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“ECOMMERCE E NEXT RETAIL”: CONTO ALLA ROVESCIA PER IL NETCOMM FORUM

“Siamo nella tempesta perfetta del retail, dove l’eCommerce ne ha rappresentato la prima fase trasformativa. Il consumatore guadagna potere e consapevolezza, le tecnologie aprono nuove strade e il contesto competitivo diventa sempre più complesso. Solo le aziende smart, e non necessariamente le più grandi, usciranno con successo da questa tempesta”.
Così Roberto Liscia, Presidente di Consorzio Netcomm, lancia il prossimo Netcomm Forum, che avrà luogo al MiCo – Milano Congressi (Ingresso Ala Nord: Via Gattamelata, 5, Milano) il 30 e il 31 Maggio, puntando il focus su uno dei temi chiave di questa edizione: le nuove strategie omnicanale per i brand che puntano all’integrazione degli store fisici con quelli virtuali.
“eCommerce e Next Retail” titola infatti la conferenza plenaria di apertura dell’evento durante la quale verranno svelati i dati del mercato e verranno presentati keynote speech a cura di Google, Reply e di Adidas.
In seconda giornata, invece, il tema dibattuto sarà “L’Era del Next Retail e del consumatore unico”

“Noi siamo un paese senza conoscenza che sta retrocedendo nella graduatoria mondiale della trasformazione digitale. Questo mette a forte rischio la nostra capacità competitiva”, continua Liscia. “La tecnologia in passato è sempre stata un elemento di produttività e quindi di competitività sulla singola ora lavorata: attualmente la tecnologia diventa un elemento di competitività sulle strategie aziendali. Quello che è successo in questi anni è che la parola eCommerce ha mutato significato: oggi significa utilizzare tutte le nuove tecnologie di contatto, ripensare la propria strategia e la propria relazione con il cliente e con il mercato, in un’ottica di creare valore ed esperienzialità. Non è più un modello basato solo sul prezzo, ma è fondato sul totale valore percepito come benefit dal cliente finale. Questo significa mettersi in gioco in molti ambiti: assortimento, accessibilità, servizio, in una parola “experience”.

“Attualmente ci sono una ventina di modelli di differenziazione, penso ad esempio a operatori come Vigga o Madame Lafleur, che utilizzano la tecnologia o la multicanalità per strutturare offerte che danno la possibilità di creare valore”, prosegue Liscia, che poi tratta un altro aspetto chiave del settore, quello dei pagamenti. I sistemi di pagamento sono sempre stati infatti un elemento critico per il successo dell’eCommerce, soprattutto sul mercato italiano. Oggi stanno arrivando sul mercato sempre più player che non sono più quelli tradizionalmente istituzionalizzati, banche in primis.
“Il mercato  dei pagamenti”, conferma Liscia, “vede una fortissima turbolenza, che permette ai giocatori di sfruttare la tecnologia per diventare abilitatore del pagamento all’ultimo miglio. E sappiamo quanto sia importante gestire l’ultimo miglio della relazione, perché chi gestisce questa fase è anche colui che in qualche misura può decidere quale marginalità trattenere rispetto al totale del prezzo pagato. Questo è un fenomeno dove giocano tutti coloro che hanno una relazione forte con il cliente: gli aggregatori, i marketplace, i produttori di device”,

Tema questìanno, infine, è anche la fiducia, a causa delle ricadute legate alla cronaca: abbiamo visto i recenti scandali sull’utilizzo abusivo in ambito politico che stanno rendendo gli utenti più diffidenti nei confronti della propria privacy, anche se forse meno del previsto.
“Questo è un tema importante che stiamo affrontando con il GDPR, il nuovo regolamento sulla privacy”, conclude Liscia. “Qui il tema diventa politico e di politica aziendale: non ci sarà più nessuna legge che potrà risolvere appieno i problemi posti della tecnologia, che di fatto ha “frantumato” le certezze, spesso illusorie, circa la nostra privacy. Il tema vero è come riuscire a creare leggi fortemente garantiste su alcuni elementi, che riguardano la salute, la religione, i comportamenti sessuali. Il consumatore deve avere certezza che questa parte della sua privacy non venga aggredita”.

