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LE VENDITE ONLINE CRESCONO QUATTRO VOLTE PIÙ VELOCEMENTE DELLE VENDITE OFFLINE

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Il business globale nel 2022 raggiungerà i 400 miliardi di dollari. Il dato emerge dal nuovo report mondiale Nielsen ‘Future opportunities in FMCG e-commerce’

 

 

Le vendite globali online di prodotti di largo consumo stanno crescendo quattro volte più velocemente delle vendite offline. Il dato emerge dal nuovo report mondiale Nielsen ‘Future opportunities in FMCG e-commerce’. In particolare, in Europa, i prossimi anni vedranno una crescita decisiva del canale e-commerce, soprattutto a causa delle mutate dinamiche sociali (e.g. work-life blur) e del crescente bisogno di convenience. Il report, che esamina gli attuali fattori di crescita dell’e-grocery – l’e-commerce nel largo consumo – in 34 mercati, evidenzia il rapido ritmo con cui il canale si espanderà nei prossimi anni (18,4% crescita percentuale media in un anno) e stima che le vendite globali totali raggiungeranno i 400 miliardi di dollari americani entro il 2022.

 

E-commerce: Svizzera, Italia e Paesi Bassi nella top 5

Il 26% dei consumatori europei utilizza già piattaforme di e-commerce per la consegna a domicilio dei prodotti di largo consumo. Il Regno Unito è in testa alla classifica delle vendite online (6,3% dei prodotti FMCG venduti sono venduti online), seguito dalla Francia (6,1%), dove la formula ‘click-and-collect’, presente dall’inizio degli anni 2000, ha reso l’e-commerce un successo. La classifica dei top-5 nell’Europa occidentale continua con Svizzera, Italia e Paesi Bassi (rispettivamente 1,8%, 1,7% e 1,5%). I restanti mercati occidentali inclusi nel report sono Belgio, Spagna, Germania e Portogallo. Nielsen stima che la quota dell’e-grocery in Portogallo (meno dell’1% nel 2017) salirà a 1,6% (430 milioni di dollari) entro il 2022.

Nei mercati nordici oltre un consumatore su quattro (25%) è disposto a fare la spesa online. La Norvegia è il Paese con i servizi pubblici più efficienti, gli atteggiamenti sociali più progressisti e le infrastrutture di migliore qualità. Nielsen stima che la quota dell’e-grocery norvegese del 2017 (1%) salirà a 2,2% (678 milioni di dollari americani) entro il 2022. Gli altri mercati nordici presi in considerazione nel report sono Svezia e Danimarca. In Polonia, la recente crescita economica, il miglioramento delle prospettive occupazionali e l’aumento del reddito medio hanno rinvigorito i consumi. Nielsen stima che la quota dell’e-grocery polacco del 2017 (meno dell’1%) salirà all’1,9% (637 milioni di dollari) entro il 2022. Gli altri mercati dell’Europa orientale presi in considerazione nel report sono Turchia e Russia.

“I Paesi europei dove l’e-grocery è più sviluppato sono accomunati da indicatori sociali precisi: alta media della popolazione, stili di vita sempre più frenetici, urbanizzazione. In questi Paesi, inoltre, le grandi aziende hanno investito ingenti somme nel canale online –  puntualizza Romolo de Camillis, Retailer Services Director di Nielsen Italia -. I servizi di e-commerce che si stanno diffondendo sul continente, semplicemente, consentono ai consumatori di risparmiare tempo: renderanno quindi sempre più urgente per i player FMCG la necessità di sviluppare un’offerta omni-canale”.

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RINASCENTE LANCIA IL SERVIZIO WECHAT ON DEMAND. PARTNER DEL PROGETTO È DIGITAL RETEX

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Dopo il successo di On Demand, il servizio di instant messaging che provvede a ricercare nel flagship di Milano i prodotti richiesti dai clienti e a spedirli ovunque desiderino, Rinascente presenta WeChat On Demand.

L’obiettivo è estendere il servizio di personal concierge, lanciato quasi un anno fa sul canale WhatsApp, anche alla piattaforma WeChat, che contempla 1 miliardo di utenti attivi al mese in Cina, di cui l’83% fa acquisti online.

Come afferma Pierluigi Cocchini, Amministratore Delegato Rinascente, “I clienti stranieri rappresentano circa il 50% del totale fatturato di Rinascente. In particolare quelli di nazionalità cinese sono i primi nel ranking delle top nationalities. Lo scontrino medio è di circa 250 euro ed è in continua crescita e solo in questa prima metà dell’anno si contano più di 275 mila loro transazioni. Con il riposizionamento del nostro Department Store verso il lusso accessibile il nostro pubblico si è arricchito e diversificato. L’introduzione del servizio WeChat On Demand dimostra come Rinascente non sia solo il luogo dove vivere un’esperienza di shopping unica e gratificante, ma sia anche una realtà impegnata quotidianamente a intercettare le esigenze di tutti i target e a superarne le aspettative”.

