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ACQUISTI ONLINE: IL CONSUMATORE SI CONQUISTA CON LA SEMPLICITÀ

Ricerca Ericsson

Più semplicità nell’acquisto. Questa la richiesta che arriva dai consumatori secondo la ricerca ‘Beyond smartphone shopping – the rise of smart assistants‘, studio del ConsumerLab di Ericsson relativo all’impatto che le nuove tecnologie stanno avendo sulla modalità di fare shopping e acquistare beni. Il sondaggio è stato svolto in 10 città in Europa, America e Asia su un 5.048 utenti internet (500 per città), tra i 15 e i 69 anni. Il campione è stato scelto privilegiando gli ‘early adopters’.

L’ampiezza limitata dello schermo rimane il problema principale per gli intervistati. Per questo motivo, 4 ‘smartphone shopper’ su 10 gradirebbero avere uno shopping assistant che li aiuti a restringere e semplificare le loro scelte di acquisto Le misure ridotte dello schermo sono il motivo per cui gli acquirenti da smartphone più attivi sono anche i più interessati all’utilizzo di AR e VR per bypassare i limiti dello schermo. Il 48% degli intervistati vorrebbe vedere solo gli articoli più rilevanti mentre fa shopping mentre il 63% vorrebbe ricevere assistenza nel confrontare i prezzi dei vari articoli

La richiesta di semplificazione nell’acquisto rappresenta uno dei maggiori cambiamenti che interesseranno il comportamento degli acquirenti. Inoltre, secondo il report lo shopping non sarà più dominato dalla competizione sui prezzi ma sarà la flessibilità a rappresentare il vantaggio chiave: il 66% degli intervistati apprezza la comodità di poter acquistare ovunque e su richiesta dal proprio smartphone, il 36% ritiene che i negozi fisici debbano essere più economici dei rispettivi online.

Dalla survey è emerso un forte interesse nell’automatizzare l’acquisto da casa grazie all’AI, che potrebbe consentire un rifornimento quotidiano automatico di cibo e dei principali beni di uso comune. Inoltre, il 44% degli acquirenti da smartphone desidera un assistente digitale che riceva le consegne quando non si è a casa ben il 68% pensa che tutto questo sarà di tendenza in soli 3 anni

La possibilità di poter presto automatizzare gran parte degli acquisti quotidiani solleva molte domande sul futuro del negozio fisico. Più della metà degli utenti di AR e VR (circa il 64%) ritiene che, tra 3 anni, quasi tutti gli acquisti avverranno tramite lo smartphone e i negozi fisici spariranno. Il 66% degli attuali utenti di AR e VR ritiene che la tecnologia ridimensionerà i negozi fisici che occuperanno meno spazio in soli tre anni. Il 52% di tutti gli intervistati ritiene che un minor numero di persone si recherà in negozi fisici in futuro e di conseguenza aumenteranno le consegne a domicilio automatizzate e preventive.

 

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EUREWEB INTEGRA IL SERVIZIO HOTSPOT CON LA PUBBLICITÀ GRAZIE A EUREWI-FI

EureWiFi_orizz

Eureweb, digital media agency specializzata nel web marketing, presenta Eurewi-fi, una soluzione che integra il servizio hotspot con l’opportunità di erogare campagne pubblicitarie in programmatic. Innovativa e rivoluzionaria, permette ai brand di raccogliere informazioni preziose sui propri consumatori e comunicare con loro sempre e ovunque.

Eurewi-fi è innanzitutto un sistema per sviluppare strategie di marketing digitale, attraverso un servizio di accesso ad internet, un cosiddetto hotspot wi-fi. I brand che lo installano nel proprio negozio, ristorante, albergo o mezzo di trasporto garantiscono ai propri clienti una connessione ad internet gratuita ma soprattutto costruiscono in tempi brevi un database ricco e rilevante generato dai dati richiesti in fase di registrazione per la fruizione del servizio.

Un accesso al web per i clienti finali che si trasforma in un enorme valore aggiunto per il brand. I dati raccolti dai dispositivi che si sono collegati alla rete diventano infatti informazioni estremamente utili per personalizzare le comunicazioni e proporre pubblicità altamente rilevanti. Da qui l’evoluzione del servizio da semplice hotspot a vero e proprio media.

Grazie alle soluzioni di web marketing offerte da Eureweb, questa nuova tecnologia consente infatti ai brand di erogare annunci più mirati e pertinenti a tutti gli utenti che si sono registrati. Un media che interagisce con il consumatore non solo quando è connesso all’Hot Spot locale, sfruttando tutte le opportunità del proximity marketing, ma anche su reti esterne proponendo banner pubblicitari clusterizzati su siti premium. Una comunicazione 1to1 di qualità e successo che incrementa la brand awareness e la fidelizzazione del cliente.

