.

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FocusMobile

CISALFA SPORT E GETCONNECTED: L’APP MOBILE AL CENTRO DELLA SHOPPING EXPERIENCE

Oltre il 50% delle transazioni mobile oggi avviene in un’App. Il consumatore contemporaneo è sempre più esigente: si aspetta un’esperienza di shopping rilevante, personalizzata e immediata.
Per farlo a pieno il Brand contemporaneo deve prepararsi a incontrare le persone con cui vuole costruire una relazione, i potenziali brand lover, nel loro spazio di interazione preferito: lo smartphone.
Investire nel mobile è la scelta chiave per rimanere competitivi in un mercato mobile-first. Ma come realizzare una strategia che porti l’investimento a essere realmente efficace? La soluzione è aprire un canale diretto con i tuoi clienti più fedeli. La modalità migliore? L’App Mobile.
La soluzione GetConnected ti permette di far crescere il tuo business con un rapido ritorno dell’investimento, come nel caso del progetto di Omnichannel Shopping Experience realizzato per Cisalfa Sport e presentato al Netcomm Focus Fashion & Lifestyle 2018.

L’App Mobile serve al mio business?
I dati sulla Shopping Experience del cliente Fashion italiano parlano chiaro: l’App è lo strumento chiave per far crescere il business. La recente Global Commerce Review di Criteo descrive alcune nette tendenze di consumo:

  • Nelle Shopping App viene realizzato il 54% delle transazioni da smartphone.
  • In App il tasso di conversione è 3 volte superiore a quello del Sito Web Mobile.
  • Fashion e Luxury sono tra i settori trainanti nelle vendite in mobilità.

Per un brand che vuole rimanere competitivo nell’attuale contesto digitale, offrire ai propri utenti un’App Mobile non è più una scelta ma una necessità. Permette di valorizzare chi ti ha già scelto, con push notification personalizzate, risparmiando sulle attività di advertising e anticipando i tuoi competitor.

In termini di ROI, l’App porta un valore aggiunto?
Una recente ricerca su retailer inglesi e americani che hanno lanciato un’App Mobile rivela che il ROI è decisamente positivo già nei primi 12 mesi:

  • le App portano una componente aggiuntiva del 15% del fatturato già nel primo anno
  • a 12 mesi dal lancio, le App raccolgono il 24% delle revenue da smartphone, senza intaccare la crescita del Sito Web Mobile

App e Sito Web Mobile sono due touchpoint che lavorano in sinergia e consentono un rapido ritorno dell’investimento. Permettono di far crescere in modo efficace la nostra base utenti, coccolando i nostri clienti più fedeli.

Un caso concreto? L’App Mobile Cisalfa
Intercettare queste tendenze nel comportamento d’acquisto è il primo obiettivo del progetto di App Mobile Cisalfa, curato da GetConnected e presentato al Netcomm Focus Fashion & Lifestyle 2018. Leader nel settore Sport & Lifestyle, Cisalfa Sport è protagonista di un processo di innovazione strategica e tecnologica del mondo retail, sia online che offline. Al centro di una Shopping Experience sempre più digitale, user-centered e omnichannel, oggi viene lanciata la Mobile App: una tecnologia nativa, frictionless e completamente integrata con il mondo della Salesforce Commerce Cloud.
La tecnologia nativa utilizzata è l’unica che permette una performance da best-in-class mobile experience. L’approccio user-centered UX Design, insieme alle feature di Engagement e Loyalty, rendono l’esperienza di navigazione intuitiva e rilevante. L’integrazione con il mondo di Salesforce Commerce Cloud e di Endless Aisle completa un progetto complesso di integrazione tecnologica.

L’App è utile in un’ottica omnichannel?
I consumatori oggi sono omnicanale: asset digitali e negozi fisici devono necessariamente trasformarsi in un unico ecosistema di brand e in un’unica retail experience. L’App Mobile vuole essere, per Cisalfa Sport, il vero il driver della strategia omnichannel, la risorsa chiave per dare forza e unità alla Shopping Experience del cliente, insieme a un ambiente sempre più coinvolgente e tecnologico negli oltre 140 punti vendita, in Italia.
Valorizzare chi ti ha scelto diventa la vera sfida della Customer Experience. Coccolare i propri clienti, in termini di Retention, Engagement e Fidelizzazione, è la scelta di business strategica, anche in termini di ritorno dell’investimento e di saving sull’advertising.