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L’OPEN INNOVATION DI CARIPLO FACTORY AL NETCOMM FORUM

 

In occasione del prossimo Netcomm Forum, il 30 e il 31 maggio, prenderà vita il nuovo progetto di Netcomm in collaborazione con Cariplo Factory, per offrire opportunità di crescita e innovazione per le imprese della filiera dell’eCommerce e del digital retail.
Si tratta della prima iniziativa di Netcomm Open Innovation. Grazie a un’area dedicata all’innovazione e alle start-up all’interno degli spazi espositivi, le imprese interessate potranno incontrare il team di growITup, la piattaforma di Open Innovation creata da Cariplo Factory in collaborazione con Microsoft Italia, e ricevere gratuitamente un Priority Alignment: un metodo innovativo per identificare le esigenze di innovazione dell’azienda, scoprire le opportunità di trasformazione digitale che meglio si adattano agli obiettivi aziendali ed, in seguito, entrare in contatto con realtà imprenditoriali giovani e consolidate.

Cariplo Factory
Cariplo Factory è l’hub di innovazione di Milano che nasce con l’obiettivo di incentivare la libera circolazione delle idee attraverso la contaminazione di know-how ed esperienze nel campo dell’innovazione digitale. Promossa da Fondazione Cariplo, in collaborazione con Microsoft, Fastweb, Terna e Novartis, Cariplo Factory è il motore di una pluralità di progetti dedicati alla crescita dei talenti italiani.
Oltre a growITup, tra le principali attività di Cariplo Factory: Fastweb Digital Academy, percorsi di formazione specialistica sui temi del digitale; BioUpper, piattaforma che supporta nuove idee di impresa nel campo delle scienze della vita; Next Energy, piattaforma che permette lo sviluppo di progetti innovativi in ambiti attinenti al sistema elettrico.

growITup
growITup è la piattaforma di Open Innovation creata da Cariplo Factory in partnership con Microsoft, con l’obiettivo di promuovere l’innovazione digitale e l’eccellenza italiana, creando un ponte tra le industry cardine del Made In Italy e l’ecosistema delle startup più promettenti.
growITup seleziona startup in diversi settori, tra cui: Food & Agriculture al Fashion & Design, dal Manufacturing 4.0, all’Energy & Environment, dai Financial Services & Insurance al Tourism & Entertainment, all’Health & Welfare.
La mission di growITup è quella di attirare e trattenere in Italia i migliori talenti, mettendo in contatto le realtà innovative del nostro Paese con grandi aziende in un’ottica di collaborazione aperta.

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ACQUISTI ONLINE: IL CONSUMATORE SI CONQUISTA CON LA SEMPLICITÀ

Ricerca Ericsson

Più semplicità nell’acquisto. Questa la richiesta che arriva dai consumatori secondo la ricerca ‘Beyond smartphone shopping – the rise of smart assistants‘, studio del ConsumerLab di Ericsson relativo all’impatto che le nuove tecnologie stanno avendo sulla modalità di fare shopping e acquistare beni. Il sondaggio è stato svolto in 10 città in Europa, America e Asia su un 5.048 utenti internet (500 per città), tra i 15 e i 69 anni. Il campione è stato scelto privilegiando gli ‘early adopters’.

L’ampiezza limitata dello schermo rimane il problema principale per gli intervistati. Per questo motivo, 4 ‘smartphone shopper’ su 10 gradirebbero avere uno shopping assistant che li aiuti a restringere e semplificare le loro scelte di acquisto Le misure ridotte dello schermo sono il motivo per cui gli acquirenti da smartphone più attivi sono anche i più interessati all’utilizzo di AR e VR per bypassare i limiti dello schermo. Il 48% degli intervistati vorrebbe vedere solo gli articoli più rilevanti mentre fa shopping mentre il 63% vorrebbe ricevere assistenza nel confrontare i prezzi dei vari articoli

La richiesta di semplificazione nell’acquisto rappresenta uno dei maggiori cambiamenti che interesseranno il comportamento degli acquirenti. Inoltre, secondo il report lo shopping non sarà più dominato dalla competizione sui prezzi ma sarà la flessibilità a rappresentare il vantaggio chiave: il 66% degli intervistati apprezza la comodità di poter acquistare ovunque e su richiesta dal proprio smartphone, il 36% ritiene che i negozi fisici debbano essere più economici dei rispettivi online.