Una tecnologia sicura al 100% e assolutamente all’avanguardia. Forte di un’assistenza immediata e telegestita, non implica alcuna responsabilità legale sul traffico degli utenti e garantisce un accesso personalizzato senza richiedere il download di un’app o una specifica configurazione.

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MOBILE PAYMENT, LUCI E OMBRE NEL 2017 IN ITALIA. I DATI POLIMI

A tratti straripante in alcuni suoi segmenti, a tratti rallentata dalla mancanza di cultura o infrastrutture. È questa la fotografia del Mobile Payment italiano scattata dal Politecnico di Milano e presentata questa mattina alle sede della Bovisa. I pagamenti digitali con carta nel nostro paese sono cresciuti dell’11% nel 2017 rispetto al 2016, toccando quota 220 miliardi di euro; ovvero il 28% dei consumi delle famiglie italiane (il dato si fermava al 25% nel 2016). Tuttavia, il numero di transazione pro-capite ci vede piuttosto in basso nella classifica EU 28. Siamo infatti 24° con 50,7 transazioni, ben lontani dai paesi nordici (Danimarca su tutti) che superano abbonantemente le 300, e sopra solamente a Bulgaria, Grecia e Romania.

Tuttavia il Politecnico sottolinea spesso, durante la mattinata, come dopo anni di lento movimento, nel 2017 il Mobile Payment & Commerce sembra essere davvero pronto a decollare anche in Italia. Aumentano il numero degli utilizzatori di Mobile Payment in Italia e il loro livello di soddisfazione; così come gli esercenti che dimostrano di aver ormai compreso il valore di queste soluzioni, predisponendo i punti cassa e formando il personale.

“La crescita dei New Digital Payment proseguirà nei prossimi anni (superando nel 2020 i 100 miliardi di euro), a scapito di strumenti di pagamento più inefficienti come il contante e, in parte, in sostituzione degli Old Digital Payment. Il contributo maggiore a questa crescita sarà probabilmente riconducibile ai Contactless Payment e ai Mobile Proximity Payment, finalmente in fase di decollo” racconta Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce.

 

PC, smartphone e tablet

eCommerce ed ePayment continuano a rappresentare la componente di maggior valore nei New Digital Payment.
L’acquisto di beni e servizi e il pagamento di ricariche, bollette e tasse tramite PC o Tablet con carta di credito o tramite Wallet (esclusi i pagamenti veicolati tramite Home Banking) valgono infatti 20,3 miliardi di euro, +10% rispetto al 2016.

Più attenzione meritano i pagamenti presso i punti vendita attraverso il cellulare (Mobile Proximity Payment). Un settore che registra oltre 70 milioni di transato. Un dato in netta crescita rispetto ai 10 milioni scarsi del 2016, trainato dalla crescita dei servizi basati sul conto corrente e dall’arrivo di Apple Pay. Si stima siano circa 500 mila gli utenti attivi. Nel 2020 il transato potrebbe valere dai 3,2 ai 6,5 miliardi di euro.

Gli acquisti tramite Mobile site o app di beni e servizi, ovvero la componente Mobile Remote Commerce, continua la sua corsa anche nel 2017. Il settore fa registrare un +65% rispetto al 2016 e superando i 5,8 miliardi di euro di transato (valeva 3,5 miliardi nel 2016); pari a circa il 25% del totale transato eCommerce (12 mesi fa rappresentava il 18%). Nel 2017 il Mobile Remote Payment rallenta per la prima volta un po’ nella sua crescita (+35% rispetto al 2016) e vale quasi 800 milioni di euro, dimostrando di aver raggiunto la sua maturità.

 

I pagamenti innovativi con carta

I pagamenti contactless con carta crescono di oltre il 150% e sfiorano i 18 miliardi di euro (l’8% del transato con carta), confermando di aver imboccato definitivamente una curva di crescita esponenziale. Sono infatti circa 400 milioni le transazioni effettuate in modalità senza contatto dai possessori delle carte (l’11% delle transazioni con carta e oltre il 15% delle transazioni con carta in negozio). Tali numeri sono ormai attribuibili in gran parte alla svolta nell’approccio e nelle abitudini dei consumatori e degli esercenti, più che alla crescita dell’infrastruttura che ormai va consolidandosi – quasi 1 carta su 2 (51 milioni di carte a fine 2017, con un incremento del 28% rispetto al 2016) e oltre 1 POS su 2 (1.400.000 a fine 2017, con un incremento del 40% rispetto al 2016) è contactless. Si stima che i pagamenti contactless entro il 2020 varranno tra i 50 e i 90 miliardi di euro.