La fruizione del nuovo servizio è la stessa di On Demand, ma mentre WhatsApp viene utilizzato dal Cliente per inoltrare la propria richiesta e ricevere le informazioni necessarie per effettuare l’acquisto, WeChat offre un’esperienza più: viene infatti impiegato da Rinascente anche per condividere informazioni e promozioni. Rappresenta quindi un ulteriore passo verso una relazione omnichannel, intesa come capacità di integrare le interazioni con il Cliente, utilizzando tutti i touchpoint disponibili: fisici e digitali.

Il nuovo servizio viene quindi comunicato attraverso engagement digitale e in store, tramite totem touch screen e QRcode. Sul punto vendita sono inoltre presenti 6 concierge di nazionalità cinese per facilitare l’onboarding del progetto.

Partner del progetto è Digital Retex, trusted partner di Tencent (il gruppo cinese leader globale nell’innovazione digitale, che nel 2011 ha lanciato WeChat), che sviluppa e gestisce tutte le azioni necessarie per realizzare esperienze digitali di successo, online e in negozio, e portare brand europei in Cina, facendo leva sulle
potenzialità della piattaforma.

“WeChat On Demand apre un mondo di nuove opportunità per i grandi brand del mondo Fashion and Luxury”, commenta Andrea Ghizzoni, Director Europa di Tencent- WeChat, “per me è quindi un piacere assistere alla nascita di nuove, promettenti iniziative promosse da partner così qualificati”.

Per Rinascente l’opportunità si misura nel dare anche ai Clienti più lontani la possibilità di accedere in qualsiasi momento all’esclusività della sua offerta, confermando così la volontà di ampliare il concetto di customer care e di estendere sempre più i propri orizzonti internazionali.

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CISALFA SPORT E GETCONNECTED: L’APP MOBILE AL CENTRO DELLA SHOPPING EXPERIENCE

Oltre il 50% delle transazioni mobile oggi avviene in un’App. Il consumatore contemporaneo è sempre più esigente: si aspetta un’esperienza di shopping rilevante, personalizzata e immediata.
Per farlo a pieno il Brand contemporaneo deve prepararsi a incontrare le persone con cui vuole costruire una relazione, i potenziali brand lover, nel loro spazio di interazione preferito: lo smartphone.
Investire nel mobile è la scelta chiave per rimanere competitivi in un mercato mobile-first. Ma come realizzare una strategia che porti l’investimento a essere realmente efficace? La soluzione è aprire un canale diretto con i tuoi clienti più fedeli. La modalità migliore? L’App Mobile.
La soluzione GetConnected ti permette di far crescere il tuo business con un rapido ritorno dell’investimento, come nel caso del progetto di Omnichannel Shopping Experience realizzato per Cisalfa Sport e presentato al Netcomm Focus Fashion & Lifestyle 2018.

L’App Mobile serve al mio business?
I dati sulla Shopping Experience del cliente Fashion italiano parlano chiaro: l’App è lo strumento chiave per far crescere il business. La recente Global Commerce Review di Criteo descrive alcune nette tendenze di consumo:

  • Nelle Shopping App viene realizzato il 54% delle transazioni da smartphone.
  • In App il tasso di conversione è 3 volte superiore a quello del Sito Web Mobile.
  • Fashion e Luxury sono tra i settori trainanti nelle vendite in mobilità.

Per un brand che vuole rimanere competitivo nell’attuale contesto digitale, offrire ai propri utenti un’App Mobile non è più una scelta ma una necessità. Permette di valorizzare chi ti ha già scelto, con push notification personalizzate, risparmiando sulle attività di advertising e anticipando i tuoi competitor.

In termini di ROI, l’App porta un valore aggiunto?
Una recente ricerca su retailer inglesi e americani che hanno lanciato un’App Mobile rivela che il ROI è decisamente positivo già nei primi 12 mesi:

  • le App portano una componente aggiuntiva del 15% del fatturato già nel primo anno
  • a 12 mesi dal lancio, le App raccolgono il 24% delle revenue da smartphone, senza intaccare la crescita del Sito Web Mobile

App e Sito Web Mobile sono due touchpoint che lavorano in sinergia e consentono un rapido ritorno dell’investimento. Permettono di far crescere in modo efficace la nostra base utenti, coccolando i nostri clienti più fedeli.

Un caso concreto? L’App Mobile Cisalfa
Intercettare queste tendenze nel comportamento d’acquisto è il primo obiettivo del progetto di App Mobile Cisalfa, curato da GetConnected e presentato al Netcomm Focus Fashion & Lifestyle 2018. Leader nel settore Sport & Lifestyle, Cisalfa Sport è protagonista di un processo di innovazione strategica e tecnologica del mondo retail, sia online che offline. Al centro di una Shopping Experience sempre più digitale, user-centered e omnichannel, oggi viene lanciata la Mobile App: una tecnologia nativa, frictionless e completamente integrata con il mondo della Salesforce Commerce Cloud.
La tecnologia nativa utilizzata è l’unica che permette una performance da best-in-class mobile experience. L’approccio user-centered UX Design, insieme alle feature di Engagement e Loyalty, rendono l’esperienza di navigazione intuitiva e rilevante. L’integrazione con il mondo di Salesforce Commerce Cloud e di Endless Aisle completa un progetto complesso di integrazione tecnologica.