Dalla survey è emerso un forte interesse nell’automatizzare l’acquisto da casa grazie all’AI, che potrebbe consentire un rifornimento quotidiano automatico di cibo e dei principali beni di uso comune. Inoltre, il 44% degli acquirenti da smartphone desidera un assistente digitale che riceva le consegne quando non si è a casa ben il 68% pensa che tutto questo sarà di tendenza in soli 3 anni

La possibilità di poter presto automatizzare gran parte degli acquisti quotidiani solleva molte domande sul futuro del negozio fisico. Più della metà degli utenti di AR e VR (circa il 64%) ritiene che, tra 3 anni, quasi tutti gli acquisti avverranno tramite lo smartphone e i negozi fisici spariranno. Il 66% degli attuali utenti di AR e VR ritiene che la tecnologia ridimensionerà i negozi fisici che occuperanno meno spazio in soli tre anni. Il 52% di tutti gli intervistati ritiene che un minor numero di persone si recherà in negozi fisici in futuro e di conseguenza aumenteranno le consegne a domicilio automatizzate e preventive.

 

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MOTORK LANCIA 1TO1 SALES: ORA L’AUTO SI COMPRA IN CHAT

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Comprare l’auto in chat, discutendo con la concessionaria via WhatsApp e firmando il contratto di acquisto con un dito: non è più un progetto di marketing delle grandi case produttrici, ma un’opportunità reale a disposizione di concessionari e clienti, nel nuovo come nell’usato. MotorK  introduce nel mercato 1to1 sales, la prima piattaforma dedicata alle concessionarie per vendere online le auto: uno strumento in grado di far gestire in Rete tutte le fasi della trattativa, dalla richiesta di preventivo fino all’acquisto vero e proprio.

Alla domanda “perché non compriamo anche l’auto online?”, la risposta più comune è proprio legata all’impossibilità di gestire la trattativa sul prezzo con il venditore e, più in generale, la relazione con quest’ultimo. Spostando in Rete il processo complessivo di interazione tra acquirente e concessionario, tanto chi compra quanto chi vende potrà decidere quali aspetti gestire online e quali offline, in un processo on/off possibile grazie all’omnicanalità. Ad esempio, chi compra potrà interagire con la concessionaria nell’orario che gli è più comodo – cosa ormai indispensabile se consideriamo che il 44% dei contatti ricevuti dai siti delle concessionarie nell’arco di un giorno avvengono in ore non lavorative.

Il nuovo prodotto digitale 1to1 sales rappresenta un passo in avanti rispetto alle attuali forme di eCommerce di automobili. Mentre queste permettono solo di bloccare l’auto pagando un acconto (e dunque costringendo a una fase successiva offline di definizione dell’acquisto), il sistema 1to1 sales copre digitalmente anche il processo di trattativa, finora relegato al telefono o all’incontro “fisico” in concessionaria, permettendo una conversazione virtuale altrettanto efficace.

E se toccare con mano l’automobile è importantissimo per il 53% degli italiani (fonte: DriveK), la nuova piattaforma offre la possibilità di realizzare un tour virtuale della macchina o una videochiamata con il venditore in concessionaria: in questo modo si compensa questo bisogno, o si può fare la prima scrematura a cui far seguire la visita dal vivo. Il risultato è un’interazione sempre più complessa che da un lato ottimizza i tempi, dall’altro migliora il processo di scelta della vettura giusta ricalcando i processi dell’eCommerce tradizionale: il cliente è aggiornato in tempo reale, con notifiche sull’andamento della trattativa attraverso sms, email e messaggistica istantanea. Il sistema di check out, infine, permette all’utente di acquistare davvero il veicolo, firmando digitalmente il contratto e inviando la caparra confirmatoria con PayPal o carta di credito.

“Le iniziative di marketing presentate negli ultimi anni hanno mostrato che è già possibile configurare e comprare un’auto online”, dichiara Marco Marlia, Fondatore e CEO di MotorK, società proprietaria del marchio DealerK. “Quello che mancava era uno strumento che rendesse “normale” questo processo, alla portata di concessionari e clienti, e che permettesse ad ambo le parti di decidere come alternare operazioni online e operazioni nel punto vendita. Rendiamo possibile un processo on/offline che a breve diverrà la normalità: entro 5 anni, stando ai nostri calcoli, l’89% degli europei adotterà un simile approccio per comprare l’auto”.