 

Il pagamento di parcheggi e trasporti

Tra i Mobile Remote Payment, ovvero i pagamenti di ricariche telefoniche, bollette, parcheggi, biglietti del trasporto, noleggi auto e taxi c’è una componente che dimostra di essere sempre più dinamica: i servizi di mobilità valgono infatti oltre 120 milioni di euro (+33% rispetto al 2016). In particolare, cresce il Mobile Parking superando i 27 milioni di euro (+63% rispetto al 2016). Questo è segno che gli italiani trovano sempre più di valore il poter pagare solo gli effettivi minuti di sosta dallo smartphone, senza avere necessità di monete o parcometri. Crescono anche il Car Sharing e il Bike Sharing, che insieme raggiungono i 76 milioni di euro (+41% rispetto al 2016). Restano invece pressoché stazionari i volumi di transato relativi al settore Taxi (attivi in oltre 45 comuni) e TPL (quasi 100 comuni); questi rispettivamente valgono 4 e 13 milioni di euro transati nel 2017.

Cresce il transato dei Mobile POS, che raggiunge i 900 milioni di euro (+9% rispetto al 2016); a fine 2017 si contano 90.000 unità attive (+6%, erano 85 mila nel 2016). Ogni singolo Mobile POS transa in media circa 10.000 euro, in leggera crescita rispetto ai 9.500 euro del 2016. Una spinta alla crescita potrebbe arrivare dalle sanzioni conseguenti al cosiddetto “obbligo POS”, che si attendono da qualche anno e potrebbero arrivare nel corso del 2018. Se l’offerta evolverà verso sistemi di POS evoluti (ad esempio con integrazione di servizi di couponing e gestione del magazzino) entro il 2020 i Mobile POS attivi arriveranno a transare tra gli 1,1 e gli 1,3 miliardi di euro all’anno.

 

L’utilizzo del Mobile Wallet in Italia

Lo smartphone, nell’innovazione dei pagamenti, diventa una componente centrale, spesso indispensabile, per abilitare l’innovazione stessa. Tuttavia, l’inserimento di una pluralità di servizi all’interno dei Mobile Wallet non è stato ancora realizzato pienamente e rimane dunque uno degli sviluppi futuri più interessanti in ambito Mobile Payment & Commerce.

“Dall’indagine su più di 7000 utilizzatori dei Mobile Wallet emerge che gli utenti apprezzano l’esperienza d’uso” commenta Leda Riva, Director Customer Experience di KANTAR TNS. “Su una scala a 10 passi, i wallet analizzati hanno registrato un rating tra 7,2 e 8,5. Gli elementi chiave che portano ad attivare questi servizi riguardano aspetti della user experience legati all’immediata accessibilità, alla flessibilità e alla velocità. La fonte di conoscenza più importante è ovviamente il sito web degli operatori, seguito dal passaparola di amici e conoscenti, mentre solo nel caso degli utenti di 1 Mobile Wallet su 8 l’utilizzo dei Social Network ha contribuito maggiormente alla conoscenza di questi servizi.

Si evidenzia ancora una volta la propensione a trasformare lo smartphone in un vero e proprio portafoglio; in grado di contenere tutta una serie di servizi accessori come l’accesso a sconti e promozioni e a programmi di incentivi e di rewarding. A supportare le potenzialità di sviluppo del mercato in futuro si registra anche la propensione degli utenti a diventare “ambassador” del servizio; sono ancora molti quest’anno, infatti, gli intervistati che dichiarano di voler consigliare l’utilizzo del Mobile Wallet”.

 

I prossimi passi

Il mondo dei pagamenti sta vivendo una profonda trasformazione spinta dall’aumento della competizione, dalle innovazioni introdotte in termini di tecnologie, processi e tipologie di servizio e dall’evoluzione della normativa. Tutti gli attori in gioco dovranno guardare con forte attenzione alle future evoluzioni. Dall’analisi di 281 startup internazionali operanti nel settore del Mobile Payment & Commerce che hanno ricevuto almeno un finanziamento negli ultimi 2 anni risulta una predominanza del mercato USA, che rappresenta il 37% delle startup censite, e della Cina, che con sole 7 startup ha raccolto il 47% dei 6,14 miliardi di dollari di finanziamento totale. Anche l’India si dimostra vivace: 20 startup hanno infatti sede nel subcontinente indiano, seppur i finanziamenti risultino ancora modesti.

“L’analisi ha permesso di individuare nuove direttrici di innovazione a cui guardare con molta attenzione nei prossimi anni” conclude Ivano Asaro. “Dal Mobile Wallet evoluto che integra pagamento digitale e carte fedeltà; all’autorizzazione dei pagamenti attraverso i tratti biometrici della persona; ai trasferimenti di denaro in meno di 10 secondi in modalità peer to peer ed Instant Payment. Si riconfermano i principali trend che riguardano i pagamenti tramite smartphone, l’evoluzione delle nuove monete virtuali, oltre all’Intelligenza Artificiale; senza dimenticare le applicazioni legate all’Internet of Things, con automobili in grado di pagare il parcheggio e frigoriferi “smart” capaci di effettuare la spesa in autonomia”.