L’App è utile in un’ottica omnichannel?
I consumatori oggi sono omnicanale: asset digitali e negozi fisici devono necessariamente trasformarsi in un unico ecosistema di brand e in un’unica retail experience. L’App Mobile vuole essere, per Cisalfa Sport, il vero il driver della strategia omnichannel, la risorsa chiave per dare forza e unità alla Shopping Experience del cliente, insieme a un ambiente sempre più coinvolgente e tecnologico negli oltre 140 punti vendita, in Italia.
Valorizzare chi ti ha scelto diventa la vera sfida della Customer Experience. Coccolare i propri clienti, in termini di Retention, Engagement e Fidelizzazione, è la scelta di business strategica, anche in termini di ritorno dell’investimento e di saving sull’advertising.

Qual è il ruolo di GetConnected?
GetConnected è una realtà di 60 professionisti, con oltre 10 anni di esperienza nel mondo eCommerce. Il ruolo è in primo luogo strategico: costruiamo insieme al tuo brand le migliori soluzioni per sviluppare il tuo progetto di Mobile Shopping Experience. Il nostro expertise tecnologico ci permette poi di realizzare il progetto in tutte le sue fasi. La nostra tecnologia è nativamente integrata con tutte le piattaforme leader nel mondo eCommerce ed è pronta per realizzare attività di engagement e mobile marketing realmente efficaci.

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DRIVE TO STORE: WAZE RIPORTA IL PUNTO VENDITA AL CENTRO DELLA DIGITAL STRATEGY

Dario Mancini Waze

The Power of Where, è il titolo del workshop tenuto da Dario Mancini in occasione della XIII edizione del Netcomm Forum, in cui il Country Manager per l’Italia di Waze ha esposto le strategie dell’app di navigazione a beneficio dei brand retail attraverso l’introduzione del concetto di Digital Out of Home. Il punto vendita, grazie ai formati adv presentati e sviluppati da Waze for Brands – Pin, Takeover, Arrow e Ricerca Sponsorizzata – costruisce awareness e aumenta l’afflusso dei consumatori in ottica drive to store.

All’interno del workshop, Dario Mancini ha focalizzato l’attenzione sulle tendenze dei consumatori, evidenziando i criteri più importanti per la scelta di un negozio da parte degli italiani. Il 56% sceglie il punto vendita in base alla qualità dei prodotti offerti, il 51% pone attenzione al prezzo mentre il 43% si concentra sulla varietà dei prodotti. Sorprende il dato relativo invece alla posizione del negozio, infatti il 54% dei consumatori si concentra proprio sul luogo in cui è collocata un’attività commerciale (Google Consumer Survey – febbraio 2018).

“Tutti coloro che si occupano di retail ormai non possono più prescindere dal puntare anche sul digitale. Infatti, il digital retail sta diventando un ottimo driver di crescita per i brand ed è necessario innanzitutto analizzare tutti gli elementi per scegliere la strategia eCommerce più efficace e in secondo luogo integrare quanti più strumenti possibili per presidiare ogni touchpoint. Uno di questi strumenti è sicuramente il digital advertising geo-localizzato. In questo caso Waze è un validissimo alleato, specialmente se pensiamo che il 54% dei consumatori italiani sceglie un punto vendita in base alla sua posizione. Il primo obiettivo è quindi essere trovati sulla mappa per aumentare al contempo visibilità e drive to store. Con Waze, l’auto diventa un vero e proprio media che si posiziona tra il mondo online e offline e si rivolge agli utenti nel momento in cui si trovano “on the go” in un’ottica di Digital Out Of Home”, commenta Dario Mancini (nella foto).

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PWC: DIGITALIZZAZIONE E CX LA RICETTA VINCENTE PER IL FUTURO DEL BANKING

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La digitalizzazione sta rivoluzionando le abitudini del cliente verso la propria banca; sempre più consumatori utilizzano app di banking per effettuare operazioni di pagamento oltreché consultare il proprio saldo. Allo stesso tempo, si registra una maggiore propensione verso app finanziarie alternative, più user friendly, e questo deve indurre le banche a porre maggior attenzione ai nuovi competitor. È quanto emerge dalla ricerca “Customer experience and payment behaviours in the PSD2 context”, realizzata da PwC e Strategy& attraverso interviste che hanno coinvolto 1.700 consumatori europei.