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WEBPERFORMANCE OFFRE GRATUITAMENTE LA GUIDA PER IL DRIVE TO STORE

Il termine Drive to Store è utilizzato per distinguere le campagne digitali che hanno l’obiettivo di incoraggiare gli utenti online a recarsi in un punto vendita fisico. Webperformance ne parla approfonditamente in una Guida che accresce una già ampia serie di contenuti editoriali. Si tratta di un appuntamento fisso, che ogni anno vede l’elaborazione di un nuovo ebook o white paper che tratta il tema di maggior interesse del momento. Alla sezione dedicata del sito è possibile scaricare gratuitamente l’intera raccolta.

La guida approfondisce come portare nuovi clienti in negozio e lo fa affrontando varie tematiche quali l’utente digitale e l’omnicanalità, il negozio fisico ed il negozio del futuro, le occasioni di acquisto, la tecnologia e molto altro.
Gli autori della guida sono Alessandro Scartezzini, CEO di Webperformance, ed Elisa Nicolini, Project Manager che già segue numerosi clienti che hanno attivato una strategia digitale drive to store.

 

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EUREWEB INTEGRA IL SERVIZIO HOTSPOT CON LA PUBBLICITÀ GRAZIE A EUREWI-FI

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Eureweb, digital media agency specializzata nel web marketing, presenta Eurewi-fi, una soluzione che integra il servizio hotspot con l’opportunità di erogare campagne pubblicitarie in programmatic. Innovativa e rivoluzionaria, permette ai brand di raccogliere informazioni preziose sui propri consumatori e comunicare con loro sempre e ovunque.

Eurewi-fi è innanzitutto un sistema per sviluppare strategie di marketing digitale, attraverso un servizio di accesso ad internet, un cosiddetto hotspot wi-fi. I brand che lo installano nel proprio negozio, ristorante, albergo o mezzo di trasporto garantiscono ai propri clienti una connessione ad internet gratuita ma soprattutto costruiscono in tempi brevi un database ricco e rilevante generato dai dati richiesti in fase di registrazione per la fruizione del servizio.

Un accesso al web per i clienti finali che si trasforma in un enorme valore aggiunto per il brand. I dati raccolti dai dispositivi che si sono collegati alla rete diventano infatti informazioni estremamente utili per personalizzare le comunicazioni e proporre pubblicità altamente rilevanti. Da qui l’evoluzione del servizio da semplice hotspot a vero e proprio media.

Grazie alle soluzioni di web marketing offerte da Eureweb, questa nuova tecnologia consente infatti ai brand di erogare annunci più mirati e pertinenti a tutti gli utenti che si sono registrati. Un media che interagisce con il consumatore non solo quando è connesso all’Hot Spot locale, sfruttando tutte le opportunità del proximity marketing, ma anche su reti esterne proponendo banner pubblicitari clusterizzati su siti premium. Una comunicazione 1to1 di qualità e successo che incrementa la brand awareness e la fidelizzazione del cliente.

Una tecnologia sicura al 100% e assolutamente all’avanguardia. Forte di un’assistenza immediata e telegestita, non implica alcuna responsabilità legale sul traffico degli utenti e garantisce un accesso personalizzato senza richiedere il download di un’app o una specifica configurazione.

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HIC MOBILE PRESENTA L’EVOLUZIONE DELLA SPECIE DEL COUPON INTERATTIVO

Hic Mobile, dal 2013 un player di rilievo nell’ambito del mobile advertising grazie alla costante innovazione, a una serie di expertise tecnologiche evolute e alla più grande rete geo-localizzata d’Italia, presenta Hic-Coupon, un nuovo strumento che rivoluziona il vecchio coupon o buono sconto.

I coupon sono un classico strumento di marketing ancora oggi molto apprezzato dai consumatori e decisamente strategico per le aziende. La versione più attuale proposta da Hic Mobile, ovviamente interattiva, presenta una serie di feature tecniche uniche che la rendono estremamente efficace e di grande appeal per il pubblico finale.

Hic-Coupon permette di gestire strategicamente coupon con codici QR, a bande o alfa numerici; in particolare è in grado di rendere più facile ed efficace la loro distribuzione tramite qualsiasi canale: sms, mail, beacon, social networks, cartacei, on site, NFC e Wallet. Grazie a Hic-Coupon, inoltre, è possibile redimere i buoni sconto tramite integrazione con i sistemi di cassa, applicazioni indipendenti e sistemi di pagamento internazionali.