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LE INSEGNE DEL GRUPPO UNICOMM VERSO IL MOBILE PAYMENT CON MOBYSIGN

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Mobysign e il gruppo Unicomm hanno siglato un accordo per il pagamento con lo smartphone che ha già preso il via negli ipermercati dell’insegna Emisfero. Seguirà l’attivazione delle altre catene del gruppo, tra cui Famila, A&O, Emi Supermercati, Mega, C+C Cash and Carry, Guarner Catering, Central Cash, Hurrà e altri, comprese le vendite online. Il Gruppo Unicomm è presente in 7 regioni con oltre 230 punti vendita diretti e numero affiliati. Mobysign consente all’esercente di aumentare il proprio fatturato anche ‘a saracinesca chiusa’ e al consumatore di poter disporre di un sistema unificato che gli rende semplice il pagamento ma anche il login sulle piattaforme web.

L’attivazione è semplice: il cliente registra una o più carte di credito e debito internazionale ed è subito abilitato. Mobysign mette quindi a disposizione i mezzi di pagamento già disponibili e gratuiti per il consumatore, proponendo quelli più economici per il merchant, in maniera neutra.

È inoltre possibile pagare senza essere obbligati ad attivare la geolocalizzazione. L’utente non ha bisogno di selezionare il negozio sull’App e nemmeno l’importo, ma semplicemente mostra un codice a barre sullo smartphone o fa la scansione di un Qrcode alla cassa e l’app riceverà in automatico un popup con i dati del negozio, della eventuale cassa, dell’importo, nonché tutte le informazioni relative alla transazione, di pagamento o login, nella lingua dell’utente.

Per confermare è sufficiente l’impronta digitale o un pin. L’accordo con Unicomm rappresenta un passo importante nella diffusione di Mobysign e dei suoi concept originali e innovativi.

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SHOPPING CON I WEARABLE DEVICE, L’EUROPA È PRONTA. L’INDAGINE MASTERCARD

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In apertura del Mobile World Congress di Barcellona Mastercard svela i risultati di un nuovo studio realizzato in collaborazione con GCT Research. Il focus è quello delle wearable technologies; lo studio rivela come circa un quarto della popolazione europea (24%) si dichiara pronta ad utilizzare i pagamenti contactless, sempre ed ovunque, per gli acquisti in movimento tramite smartwatch, braccialetti, anelli ed altri wearable device abilitati.

 

Un’evoluzione “commerce”

I wearable device sono nati principalmente per compiti semplici come il conteggio dei passi e della frequenza cardiaca. Oggi questi si stanno evolvendo, grazie all’abilitazione per i pagamenti; e, complice anche la rapida diffusione della tecnologia contactless, sono sulla strada per diventare in poco tempo un vero e proprio prodotto di massa.

Questo grazie soprattutto all’elevato livello di sicurezza che sono in grado di offrire, oltre alla semplicità e velocità di utilizzo. La richiesta di questi prodotti, in Europa, è infatti in continua crescita: da gennaio a giugno 2017, infatti, si è registrato un aumento del 22% anno su anno della domanda di wearable device.

 

Il punto chiave è la fiducia

La crescita del mercato dei wearable device è strettamente legata alla fiducia dei consumatori, che in Europa continua a crescere con un aumento del 145% nel numero di transazioni. Secondo la ricerca, le preoccupazioni dei consumatori in merito al rischio di frode, in Europa, sono diminuite del 24% nell’ultimo anno; i Paesi Bassi (-41%), la Spagna (-33%) ed il Regno Unito (-31%) sono in testa alla classifica dei mercati in cui il grado di preoccupazione è minore.

 

La situazione italiana

Anche in Italia il contactless registra una forte crescita. Nell’ultimo anno il numero di transazioni è aumentato del 171%; sebbene la possibilità di effettuare pagamenti con wearable device sia stata introdotta nel mercato italiano solo di recente, i consumatori dimostrano di essere sempre più curiosi e pronti ad utilizzare le nuove tecnologie per i pagamenti anche in versione indossabile, affidandosi alla tecnologia contactless, che già conoscono.

Dalla ricerca risulta infatti che nel corso del 2017 il 25% degli italiani si è dichiarato già interessato a provare dispositivi e accessori indossabili per i pagamenti in store. I consumatori italiani sono quelli che hanno meno difficoltà ad effettuare pagamenti tramite dispositivi mobile; la maggior parte dichiara di possedere almeno un device con tecnologia NFC. In Italia, sempre secondo la ricerca, nell’ultimo anno è stata registrato un aumento della propensione agli acquisti con smartphone dell’8% e diffusione dei device mobili abilitati ai pagamenti è aumentata del 20%.