Marco Folcia, partner e PSD2 European Leader di PwC, commenta: “La ricerca evidenzia come la crescente digitalizzazione ed i nuovi modelli di costumer experience favoriscano lo sviluppo di nuove richieste ed esigenze da parte dei consumatori – che hanno condotto il mercato dei pagamenti ad essere sempre più costumer centric – ed un ripensamento da parte degli operatori bancari tradizionali del proprio modello di business”.

 

Lo shopping online come elemento di spinta

Il digitale ha rivoluzionato le modalità di spesa, con più della metà dei consumatori intervistati che dichiara di effettuare acquisti online: in particolare, il 48% conferma una frequenza pari a 2-5 volte al mese mentre il 20% effettua oltre 5 acquisti online al mese.

Le fasce più attive si dimostrano quelle tra i 26 e i 55 anni: in particolare, nella fascia 36-45 anni, quasi un consumatore su tre (il 31%) fa acquisti online più di 5 volte al mese, mentre il 47% opta per lo shopping online tra 2 e 5 volte al mese. Emerge tuttavia, quasi in maniera inaspettata, una significativa operatività anche nelle fasce di età più grandi.

Il 17% dei consumatori europei over 66 intervistati dichiara infatti di effettuare acquisti online più di 5 volte al mese. In tale contesto emerge una specificità del mercato italiano, in cui si riscontra invece una minore attività su tutte le fasce di età ed una quasi totale assenza dello shopping online per gli over 66.

Nonostante la costante crescita dei device mobili, il 57% dei consumatori europei continua a preferire il PC per lo shopping online, seguito al secondo posto dallo smartphone (31%) e tablet (12%). Tuttavia, il 34% degli intervistati ha confermato di avere effettuato almeno un’operazione di pagamento direttamente dal mobile negli ultimi 12 mesi.

Guardando ai metodi di pagamento, il 59% dei consumatori opta per carte di credito (36%) o debito (23%), ma è in costante crescita la quota di utenti, oggi pari all’8%, che si affida a soluzioni alternative, come Sofort e iDeal.

I consumatori italiani fanno meno shopping online rispetto alla media europea, basti pensare che il 41% ha risposto di effettuare acquisti online massimo una volta al mese (contro il 29% di quelli europei). Tuttavia, su tutti gli altri aspetti, risultano essere in linea con i trend europei rilevati.

 

L’esperienza bancaria digitale

Gli istituti bancari, consapevoli della fiducia dei loro clienti (94%), dovrebbero sfruttare a loro vantaggio la possibilità di innovare e puntare sulla propria componente digitale. Il mercato è infatti in continua evoluzione.

Ciò emerge, per esempio, dal fatto che per rispondere alle esigenze di tutti i consumatori sono oggi disponibili nuove tipologie di app finanziarie, non soltanto bancarie, le cui caratteristiche fondamentali sono maggiore usability e ampia gamma di funzionalità accessorie.

Nonostante le app non-bancarie rispondano meglio ai requisiti richiesti – il 40% degli intervistati riconosce come loro principale caratteristica proprio la facilità di utilizzo – il loro uso risulta ancora marginale. Esse sono adoperate solo dal 24% degli intervistati, contro il 92% che utilizza le app bancarie.

Le caratteristiche differenti tra le due tipologie di app si ripercuotono anche nei principali utilizzi. Ai primi posti per le app bancarie troviamo la visualizzazione delle transazioni sul proprio conto (indicata dal 32% dei rispondenti) e la predisposizione di pagamenti (sempre 32%), seguite solo al terzo posto dallo shopping online (20%); mentre per le app non bancarie si aggiudica la prima posizione l’utilizzo per operazioni di acquisto online (32%).

In Italia il secondo fattore – il primo posto è dato dalla facilità di utilizzo (40%) – che supporta l’utilizzo delle app alternative sono i bassi costi (19%) lo stesso punteggio lo ottiene il design attraente (19%), mentre nel resto dell’Europa è l’offerta di insight migliori e di funzionalità aggiuntive appetibili. Sicuramente, sia i consumatori italiani che quelli europei non riconoscono come fattore prioritario per l’utilizzo di app alternative quello della sicurezza.

Infatti, in entrambi i casi, emerge come meno indicato tra i motivi per utilizzare tali app il requisito di “maggiore sicurezza” (9% Italia; 9% Europa). Nella percezione dei consumatori, invece, il settore del banking continua ad essere sinonimo di più elevati livelli di sicurezza IT.

 

La generazione dei multi-bancarizzati

La ricerca di PwC conferma che le il banking tradizionale rimangono un punto di riferimento importante per i consumatori europei. L’incremento e la facilità di utilizzo dell’home banking e di internet in generale, probabilmente combinati con una riduzione dei costi di gestione, hanno portato ad un aumento del numero di clienti multi-bancarizzati, pari al 60% degli intervistati. Tale trend ha favorito lo sviluppo di servizi di aggregazione su più conti appartenenti a realtà di banking differenti.