Qual è il ruolo di GetConnected?
GetConnected è una realtà di 60 professionisti, con oltre 10 anni di esperienza nel mondo eCommerce. Il ruolo è in primo luogo strategico: costruiamo insieme al tuo brand le migliori soluzioni per sviluppare il tuo progetto di Mobile Shopping Experience. Il nostro expertise tecnologico ci permette poi di realizzare il progetto in tutte le sue fasi. La nostra tecnologia è nativamente integrata con tutte le piattaforme leader nel mondo eCommerce ed è pronta per realizzare attività di engagement e mobile marketing realmente efficaci.

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L’eCOMMERCE IN ITALIA CRESCE E CRESCONO ANCHE LE FRODI ONLINE: COME PROTEGGERSI AL MEGLIO?

Alla fine del 2017 l’eCommerce in Europa valeva 602 miliardi di Euro con un aumento pari al 14% rispetto al 2016, come da rapporto divulgato da eCommerce Foundation. Da grandi risultati derivano grandi responsabilità: l’incremento di transazioni online che si è verificato e che continua a verificarsi, era ed è infatti accompagnato da un crescente rischio frodi che i retailer dovranno fronteggiare con sempre maggiore abilità. Nel 2017 infatti le attività fraudolente online hanno causato ai merchant europei una perdita compresa tra lo 0.3% e il 3% del totale ricavi per un valore complessivo di 15.3 miliardi di Euro. La strategia e gli strumenti messi in piedi a protezione da attività di tale natura diventano dunque sempre più cruciali per le aziende.

HiPay Sentinel
A partire dal 2014 HiPay supporta i merchant nella lotta alle frodi con una tecnologia pensata ad hoc. Proprio in quell’anno viene infatti introdotto sul mercato il Fraud Protection Service, primo modulo della piattaforma HiPay interamente dedicato alla gestione delle frodi online. Punto di partenza nello sviluppo di tale sistema è la considerazione che ogni business ha caratteristiche ed esigenze specifiche anche per quanto attiene la lotta contro le frodi. Il sistema analizza 80 diverse tipologie di parametri delle transazioni, oltre a quelli relativi a ciascun merchant. A inizio del 2018 viene presentato HiPay Sentinel, una soluzione sempre più completa grazie all’introduzione di nuove features che consentono ai merchant di meglio ottimizzare la user experience dei loro clienti. Oltre alle funzioni già esistenti del Fraud Protection Service, si sono aggiunte due principali innovazioni.

La possibilità di combinare più parametri in un unico filtro grazie al quale i merchant sono in grado di creare regole che combinano fino a quattro criteri differenti. Questa nuova funzione permette di perfezionare l’analisi del rischio delle transazioni.

Un sistema di Intelligenza Artificiale per la valutazione più efficace delle transazioni “pendenti”, transazioni che altrimenti dovrebbero essere esaminate manualmente dai merchant.

Smart Decision : utilizzare l’Intelligenza Artificiale per combattere le frodi
Il modulo di punteggio rappresenta un filtro di primo livello, ma alcune transazioni necessitano di un’analisi più approfondita. Ciò significa eseguire revisioni manuali che richiedono sia competenze sia risorse che i merchant non necessariamente hanno a disposizione. Si tratta di un processo a volte lungo, che potrebbe intaccare la user experience e mettere in attesa i pagamenti, fino a 17 ore. Parte di HiPay Sentinel, Smart Decision, strumento di analisi automatico e autodidatta, riduce il tempo da dedicare alla revisione e consente ai retailer di essere più reattivi nella gestione delle transazioni ad alto rischio.

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FocusLogistica

DHL EXPRESS ITALY PRESENTA I FATTORI CHIAVE PER UNA CUSTOMER JOURNEY DI SUCCESSO NEL MONDO ECOMMERCE

www.matthewglloyd.co.uk

È dalla crescente attenzione alla digital transformation e alle notevoli opportunità del mondo online che DHL Express, leader globale nel trasporto espresso internazionale, ha sviluppato delle grandi innovazioni per supportare la crescita del business eCommerce. La presentazione ufficiale è avvenuta in occasione del Netcomm Forum 2018, la più importante vetrina del mondo eCommerce in Italia, durante il quale DHL ha presieduto un Workshop dal titolo “I fattori chiave per una Customer Journey di successo nel mondo eCommerce“.
DHL Express, grazie allo studio delle preferenze del consumer online e un’analisi approfondita delle esigenze del merchant, ha sviluppato soluzioni ad hoc per l’eCommerce: DHL eCommerce Shipping, creata per semplificare il lavoro delle PMI eCommerce italiane e On Demand Delivery, soluzione last mile per offrire una customer journey personalizzabile e flessibile agli e-shopper.