Hic Mobile non si limita a presentare sul mercato coupon interattivi di ultima generazione. Al fine di incentivare il loro download da parte degli utenti, la tech company milanese offre alle aziende la possibilità di usufruire di apposite creatività che integrano attività ludiche molto popolari come il “Gratta e vinci” o “La ruota della fortuna“. Questi giochi sono personalizzabili in base a esigenze specifiche dell’inserzionista, ad esempio includendo la possibilità dell’invio ad un amico. Inoltre permettono una pianificazione precisa basata, ad esempio, sulla validità e sul numero massimo di utilizzi.

“Hic-Coupon è una soluzione assolutamente all’avanguardia pensata per le aziende che mirano ad ampliare il numero dei loro consumatori oppure a fidelizzarli”, commenta Max Willinger, co-Founder di Hic Mobile. “Il coupon interattivo, soprattutto se abbinato a giochi sul modello del Gratta e Vinci, consente oggi di aumentare le vendite in un modo semplice ed efficace che viene percepito dall’utente come molto cool e per niente invasivo”.

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L’ECOMMERCE ITALIANO DEVE APRIRSI ALL’EUROPA: IL CROSS BORDER TRADE SECONDO IDEALO

idealo presenterà a Netcomm Forum 2018 (30-31 maggio 2018, presso MiCoMilano Congressi) alcuni dati molto interessanti legati al tema del “cross border trade”, ossia la possibilità di vendere online anche all’estero.

Il cross border trade rappresenta un’opportunità per tutti gli attori coinvolti nella digital economy. Partendo dai vantaggi per i consumatori, ci sono alcuni prodotti che possono essere più economici se acquistati al di fuori dell’Italia. Ad esempio, i notebook costano in media il 14.9% in meno se acquistati in Spagna, mentre per acquistare un’asciugatrice o un paio di sneakers si può risparmiare più del 15% se li si compra in UK (i dati sono ricavati dalle offerte medie disponibili sul portale di idealo.it, tra gennaio 2017 e marzo 2018, comparandole a quelle disponibili su idealo.co.uk e idealo.es). Risulta immediato il vantaggio che i consumatori italiani ottengono grazie agli acquisti transfrontalieri: la possibilità di accedere ad un’offerta diversificata ed acquistare prodotti che costano meno in paesi differenti dal proprio.

D’altro canto, il cross border trade rappresenta un’opportunità anche per gli stessi eShop. L’ultimo report di Eurostat mette in luce come l’eCommerce in Europa goda di ottima salute: Nel Regno Unito, ad esempio, l’86% degli utenti internet utilizza il canale online per fare acquisti, in Svezia la percentuale è dell’84% ed in Germania dell’82%. Considerando che in Italia la percentuale si attesta attorno al 43%, contro una media europea del 68%, risulta chiaro il vantaggio di un eShop tricolore che decida di vendere anche all’estero: presentarsi su un mercato internazionale ancora più ricettivo rispetto al nostro quando si parla di e-commerce, e allargare così, ulteriormente, il proprio bacino d’utenza.

A fronte di netti vantaggi per tutti gli attori coinvolti, i dati che idealo presenterà ufficialmente nel corso di Netcomm Forum stupiscono un po’ e fanno riflettere: in Italia solo il 22% degli eShop vende anche al di fuori del proprio Paese. Dato ben lontano da altre realtà europee come Spagna e Francia, in cui gli eShop che vendono all’estero sono il 50%, ma anche Regno Unito e Germania in cui il dato è rispettivamente del 48% e del 46%.

Un altro dato poco incoraggiante messo in luce da idealo mostra come questa scarsa apertura dell’eCommerce italiano al resto d’Europa si evinca anche dal fatto che solo l’8% dei negozi digitali in Italia presenti il proprio eShop in una seconda lingua differente dall’Italiano. Un dato tendenzialmente basso in tutta Europa, che vede l’e-commerce spagnolo in testa con il 24% di portali in doppia lingua, seguito dal Regno Unito al 24%, dalla Germania al 12% e dalla Francia al 10%.