Tuttavia, nonostante l’interesse generale verso tale servizio, metà dei consumatori non è disponibile a pagare commissioni aggiuntive per l’utilizzo della funzionalità overview “unificata” dei propri conti in vari istituti (50%), soluzione che solo il 31% dei clienti sarebbe disposto a remunerare con una extra-fee.

Il fenomeno è leggermente più basso in Italia, dove i clienti italiani sono più fedeli ad una sola banca rispetto a quelli europei: il 49% ha risposto di possedere una sola banca (contro il 38% di quelli europei) dimostrando ancora una volta una buona relazione di fiducia con il proprio istituto bancario.

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ACQUISTI ONLINE: IL CONSUMATORE SI CONQUISTA CON LA SEMPLICITÀ

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Più semplicità nell’acquisto. Questa la richiesta che arriva dai consumatori secondo la ricerca ‘Beyond smartphone shopping – the rise of smart assistants‘, studio del ConsumerLab di Ericsson relativo all’impatto che le nuove tecnologie stanno avendo sulla modalità di fare shopping e acquistare beni. Il sondaggio è stato svolto in 10 città in Europa, America e Asia su un 5.048 utenti internet (500 per città), tra i 15 e i 69 anni. Il campione è stato scelto privilegiando gli ‘early adopters’.

L’ampiezza limitata dello schermo rimane il problema principale per gli intervistati. Per questo motivo, 4 ‘smartphone shopper’ su 10 gradirebbero avere uno shopping assistant che li aiuti a restringere e semplificare le loro scelte di acquisto Le misure ridotte dello schermo sono il motivo per cui gli acquirenti da smartphone più attivi sono anche i più interessati all’utilizzo di AR e VR per bypassare i limiti dello schermo. Il 48% degli intervistati vorrebbe vedere solo gli articoli più rilevanti mentre fa shopping mentre il 63% vorrebbe ricevere assistenza nel confrontare i prezzi dei vari articoli

La richiesta di semplificazione nell’acquisto rappresenta uno dei maggiori cambiamenti che interesseranno il comportamento degli acquirenti. Inoltre, secondo il report lo shopping non sarà più dominato dalla competizione sui prezzi ma sarà la flessibilità a rappresentare il vantaggio chiave: il 66% degli intervistati apprezza la comodità di poter acquistare ovunque e su richiesta dal proprio smartphone, il 36% ritiene che i negozi fisici debbano essere più economici dei rispettivi online.

Dalla survey è emerso un forte interesse nell’automatizzare l’acquisto da casa grazie all’AI, che potrebbe consentire un rifornimento quotidiano automatico di cibo e dei principali beni di uso comune. Inoltre, il 44% degli acquirenti da smartphone desidera un assistente digitale che riceva le consegne quando non si è a casa ben il 68% pensa che tutto questo sarà di tendenza in soli 3 anni

La possibilità di poter presto automatizzare gran parte degli acquisti quotidiani solleva molte domande sul futuro del negozio fisico. Più della metà degli utenti di AR e VR (circa il 64%) ritiene che, tra 3 anni, quasi tutti gli acquisti avverranno tramite lo smartphone e i negozi fisici spariranno. Il 66% degli attuali utenti di AR e VR ritiene che la tecnologia ridimensionerà i negozi fisici che occuperanno meno spazio in soli tre anni. Il 52% di tutti gli intervistati ritiene che un minor numero di persone si recherà in negozi fisici in futuro e di conseguenza aumenteranno le consegne a domicilio automatizzate e preventive.

 

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EUREWEB INTEGRA IL SERVIZIO HOTSPOT CON LA PUBBLICITÀ GRAZIE A EUREWI-FI

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Eureweb, digital media agency specializzata nel web marketing, presenta Eurewi-fi, una soluzione che integra il servizio hotspot con l’opportunità di erogare campagne pubblicitarie in programmatic. Innovativa e rivoluzionaria, permette ai brand di raccogliere informazioni preziose sui propri consumatori e comunicare con loro sempre e ovunque.

Eurewi-fi è innanzitutto un sistema per sviluppare strategie di marketing digitale, attraverso un servizio di accesso ad internet, un cosiddetto hotspot wi-fi. I brand che lo installano nel proprio negozio, ristorante, albergo o mezzo di trasporto garantiscono ai propri clienti una connessione ad internet gratuita ma soprattutto costruiscono in tempi brevi un database ricco e rilevante generato dai dati richiesti in fase di registrazione per la fruizione del servizio.

Un accesso al web per i clienti finali che si trasforma in un enorme valore aggiunto per il brand. I dati raccolti dai dispositivi che si sono collegati alla rete diventano infatti informazioni estremamente utili per personalizzare le comunicazioni e proporre pubblicità altamente rilevanti. Da qui l’evoluzione del servizio da semplice hotspot a vero e proprio media.