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MOBILE E OMNICANALITÀ ALLA GUIDA DELLE VENDITE GLOBALI: LA RICERCA CRITEO

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Sono stati mobile e omnicanalità a guidare le vendite a livello globale, con una conseguente impennata dei consumatori in-app, nel corso del quarto trimestre del 2017. Questo è quanto emerge dai risultati della Global Commerce Review, report redatto da Criteo che ha analizzato le attività, i comportamenti e le preferenze degli acquirenti su tutti i dispotivi e gli ambienti di navigazione. La ricerca sottolinea una crescente dipendenza dalle app tra gli acquirenti e una sempre maggiore visione “mobile-first”, e contribuisce a definire le strategie di marketing commerciale omnicanale in tutto il mondo.

 

“Con l’aumento dell’utilizzo degli smartphone, l’adozione di app e la navigazione da mobile hanno portato a modelli di shopping omnicanale interessanti”, ha dichiarato Alberto Torre, Managing Director di Criteo Italia. “Il nostro ultimo report evidenzia il potere delle shopping app nel generare tassi di conversione e vendite significativamente più elevati su dispositivi mobili, e conferma che i clienti omnicanale offrono il più alto valore a lungo termine. I retailer e le aziende possono trarre vantaggio da queste tendenze per ottimizzare i loro investimenti di marketing, connettendosi in modo più efficace con gli acquirenti per ottenere i migliori risultati commerciali”.

 

Opportunità app

Quando i retailer danno priorità all’ottimizzazione delle app oltre al mobile web, i miglioramenti in termini di prestazioni sono notevoli.

-In Europa, i retailer con una shopping app oggi generano il 50% delle loro vendite su dispositivi mobili, con il 54% di transazioni tramite app.

-Il tasso di conversione per le shopping app è stato tre volte superiore al tasso di conversione standard del 4% registrato sul mobile web.

-In Nord America, i retailer con una shopping app generano il 67% di tutte le vendite di eCommerce su dispositivi mobili. La modalità in-app rappresenta il 66% delle transazioni mobili per i retailer che generano vendite sia sul mobile web sia in-app.

 

La crescita del mobile

Mentre l’utilizzo del web mobile ha raggiunto la maturità, gli acquirenti raramente rimangono in un posto a lungo e acquistano on-the-go, con diversi livelli di frequenza, su tutti i dispositivi connessi.

-Nel quarto trimestre del 2017, in Italia le transazioni con smartphone e tablet (app escluse) sono state il 37%. Su base annua le vendite tramite smartphone sono aumentate del 43,5%, mentre quelle da tablet sono diminuite del 15,7%. L’utilizzo del desktop continua a dominare durante le ore di lavoro, ma ha registrato una flessione anno su anno con un calo delle transazioni dell’1,1%.

-In Italia, le categorie di vendita al dettaglio con la più alta percentuale di vendite da dispositivi mobili sono salute/bellezza (47%), moda/lusso (40%), articoli sportivi (40%) e casa/giardinaggio (33%).

-La stagionalità ha ridotto leggermente il numero delle transazioni desktop precedute da un clic su mobile, in quanto i consumatori sono più attivi sui dispositivi mobili durante l’estate. In Italia il 25% degli acquisti è preceduto da un clic su un altro dispositivo e il 15% di quelli su desktop viene preceduto da un clic su un dispositivo mobile.

 

Omnicanalità

Le strategie omnicanale aiutano a guidare gli acquirenti durante il loro percorso tortuoso, portando a risultati positivi online.

-I clienti omnicanale generano il 27% di tutte le vendite, nonostante rappresentino solo il 7% di tutti i clienti.

 

I momenti dello shopping

I consumatori continuano a passare da desktop a mobile e viceversa, a seconda dell’ora e del giorno in cui acquistano online.

-In Italia i retailer che desiderano rivolgersi agli utenti nelle ore di lavoro, non possono ignorare il dominio del desktop in questo arco di tempo, specialmente tra le 9:00 e le 12:00.

-In alternativa, l’ottimizzazione del targeting per smartphone e tablet rimane determinante la sera e per tutto il weekend.

 

Combinare i dati

La combinazione di dati cross-device può aiutare i retailer a recuperare terreno da una minore quota di vendite da mobile.

-In Italia la combinazione di dati sulle intenzioni di acquisto aumenta le opportunità di spesa di ogni acquirente, infatti i valori medi degli ordini sono significativamente più alti, fino al 26% in media. Questa tendenza è particolarmente evidente nelle categorie moda/lusso, cultura/media/tempo libero, articoli sportivi e salute/bellezza.

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UNICREDIT LANCIA BUDDYBANK, LA BANCA CONVERSAZIONALE PER POSSESSORI DI IPHONE

Buddy

Ieri, a due anni dal primo annuncio, UniCredit ha presentato ufficialmente a Milano buddybank, il primo modello di banca digitale e conversazionale dedicato esclusivamente ai possessori di iPhone.