DHL eCommerce Shipping è l’esclusiva soluzione tecnologica dedicata ai business online che offre la possibilità di ottimizzare le attività di back-office per l’evasione ed aggiornamento degli ordini e dei resi. Dalle piccole attività alle aziende più strutturate, tutti i Clienti DHL che utilizzano piattaforme eCommerce (Magento, Prestashop, WooCommerce) o marketplace come Amazon, potranno utilizzare e trarre beneficio dai Plugin e dal connettore DHL. Un’innovazione che permetterà al merchant di trasformare gli ordini ricevuti in spedizioni DHL in pochi click direttamente sulla propria piattaforma eCommerce. Scaricarli è semplicissimo: basta andare sul sito dedicato all’offerta di DHL Express per l’eCommerce e andare nella sezione riservata a DHL eCommerce Shipping.

“Un’altra soluzione tecnologica a supporto del mondo online che conferma ancora una volta la nostra vocazione come innovatore del mondo della logistica digitale e come partner ideale delle imprese che puntano all’internazionalizzazione grazie al grande potenziale di crescita che oggi offre l’eCommerce.” ha affermato Simona Lertora, Managing Director Marketing and Business Development DHL. “Il successo dei nostri Clienti è strettamente legato alla soddisfazione dei loro acquirenti nell’esperienza di delivery e nelle opzioni di consegna offerte” ha continuato Simona Lertora. “Per questo motivo, offriamo delle soluzioni mirate per migliorare la Customer Experience dell’e-shopper in ogni fase del suo percorso d’acquisto online. Il nostro servizio On Demand Delivery permette ai consumer di gestire in autonomia la consegna della spedizione, personalizzando in qualsiasi momento tempo e luogo di consegna.”

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FocusMerchant

INSAL’ARTE DI ORTOROMI DISPONIBILE SULL’ECOMMERCE DI FRUTTAWEB. PAUSA PRANZO IN PRIMA FILA

OrtoRomi che sceglie la professionalità e l’affidabilità del portale Fruttaweb per inserire i prodotti a marchio Insal’Arte nel mercato online, dove l’azienda ha deciso di conquistare anche il segmento dell’eCommerce e soddisfare una incalzante domanda proveniente da acquirenti fidelizzati e dall’utenza dei suoi canali social.
La richiesta di accesso a un retail digitale dove acquistare i prodotti Insal’Arte, oltre che nei punti vendita largamente diffusi in tutta Italia, ha dato piena conferma dell’apprezzamento della qualità e della genuinità delle proposte e ha messo in luce un’esigenza del mercato alla quale OrtoRomi ha saputo dare una risposta sollecita.

In Fruttaweb OrtoRomi ha trovato il partner ideale. Ciò che accomuna le due realtà, infatti, è una piena condivisione di valori, tra i quali primeggiano qualità, freschezza, genuinità ed etica del prodotto lungo tutto il suo percorso di produzione.
Il portale, il principale in Italia dedicato alla vendita di frutta e verdura, commercializza più di 1300 referenze, assicurandone l’eccellenza e garantendo l’osservanza di tutte le regolamentazioni europee in merito alla salubrità.

La collaborazione tra OrtoRomi e Fruttaweb ha consentito alla cooperativa di risolvere le incertezze relative al rispetto della catena del freddo, aspetto fondamentale e imprescindibile per la tipologia di prodotti freschi Insal’Arte, e che il portale con la sua lunga esperienza nella gestione logistica della merce è in grado di assicurare.

Il paniere a marchio Insal’Arte acquistabile online comprende le referenze di punta della gamma, in particolare quelle più innovative e ad alto contenuto di servizio, come le ciotole Pausa Pranzo, corredate di posate e dressing kit (ideali per pasti fuori casa), gli estratti Green, Love e Smile, recentemente “eletto prodotto dell’anno”, le zuppe e i passati, senza dimenticare le insalate di IV gamma in busta, vaschetta e nei grandi formati, core business dell’azienda.
Il sito ha predisposto anche una pagina vetrina che racconta in maniera esaustiva l’identità dell’azienda, i valori che persegue e i processi all’avanguardia nella coltivazione e produzione dei prodotti.

A completamento dell’ingresso nel mercato online, OrtoRomi ha elaborato un piano strategico di comunicazione digitale che avrà una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale, a dimostrazione della capacità dell’azienda di cogliere sempre le nuove opportunità e di cavalcare il trend di crescita a doppia cifra che il canale della vendita in rete registra.

 

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