Grazie alle soluzioni di web marketing offerte da Eureweb, questa nuova tecnologia consente infatti ai brand di erogare annunci più mirati e pertinenti a tutti gli utenti che si sono registrati. Un media che interagisce con il consumatore non solo quando è connesso all’Hot Spot locale, sfruttando tutte le opportunità del proximity marketing, ma anche su reti esterne proponendo banner pubblicitari clusterizzati su siti premium. Una comunicazione 1to1 di qualità e successo che incrementa la brand awareness e la fidelizzazione del cliente.

Una tecnologia sicura al 100% e assolutamente all’avanguardia. Forte di un’assistenza immediata e telegestita, non implica alcuna responsabilità legale sul traffico degli utenti e garantisce un accesso personalizzato senza richiedere il download di un’app o una specifica configurazione.

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MOBILE PAYMENT, LUCI E OMBRE NEL 2017 IN ITALIA. I DATI POLIMI

A tratti straripante in alcuni suoi segmenti, a tratti rallentata dalla mancanza di cultura o infrastrutture. È questa la fotografia del Mobile Payment italiano scattata dal Politecnico di Milano e presentata questa mattina alle sede della Bovisa. I pagamenti digitali con carta nel nostro paese sono cresciuti dell’11% nel 2017 rispetto al 2016, toccando quota 220 miliardi di euro; ovvero il 28% dei consumi delle famiglie italiane (il dato si fermava al 25% nel 2016). Tuttavia, il numero di transazione pro-capite ci vede piuttosto in basso nella classifica EU 28. Siamo infatti 24° con 50,7 transazioni, ben lontani dai paesi nordici (Danimarca su tutti) che superano abbonantemente le 300, e sopra solamente a Bulgaria, Grecia e Romania.

Tuttavia il Politecnico sottolinea spesso, durante la mattinata, come dopo anni di lento movimento, nel 2017 il Mobile Payment & Commerce sembra essere davvero pronto a decollare anche in Italia. Aumentano il numero degli utilizzatori di Mobile Payment in Italia e il loro livello di soddisfazione; così come gli esercenti che dimostrano di aver ormai compreso il valore di queste soluzioni, predisponendo i punti cassa e formando il personale.

“La crescita dei New Digital Payment proseguirà nei prossimi anni (superando nel 2020 i 100 miliardi di euro), a scapito di strumenti di pagamento più inefficienti come il contante e, in parte, in sostituzione degli Old Digital Payment. Il contributo maggiore a questa crescita sarà probabilmente riconducibile ai Contactless Payment e ai Mobile Proximity Payment, finalmente in fase di decollo” racconta Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce.

 

PC, smartphone e tablet

eCommerce ed ePayment continuano a rappresentare la componente di maggior valore nei New Digital Payment.
L’acquisto di beni e servizi e il pagamento di ricariche, bollette e tasse tramite PC o Tablet con carta di credito o tramite Wallet (esclusi i pagamenti veicolati tramite Home Banking) valgono infatti 20,3 miliardi di euro, +10% rispetto al 2016.

Più attenzione meritano i pagamenti presso i punti vendita attraverso il cellulare (Mobile Proximity Payment). Un settore che registra oltre 70 milioni di transato. Un dato in netta crescita rispetto ai 10 milioni scarsi del 2016, trainato dalla crescita dei servizi basati sul conto corrente e dall’arrivo di Apple Pay. Si stima siano circa 500 mila gli utenti attivi. Nel 2020 il transato potrebbe valere dai 3,2 ai 6,5 miliardi di euro.

Gli acquisti tramite Mobile site o app di beni e servizi, ovvero la componente Mobile Remote Commerce, continua la sua corsa anche nel 2017. Il settore fa registrare un +65% rispetto al 2016 e superando i 5,8 miliardi di euro di transato (valeva 3,5 miliardi nel 2016); pari a circa il 25% del totale transato eCommerce (12 mesi fa rappresentava il 18%). Nel 2017 il Mobile Remote Payment rallenta per la prima volta un po’ nella sua crescita (+35% rispetto al 2016) e vale quasi 800 milioni di euro, dimostrando di aver raggiunto la sua maturità.

 

I pagamenti innovativi con carta

I pagamenti contactless con carta crescono di oltre il 150% e sfiorano i 18 miliardi di euro (l’8% del transato con carta), confermando di aver imboccato definitivamente una curva di crescita esponenziale. Sono infatti circa 400 milioni le transazioni effettuate in modalità senza contatto dai possessori delle carte (l’11% delle transazioni con carta e oltre il 15% delle transazioni con carta in negozio). Tali numeri sono ormai attribuibili in gran parte alla svolta nell’approccio e nelle abitudini dei consumatori e degli esercenti, più che alla crescita dell’infrastruttura che ormai va consolidandosi – quasi 1 carta su 2 (51 milioni di carte a fine 2017, con un incremento del 28% rispetto al 2016) e oltre 1 POS su 2 (1.400.000 a fine 2017, con un incremento del 40% rispetto al 2016) è contactless. Si stima che i pagamenti contactless entro il 2020 varranno tra i 50 e i 90 miliardi di euro.