Il Gruppo bancario, da tempo impegnato nell’evoluzione dei propri canali distributivi (mobile banking, internet e filiali), compie un altro passo verso lo sviluppo di soluzioni innovative per offrire una nuova customer experience. Fruibile 100% da mobile e senza passare dalla filiale, buddybank si inserisce tra i modelli di servizio digitali dedicati al segmento Retail.
“Con buddybank desideriamo crescere in un segmento composto da consumatori digitali e millennial con un servizio distintivo nelle modalità di relazione con il cliente e nella tipologia dell’offerta” , ha spiegato Gianni Franco Papa, General Manager di UniCredit. E ha aggiunto: “In un mercato che cambia, le fintech non ci fanno paura, ma per noi rappresentano uno stimolo all’innovazione. Questa è la nostra risposta a un mondo che va sempre più verso la digitalizzazione e si inserisce nell’ambizioso piano di investimenti che il Gruppo sta portando avanti sul fronte it. L’obiettivo è sicuramente quello di costruire un dialogo continuativo con i nostri clienti”.

Ha chiarito Andrea Casini, Co-Head Italy di UniCredit: “Questo progetto si inserisceall’interno di linee guida chiare. Il nostro Gruppo sta lavorando con grande attenzione per favorire la digitalizzazione delle transazioni, con l’obiettivo di renderne eseguibili online il 98% nei prossimi anni. Oggi sono 3 milioni i clienti online, in crescita del +6% anno su anno, ma il dato più significativo riguarda i clienti mobile che hanno fatto un balzo, con un incremento del 18% negli ultimi 12 mesi. Questi numeri chiariscono l’importanza strategica di buddybank, destinata ad avere un ruolo fondamentale anche nello sviluppo dei servizi di consulenza online“.

Spiega Angelo D’Alessandro, Founder di buddybank: “Buddybank nasce come servizio destinato esclusivamente ai possessori di iPhone. Abbiamo scelto di essere verticali, ma ci troviamo ad interfacciarci con un target anagraficamente eterogeneo, persone che vivono il digitale in maniera positiva e che lo utilizzano per aumentare la propria qualità della vita. Comunicare con buddybank è semplicissimo. Nessun numero e niente codici da comporre, basterà premere la grande ‘B’ al centro dell’applicazione per entrare in chat con il nostro team di Concierge che, oltre ai servizi di assistenza finanziaria, potrà aiutarci nelle nostre piccole esigenze quotidiane: prenotare un ristorante, organizzare un weekend speciale, ricordarci un anniversario. In questo caso con il supporto di Quintessentially, partner di eccellenza nel settore presente in 60 Paesi. La nostra missione è quella di trasformare un’app bancaria in un’esperienza nuova, da vivere tutti i giorni. Oggi tutti parlano di ‘big data’, noi invece preferiamo parlare di ‘love data’, dal momento che, grazie alle informazioni che ci forniranno i nostri clienti al momento della sottoscrizione di un conto, buddybank sarà un vero e proprio compagno di vita, in grado di supportarli in Italia, ma anche quando si trovano all’estero”.

La fase di pre-lancio è stata un successo: sono state già 15.000 le manifestazioni di interesse raccolte per questa banca mobile che punta a rivoluzionare le abitudini degli italiani.

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MIROGLIO FASHION: NEL 2017 FATTURATO ONLINE A +70%

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È cresciuto in maniera significativa (+70%) il fatturato online di Miroglio Fashion nel 2017, grazie anche ai 5 nuovi siti eCommerce su piattaforma Salesforce Commerce Cloud per i brand Motivi, Oltre, Fiorella Rubino, Elena Mirò e Caractère – che si sommano al sito di Tailoritaly, start up dedicata alla moda personalizzabile. Le sessioni da smartphone e tablet sono aumentate nell’ultimo anno del +50%, generando un fatturato “mobile” tre volte superiore a quello del 2016.

Anche la visibilità online è aumentata, quintuplicata o decuplicata a seconda del brand, anche grazie al potenziamento della presenza social. Miroglio Fashion ha visto nel 2017 crescere tutti propri i canali e ha deciso di concentrarsi nel 2018 soprattutto su Instagram, il più attuale e affine al mondo della moda. Il 2018 sarà anche l’anno del rafforzamento sui “marketplace”: da oltre un anno presente con i propri brand anche su Amazon, Miroglio Fashion accrescerà lo sviluppo di questi canali con un duplice obiettivo: potenziare la propria presenza sui mercati esteri e offrire alle proprie clienti una scelta ancor più ampia in termini di canale di acquisto.

Il CRM di Miroglio Fashion può contare in Italia su una customer base di 3,7 milioni di clienti fidelizzate, 511 mila delle quali acquisite nel 2017.