Infine, idealo ha cercato di evincere quanti eShop italiani offrano la possibilità di pagare in una valuta differente dall’Euro e la risposta è “solo il 4%”. Dato tendenzialmente basso in tutta Europa con gli inglesi che si aprono ad altre valute nel 24% dei casi, seguiti da quelli spagnoli (8%), tedeschi (4%) e francesi (2%).

“Il nostro obiettivo non è mai quello di segnalare una mancanza, ma quello di mostrare un’importante opportunità che al momento il mercato italiano non sta cogliendo appieno”, ha commentato Fabio Plebani, Country Manager di idealo in Italia. “Ed è un vero peccato in quanto l’Italia avrebbe un netto vantaggio competitivo rispetto agli altri paesi: sia perché può allargare ulteriormente il proprio bacino d’utenza coinvolgendo un pubblico già avvezzo al mercato digitale, sia perché può contare su uno dei brand più riconoscibili al mondo, il Made in Italy, che gode di popolarità a livello globale”.

 

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IL RETAIL DEL FUTURO TRA DIGITAL TRANSFORMATION E INCENTIVI STATALI

Il settore del retail si caratterizza da sempre per un mix di tradizione e innovazione e sta vivendo oggi una fase di profonda trasformazione, condizionata da diversi fattori. Lo studio “Retail del futuro: tra tradizione e innovazione”, pubblicato dall’Osservatorio Innovazione Digitale nel retail presso il Politecnico di Milano affronta il tema dando una visione complessiva del settore nel prossimo futuro. Un mix tra fattori esterni ed interni condiziona fortemente l’andamento del settore, a partire, ad esempio dall’eCommerce, fenomeno maggiormente responsabile dell’aumento dei consumi nell’ultimo anno.

“È però il binomio fattore costo/competenze a frenare maggiormente l’adozione di sistemi tecnologici innovativi. Costi elevati, ma soprattutto la mancanza di competenze aziendali realmente capaci di facilitare la diffusione di una cultura votata all’innovazione, sono i fattori frenanti soprattutto per i medio-piccoli”, commenta Alberto Corradini, Country Manager Italia Checkpoint Systems. “L’evoluzione soffre ancora, infatti, di un significativo problema di approccio degli stessi retailer all’adozione di tecnologia. Il 65% dei grandi non ha mai messo in atto una chiara strategia d’innovazione digitale in risposta ai cambiamenti che il mercato e la società stanno vivendo, vedi la digitalizzazione del consumatore, la complessità crescente dei processi e la forte competizione delle Dot Com. Altrettanto significativo il fatto che, però, all’interno dello stesso bacino di grandi retailer, 3 su 4 dichiari di avere l’intenzione di cambiare la situazione e stia già definendo una strategia”.

Salire sul treno della Digital transformation può concretamente abbattere la criticità legata al binomio costi/competenze nel retail. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo in atto un progetto mirato a supportare le imprese con una serie di benefici fiscali, prevedendo un piano di Iper e Super Ammortamento.

“Parliamo anche di questo nei nostri Customer Experience Center, in cui schieriamo un team di esperti di tecnologia e mettiamo in contatto le aziende con realtà simili, che hanno già riscontrato nei propri ambiti reali benefici, per far emergere attraverso le loro testimonianze concrete la fattibilità della trasformazione dei processi ed il ritorno di investimento”, aggiunge Corradini. “Molti top retailer stanno infatti già adottando, secondo i dati della ricerca, una serie di innovazioni digitali, soprattutto a supporto dell’omnicanalità, sia nel back-end che nel front-end. Il 95% dei retailer italiani è oggi presente sia online che su mobile. Se il 91% dei top retailer ha già investito nel 2017 in innovazione digitale nel back-end, un altro 73% è intenzionato ad investire nel 2018. Il dato che confuta l’attenzione crescente per l’omnicanalità si fa ancora più interessante, se parliamo di adozione dell’innovazione a livello del front-end. La percentuale sale infatti al 99% per l’online e al 95% per il mobile – con ben l’84% dei top Retailer propenso ad investire nel 2018”.