 

Il pagamento di parcheggi e trasporti

Tra i Mobile Remote Payment, ovvero i pagamenti di ricariche telefoniche, bollette, parcheggi, biglietti del trasporto, noleggi auto e taxi c’è una componente che dimostra di essere sempre più dinamica: i servizi di mobilità valgono infatti oltre 120 milioni di euro (+33% rispetto al 2016). In particolare, cresce il Mobile Parking superando i 27 milioni di euro (+63% rispetto al 2016). Questo è segno che gli italiani trovano sempre più di valore il poter pagare solo gli effettivi minuti di sosta dallo smartphone, senza avere necessità di monete o parcometri. Crescono anche il Car Sharing e il Bike Sharing, che insieme raggiungono i 76 milioni di euro (+41% rispetto al 2016). Restano invece pressoché stazionari i volumi di transato relativi al settore Taxi (attivi in oltre 45 comuni) e TPL (quasi 100 comuni); questi rispettivamente valgono 4 e 13 milioni di euro transati nel 2017.

Cresce il transato dei Mobile POS, che raggiunge i 900 milioni di euro (+9% rispetto al 2016); a fine 2017 si contano 90.000 unità attive (+6%, erano 85 mila nel 2016). Ogni singolo Mobile POS transa in media circa 10.000 euro, in leggera crescita rispetto ai 9.500 euro del 2016. Una spinta alla crescita potrebbe arrivare dalle sanzioni conseguenti al cosiddetto “obbligo POS”, che si attendono da qualche anno e potrebbero arrivare nel corso del 2018. Se l’offerta evolverà verso sistemi di POS evoluti (ad esempio con integrazione di servizi di couponing e gestione del magazzino) entro il 2020 i Mobile POS attivi arriveranno a transare tra gli 1,1 e gli 1,3 miliardi di euro all’anno.

 

L’utilizzo del Mobile Wallet in Italia

Lo smartphone, nell’innovazione dei pagamenti, diventa una componente centrale, spesso indispensabile, per abilitare l’innovazione stessa. Tuttavia, l’inserimento di una pluralità di servizi all’interno dei Mobile Wallet non è stato ancora realizzato pienamente e rimane dunque uno degli sviluppi futuri più interessanti in ambito Mobile Payment & Commerce.

“Dall’indagine su più di 7000 utilizzatori dei Mobile Wallet emerge che gli utenti apprezzano l’esperienza d’uso” commenta Leda Riva, Director Customer Experience di KANTAR TNS. “Su una scala a 10 passi, i wallet analizzati hanno registrato un rating tra 7,2 e 8,5. Gli elementi chiave che portano ad attivare questi servizi riguardano aspetti della user experience legati all’immediata accessibilità, alla flessibilità e alla velocità. La fonte di conoscenza più importante è ovviamente il sito web degli operatori, seguito dal passaparola di amici e conoscenti, mentre solo nel caso degli utenti di 1 Mobile Wallet su 8 l’utilizzo dei Social Network ha contribuito maggiormente alla conoscenza di questi servizi.

Si evidenzia ancora una volta la propensione a trasformare lo smartphone in un vero e proprio portafoglio; in grado di contenere tutta una serie di servizi accessori come l’accesso a sconti e promozioni e a programmi di incentivi e di rewarding. A supportare le potenzialità di sviluppo del mercato in futuro si registra anche la propensione degli utenti a diventare “ambassador” del servizio; sono ancora molti quest’anno, infatti, gli intervistati che dichiarano di voler consigliare l’utilizzo del Mobile Wallet”.

 

I prossimi passi

Il mondo dei pagamenti sta vivendo una profonda trasformazione spinta dall’aumento della competizione, dalle innovazioni introdotte in termini di tecnologie, processi e tipologie di servizio e dall’evoluzione della normativa. Tutti gli attori in gioco dovranno guardare con forte attenzione alle future evoluzioni. Dall’analisi di 281 startup internazionali operanti nel settore del Mobile Payment & Commerce che hanno ricevuto almeno un finanziamento negli ultimi 2 anni risulta una predominanza del mercato USA, che rappresenta il 37% delle startup censite, e della Cina, che con sole 7 startup ha raccolto il 47% dei 6,14 miliardi di dollari di finanziamento totale. Anche l’India si dimostra vivace: 20 startup hanno infatti sede nel subcontinente indiano, seppur i finanziamenti risultino ancora modesti.

“L’analisi ha permesso di individuare nuove direttrici di innovazione a cui guardare con molta attenzione nei prossimi anni” conclude Ivano Asaro. “Dal Mobile Wallet evoluto che integra pagamento digitale e carte fedeltà; all’autorizzazione dei pagamenti attraverso i tratti biometrici della persona; ai trasferimenti di denaro in meno di 10 secondi in modalità peer to peer ed Instant Payment. Si riconfermano i principali trend che riguardano i pagamenti tramite smartphone, l’evoluzione delle nuove monete virtuali, oltre all’Intelligenza Artificiale; senza dimenticare le applicazioni legate all’Internet of Things, con automobili in grado di pagare il parcheggio e frigoriferi “smart” capaci di effettuare la spesa in autonomia”.