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SMARTWATCH RE DEL 2017: I WEARABLE PIÙ DESIDERATI DELLO SCORSO ANNO NEI DATI IDEALO

smartwatch

Tra le tante soluzioni wearable che stanno emergendo e che si sono viste anche di recente all’ultima edizione del CES di Las Vegas, gli smartwatch sono sicuramente i dispositivi più conosciuti e più a portata di mano per tutti gli appassionati di tecnologia. Un tipo di prodotto che lentamente sta conquistando il cuore degli europei e anche degli italiani; è proprio uno smartwatch, infatti, che si è posizionato al secondo posto della classifica dei prodotti più cercati sui motori di ricerca e tramite i canali di comparazione prezzi, in Italia, nel 2017. Questo, secondo una recente ricerca condotta da idealo.it. Alla luce dell’interessante risultato, idealo ha deciso di analizzare meglio questo preciso segmento dell’elettronica di consumo, scoprendo curiosità e tendenze tra Italia e resto d’Europa, senza rinunciare a qualche incursione anche sul fronte degli “indossabili” prettamente sportivi.

 

Cresce l’attenzione verso gli smartwatch

Negli ultimi anni gli internauti hanno prestato un’attenzione costante verso questa tipologia di dispositivi indossabili, ma solo in tempi recenti si sono registrati i dati più interessanti, grazie anche alla spinta data dagli smartwatch di ultima generazione.
Dopo il picco di ’attenzione registrato online in tutti i paesi europei tra 2013 e 2014 (nel momento di presentazione e lancio dei primi prodotti di questo tipo sul mercato), l’interesse degli utenti sembra essersi risvegliato lo scorso anno, complici anche alcune migliorie tecniche introdotte da molti dei principali produttori (modelli che integrano sempre più funzioni fitness, prestazioni che risultano migliorate, design che si fa più pratico o di tendenza, soluzioni ibride…).

 

Il boom nei prossimi anni

In generale, in tutti i paesi presi in esame da idealo, si nota un aumento di curiosità online (nel 2017 rispetto al 2016) del +57,2% circa. Tra i paesi analizzati, la tendenza riguarda in particolar modo gli utenti italiani (+140,1%), francesi (+138,2%) ma soprattutto quelli del Regno Unito (+250,9%). Più contenuti gli andamenti per gli e-consumer tedeschi, austriaci e spagnoli. Un dato che va di pari passo con la previsione fatta dagli analisti di IDC: per loro il mercato degli smartwatch si svilupperà proprio nei prossimi anni (la loro previsione per il 2018 è di 31,6 milioni di smartwatch venduti). L’utente medio interessato a questo tipo di prodotto tecnologico è un uomo (nel 78,7% dei casi, donne solo al 21,3%), tra i 35 e i 44 anni (28,8%). In testa tra gli abitanti più interessati quelli della regione Lazio (12,1%), Lombardia (9,9%) e Toscana (7,6%), in fondo alla classifica alcune zone del sud e la Sardegna.

 

Samsung in testa, segue Apple

Ma quali sono i marchi di smartwatch che solleticano di più la curiosità di questi italiani online? Con il 48,6% delle preferenze, in cima alla classifica del brand più cliccato troviamo Samsung (è proprio della multinazionale sudcoreana l’articolo al secondo posto della classifica dei prodotti più cercati sui motori di ricerca e tramite i canali di comparazione prezzi in generale, in Italia, nel 2017). La serie Gear nelle sue varie evoluzioni è una delle più amate online secondo idealo. Subito dopo troviamo i dispositivi wearable di Apple (con il 15,7%) e di Huawei (al 9,2%). Anche da queste “scelte di bandiera” si comprende come ci sia una tendenza netta verso smartwatch con sistema operativo Android (61,9%), ben più contenuti gli orientamenti verso modelli compatibili con iOS e Windows. Discorso a parte per gli ibridi, in grado di dialogare con diversi tipi di smartphone e preferiti nell’11,2% dei casi. Marca, modello e sistema operativo sono fondamentali nelle scelte degli utenti, ma anche lo stile vuole la sua parte quando si parla di smartwatch: la maggior parte degli e-consumer preferisce un modello tendenzialmente sportivo (46,2%), il resto degli utenti si divide equamente tra scelte classiche (27,9%) e linee più moderne (25,9%).

 

Gli smartband

Parlando di wearable, non si può non citare il mondo smartband, altro settore specifico degli indossabili, utili non tanto per l’interazione diretta, quanto per la raccolta e l’analisi dei dati relativi alla nostra attività fisica. L’attenzione verso le smartband registra una crescita costante negli ultimi anni, proprio come si è visto per gli smartwatch. Per il 2017 idealo ha rilevato un aumento delle intenzioni di acquisto per i braccialetti intelligenti del 42,4% in tutti i paesi considerati. Le preferenze a livello di marchi in questo caso sono più variegate e meno nette. La classifica italiana per il 2017 vede di nuovo Samsung al primo posto (con il 19,8% delle preferenze) principalmente con i prodotti della linea Fit, seguito molto da vicino dall’americana Garmin (al 17,1%), dall’azienda che realizza prettamente prodotti per il fitness Fitbit (con il 14,7%) e anche dal brand cinese Xiaomi (con il 7,3% delle preferenze manifestate online).