 

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LA CYBERSECURITY FA CRESCERE I RICAVI DEI RETAILER FINO AL 5%. LO STUDIO CAPGEMINI

Cybersecurity

Un nuovo report del Digital Transformation Institute di Capgemini ha evidenziato che la cybersecurity rappresenta una nuova fonte di vantaggio competitivo per i retailer. Nello studio si afferma che, per poter sfruttare i vantaggi legati a questa opportunità, un maggior numero di aziende deve allineare le proprie policy in tema di cybersecurity con le attese dei propri clienti.

Il report, chiamato Cybersecurity: The New Source of Competitive Advantage for Retailers, dimostra che i consumatori sono sempre più consapevoli delle falle dei sistemi di sicurezza nel settore retail e sono anche disposti a spendere di più presso quei rivenditori che dimostrano di avere forti competenze in ambito cybersecurity. In base alla spesa media annuale dei clienti, l’incremento delle misure di sicurezza informatica potrebbe portare a un aumento dei ricavi fino a un massimo del 5,4%.

Il nuovo report, al quale hanno partecipato oltre 6.000 clienti e 200 dirigenti di società del settore retail, ha evidenziato che per il 77% degli intervistati la cybersecurity è il terzo dei principali fattori che influenzano la scelta di un dato rivenditore, preceduto solo dalla disponibilità dei prodotti e dalla qualità e seguito da fattori tradizionali come il prezzo e la reputazione del brand.

Tuttavia, il report ha identificato un disallineamento tra le aspettative dei clienti e quello che invece viene offerto dai retailer. Anche se il 70% dei consumatori vuole essere certo che le proprie informazioni personali e finanziarie siano al sicuro, solo il 44% dei rivenditori si adopera per informarli attivamente. Inoltre, i retailer non informano prontamente i propri clienti delle violazioni dei sistemi di sicurezza. Infatti, sebbene il 40% dei rivenditori abbia affermato di essere stato vittima di un attacco informatico negli ultimi tre anni (2015-2017), con una conseguente compromissione dei dati finanziari o personali dei clienti, solo il 21% dei consumatori afferma di aver visto i propri principali rivenditori associati ad un attacco informatico.

“I consumatori di oggi sono esperti nel fare acquisti online e conoscono molto bene i propri diritti. Per loro la sicurezza informatica è estremamente importante e si rivolgono esclusivamente ai rivenditori di fiducia”, ha affermato Andrea Nulli, Cybersecurity Leader di Capgemini Italia. “Per i retailer è ora di considerare la cybersecurity una priorità di business”.

“La cybersecurity rappresenta un’opportunità redditizia per i retailer, perché permette loro di migliorare la customer satisfaction e incrementare la spesa online”, ha dichiarato Laura Muratore, Vice President, Head of Manufacturing, Retail and Distribution di Capgemini Italia. “Solo quei rivenditori che sono in grado di allineare efficacemente le proprie misure di sicurezza informatica con le attese dei clienti saranno in grado di incrementare i ricavi”.

Il report include una serie di consigli pratici, basati sui risultati dello studio, che aiutano i leader del settore ad affrontare i problemi del crescente incremento degli attacchi informatici ai retailer e della richiesta di maggiore trasparenza da parte dei consumatori.

Priorità 1 – Operare per comprendere le aspettative dei clienti e assicurare che le caratteristiche richieste siano completamente implementate

Priorità 2 – Assicurare che i sistemi per la sicurezza informatica siano un passo avanti rispetto agli hacker

Il report ha evidenziato che l’utilizzo di nuove tecnologie, una debole segregazione delle responsabilità specifiche degli utenti di sistema e un’architettura obsoleta rappresentano le tre principali vulnerabilità che sono state sfruttate dagli hacker durante gli attacchi informatici degli ultimi tre anni. Tuttavia, meno della metà dei retailer effettua degli audit per la sicurezza su base giornaliera o settimanale.

Il report rivela infine una grande distanza tra consumatori e rivenditori in merito all’autorizzazione esplicita per l’archiviazione e l’utilizzo dei dati. Quasi un terzo (29%) dei consumatori afferma che il loro rivenditore di fiducia non comunica i cambiamenti relativi alla privacy dei dati. Visto che l’implementazione della GDPR si avvicina sempre di più, è necessario che i rivenditori progettino strategie per ridurre il distacco dai consumatori e assicurare i clienti sulla sicurezza dei propri dati. Attualmente, solo il 40-60%1 dei rivenditori hanno pienamente implementato alcune componenti dei requisiti previsti dalla GDPR.

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