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LE INSEGNE DEL GRUPPO UNICOMM VERSO IL MOBILE PAYMENT CON MOBYSIGN

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Mobysign e il gruppo Unicomm hanno siglato un accordo per il pagamento con lo smartphone che ha già preso il via negli ipermercati dell’insegna Emisfero. Seguirà l’attivazione delle altre catene del gruppo, tra cui Famila, A&O, Emi Supermercati, Mega, C+C Cash and Carry, Guarner Catering, Central Cash, Hurrà e altri, comprese le vendite online. Il Gruppo Unicomm è presente in 7 regioni con oltre 230 punti vendita diretti e numero affiliati. Mobysign consente all’esercente di aumentare il proprio fatturato anche ‘a saracinesca chiusa’ e al consumatore di poter disporre di un sistema unificato che gli rende semplice il pagamento ma anche il login sulle piattaforme web.

L’attivazione è semplice: il cliente registra una o più carte di credito e debito internazionale ed è subito abilitato. Mobysign mette quindi a disposizione i mezzi di pagamento già disponibili e gratuiti per il consumatore, proponendo quelli più economici per il merchant, in maniera neutra.

È inoltre possibile pagare senza essere obbligati ad attivare la geolocalizzazione. L’utente non ha bisogno di selezionare il negozio sull’App e nemmeno l’importo, ma semplicemente mostra un codice a barre sullo smartphone o fa la scansione di un Qrcode alla cassa e l’app riceverà in automatico un popup con i dati del negozio, della eventuale cassa, dell’importo, nonché tutte le informazioni relative alla transazione, di pagamento o login, nella lingua dell’utente.

Per confermare è sufficiente l’impronta digitale o un pin. L’accordo con Unicomm rappresenta un passo importante nella diffusione di Mobysign e dei suoi concept originali e innovativi.

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SHOPPING CON I WEARABLE DEVICE, L’EUROPA È PRONTA. L’INDAGINE MASTERCARD

wearable commerce

In apertura del Mobile World Congress di Barcellona Mastercard svela i risultati di un nuovo studio realizzato in collaborazione con GCT Research. Il focus è quello delle wearable technologies; lo studio rivela come circa un quarto della popolazione europea (24%) si dichiara pronta ad utilizzare i pagamenti contactless, sempre ed ovunque, per gli acquisti in movimento tramite smartwatch, braccialetti, anelli ed altri wearable device abilitati.

 

Un’evoluzione “commerce”

I wearable device sono nati principalmente per compiti semplici come il conteggio dei passi e della frequenza cardiaca. Oggi questi si stanno evolvendo, grazie all’abilitazione per i pagamenti; e, complice anche la rapida diffusione della tecnologia contactless, sono sulla strada per diventare in poco tempo un vero e proprio prodotto di massa.

Questo grazie soprattutto all’elevato livello di sicurezza che sono in grado di offrire, oltre alla semplicità e velocità di utilizzo. La richiesta di questi prodotti, in Europa, è infatti in continua crescita: da gennaio a giugno 2017, infatti, si è registrato un aumento del 22% anno su anno della domanda di wearable device.

 

Il punto chiave è la fiducia

La crescita del mercato dei wearable device è strettamente legata alla fiducia dei consumatori, che in Europa continua a crescere con un aumento del 145% nel numero di transazioni. Secondo la ricerca, le preoccupazioni dei consumatori in merito al rischio di frode, in Europa, sono diminuite del 24% nell’ultimo anno; i Paesi Bassi (-41%), la Spagna (-33%) ed il Regno Unito (-31%) sono in testa alla classifica dei mercati in cui il grado di preoccupazione è minore.

 

La situazione italiana

Anche in Italia il contactless registra una forte crescita. Nell’ultimo anno il numero di transazioni è aumentato del 171%; sebbene la possibilità di effettuare pagamenti con wearable device sia stata introdotta nel mercato italiano solo di recente, i consumatori dimostrano di essere sempre più curiosi e pronti ad utilizzare le nuove tecnologie per i pagamenti anche in versione indossabile, affidandosi alla tecnologia contactless, che già conoscono.

Dalla ricerca risulta infatti che nel corso del 2017 il 25% degli italiani si è dichiarato già interessato a provare dispositivi e accessori indossabili per i pagamenti in store. I consumatori italiani sono quelli che hanno meno difficoltà ad effettuare pagamenti tramite dispositivi mobile; la maggior parte dichiara di possedere almeno un device con tecnologia NFC. In Italia, sempre secondo la ricerca, nell’ultimo anno è stata registrato un aumento della propensione agli acquisti con smartphone dell’8% e diffusione dei device mobili abilitati ai pagamenti è aumentata del 20%.

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