 

I costi

Sul fronte dei costi, le fasce di prezzo possono essere tante e per tutte le tasche, a seconda di marca, tipologia, data di lancio sul mercato, funzionalità e molto altro ancora. Per gli smartwatch le offerte online possono andare da meno 40 euro fino a oltre i 550 euro per modelli di particolare pregio e di particolari aziende; per una smartband, invece, le cifre sono generalmente più contenute. Viste le tante variabili in gioco quando si pensa ad un acquisto, un aiuto può arrivare proprio dalla comparazione prezzi. Un esempio: è importante non solo confrontare tra loro le offerte dei vari e-shop, ma anche farlo nel momento giusto. Esaminando migliaia di offerte e potendo sfruttare, caso per caso, uno strumento come la finestra di “Andamento del prezzo”, idealo ha stabilito dei tempi indicativi di attesa dalla messa in vendita online di un prodotto che un utente interessato a smartwatch e smartband può considerare per avere una percentuale di risparmio più o meno significativa.

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SEAT E SABA PRESENTANO DROPPIT, L’APP CHE CONSEGNA LA SPESA IN AUTO

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SEAT e Saba, azienda di riferimento nello sviluppo  di soluzioni di mobilità urbana specializzata nella gestione dei parcheggi, presentano  Droppit, l’applicazione che consentirà  di fare la spesa in un supermercato virtuale  e ricevere gli acquisti direttamente nella propria auto, precedentemente posteggiata in un parcheggio Saba. Il test pilota  del progetto, che vede la collaborazione del marketplace di supermercati Deliberry e la società di messaggeria Glovo, verrà effettuata in due parcheggi Saba di Barcellona e avrà una durata di sei mesi. In questa prima fase Droppit, disponibile sia per iOS, sia per Android, consentirà  al cliente di fare e ricevere la spesa tramite  Deliberry, che si occuperà degli acquisti nel negozio fisico e della consegna all’auto  del cliente. Alto stesso tempo, sarà possibile contattare Glovo per ricevere qualsiasi tipo di commissione sempre nei due parcheggi coinvolti.

II cliente consegnerà le chiavi dell’auto al personale Saba, incaricato  di accompagnare  il fornitore  e riporre la spesa all’interno dell’auto. L’obiettivo, in futuro, sarà poi di semplificare al massimo il processo, utilizzando una tecnologia che permetta  ai fornitori del servizio di accedere direttamente all’auto, con riconoscimento tramite impronta digitale  reso possibile dalla stessa app.

“Soluzioni  come Droppit sono in grado di offrire un’esperienza personalizzata e di valore all’utente. E, proprio con questo tipo d’iniziative, SEAT punta a consolidare il proprio impegno per la digitalizzazione delle vetture – ha condiviso Arantxa Alonso, Business Development  Officer di SEAT -. ll coinvolgimento di due partner cosi dinamici e specializzati come Deliberry e Glovo in questo progetto è sicuramente un valore aggiunto, oltre che una conferma del potenziale dell’accordo tra SEAT e Saba”, ha sottolineato inoltre Alonso.

L’Amministratore Delegato di Saba, Josep Martfnez Vila, ha sottolineato che “questa nuova iniziativa ci consente di valorizzare ulteriormente i servizi che siamo in grado di offrire ai clienti, con innovazione, mobilità e sostenibilità come principali linee di azione. Gli accordi siglati con SEAT lo scorso aprile proseguono positivamente, contribuendo a dare una spinta alle nuove iniziative nell’ecosistema dei servizi di mobilità”.

Droppit rientra nell’accordo di collaborazione conclusosi tra Luca de Meo, Presidente di SEAT, e Josep Martinez Vila, Amministratore delegato di Saba, lo scorso maggio, in occasione del Salone dell’Automobile di Barcellona. Per Saba, l’obiettivo di questa partnership è unirsi all’ecosistema digitate  SEAT per lo sviluppo  di servizi relativi all’auto e ai parcheggi.

Tra le varie soluzioni, le due aziende stanno valutando di poter offrire un sistema di prenotazione e pagamento  dei parcheggi tramite  app e, nel contempo, stanno lavorando congiuntamente a progetti come il ‘Parkfinder 2.0’, servizio che punta a fornire informazioni in tempo reale sui posti auto liberi per parcheggiare, suggerendoli ai conducenti in base a necessità e geolocalizzazione. Infine, l’accordo  prevede di sviluppare  congiuntamente servizi che ottimizzino il tempo di sosta delle auto (il rifornimento della vettura, ad esempio), sfruttando il fatto che i veicoli a uso privato, secondo le stime, passano oltre il 95% del tempo parcheggiati.

 

 

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