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GLOBAL COMMERCE REVIEW DI CRITEO: IN ITALIA IL MOBILE COMMERCE CRESCE DEL 31,5%

Criteo, azienda tecnologica specializzata in Commerce Marketing, presenta la Global Commerce Review per il primo trimestre del 2018. Il report, che ha preso in esame i dati di navigazione e acquisto di oltre 5.000 retailer in più di 80 paesi, ha rivelato che i consumatori oggi sono attivi su tutti i canali di ricerca e, sempre più spesso, fanno acquisti mentre sono in movimento.

“Il nostro ultimo studio mostra lo spostamento continuo dello shopping da desktop a mobile, oltre che dai siti web dei retailer alle app. Oggi i consumatori sono in movimento ed effettuano ricerche su più schermi, per questo è necessario un approccio coeso e basato sui dati per influenzare le decisioni di acquisto”, ha commentato Alberto Torre, Managing Director di Criteo Italia. “L’adozione di app e un’infrastruttura di dati ottimizzata aprono ai retailer con negozi fisici i nuovi orizzonti del marketing omnichannel, dove online e offline si fondono in uno shopping journey continuo e misurabile”,

I retailer devono dare priorità e ottimizzare anche le shopping app, altrimenti rischiano di lasciare sul tavolo opportunità di guadagno, poiché le transazioni da mobile non sono più limitate ai soli siti web. I consumatori si spostano tra dispositivi e ambienti, ma i cellulari sono ancora il veicolo preferito per le transazioni. La corrispondenza tra dati offline e online è la chiave per sbloccare l’intento dell’acquirente e il suo potere d’acquisto, in particolare perché i consumatori omnichannel generano il lifetime value più alto in termini di vendite.

In Italia, i retailer che investono sia in web mobile sia in shopping app, registrano sulle app il 47% delle transazioni con dispositivi mobili, benchè, a livello nazionale,  il tasso di conversione delle shopping app sia tre volte superiore a quello del Web mobile. Globalmente, le transazioni in-app sono aumentate del 22% anno su anno, con il mobile che raggiunge più del 50% delle transazioni online nella maggior parte delle regioni del mondo.

In particolare, il numero di transazioni su smartphone è cresciuto in Italia del 31,5% anno su anno, mentre l’utilizzo di tablet e desktop continua a diminuire: i settori salute/bellezza e moda/lusso rappresentano le categorie con la quota più elevata di vendite su mobile, rispettivamente il 48% e il 46%. Seguono gli articoli sportivi e le categorie casa/giardinaggio.

Guardando invece al comportamento dei consumatori si nota che essi sono più propensi ad acquistare su dispositivi mobili durante la notte e nei fine settimana, mentre il desktop resta l’ambiente di acquisto preferito durante l’orario di lavoro.

Un’ultima importante osservazione: nonostante rappresentino solo il 7% del totale, i consumatori omnichannel generano il 27% di tutte le vendite. I dati omnicanale sono quindi fondamentali per ottimizzare le campagne marketing: i retailer che combinano dati offline e online possono contare su una quantità di dati sulle vendite 4 volte superiori.

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AttualitàDal MondoSponsor

ORACLE SI PREPARA PER IL NETCOMM FORUM: ARRIVA LA BUSINESS TO EXPERIENCE

Ci sono momenti nell’anno in cui tutti si fa il resoconto del tempo passato e si definiscono i buoni propositi per il tempo a venire. Il Capodanno lo è per ogni persona, il Netcomm lo è per l’eCommerce!

Allora preparandoci all’evento, come Oracle, ci siamo chiesti cosa è successo e abbiamo imparato nel corso di quest’ultimo anno? Siamo riusciti a mantenere i nostri propositi? Il primo, e principale, che avevamo dichiarato pubblicamente lo scorso anno era quello di aiutare le aziende ad affrontare la rivoluzione che stava avvenendo nel mercato, dovuta primariamente all’affermarsi della competizione globale, introducendo un primo livello d’innovazione che liberasse e creasse risorse per permettere alle aziende di proseguire il percorso innovativo.

Con un pochino di soddisfazione, e senza timore di smentita, possiamo affermare che questo lo abbiamo realizzato con tutti i clienti che ci hanno dato fiducia e con cui abbiamo lavorato; il loro successo è visibile a tutti ed è anche stato riconosciuto e premiato! Ci siamo anche accorti di essere stati particolarmente profetici perché solo adesso i nostri competitor hanno iniziato ad affrontare la prima fase del percorso che noi abbiamo concluso oramai due anni fa e si sono ormai già allineati in termini di messaggi portati sul mercato.
Il lavoro svolto poi con osservatori, centri di ricerca e l’Advisory Board dei nostri clienti più importanti a livello mondiale ci ha poi aiutato ad avere dei suggerimenti per i nostri propositi del prossimo anno che vorremmo sintetizzare in due linee essenziali.

Il primo nasce dalla constatazione che parlare oggi di B2B o B2C sia totalmente anacronistico e non funzionale alle sfide che le aziende stanno affrontando. La realtà dei fatti è che l’eXperience, l’esperienza, è un fattore comune e trasversale, indipendente da industry o mercato, perché centrata sulla persona. Stiamo quindi iniziando a parlare di B2X, Business to eXperience, un Brand deve rispondere alla richiesta esperienziale dei suoi clienti e solo così potrà continuare a fare business. Il nostro proposito, forse ambizioso, è quello di essere in grado di aiutare i nostri clienti a portare questo sul mercato; di rendere la necessaria trasformazione aziendale non un evento traumatico e rischioso, ma un percorso, impegnativo senza ombra di dubbio, ma prevedibile e sicuro, con un risultato certo e raggiungibile; abbiamo già iniziato a lavorare, e continueremo, per rendere disponibili tutti gli elementi necessari a contorno dell’eCommerce per renderlo un’esperienza unica per ogni Brand in modo semplice, nativo e, ovviamente, pure Cloud.

Il secondo proposito è un po’ di più lungo respiro ed è quello di incorporare nel percorso evolutivo che stiamo seguendo, una tendenza che a livello globale ha iniziato a comparire verso la fine del 2017 ed è stata chiamata, con una tristissima scelta di termini, “eCommercizzazione dei portali”; si vuole indicare come i nuovi paradigmi di interazione si stiano pesantemente spostando da forme e strutture tradizionali ad albero, più o meno statico, a strutture completamente dinamiche con aggregazioni multiple basate su ontologie a diversi livelli, essenzialmente sono le caratteristiche di un catalogo di eCommerce di ultima generazione. Ma non è solo a livello informativo, nel momento in cui su un elemento sia necessario eseguire un’azione, la forma più naturale oggi è il concetto di carrello/check out, sia che ci sia una transazione effettiva o meno.
La struttura a catalogo diventa poi il contesto nativo in cui fa convergere tutti gli altri elementi di relazione col cliente come il supporto clienti, le informazioni amministrativi e quant’altro necessario.
Insieme verificheremo tra un anno e saremo riusciti, di nuovo, a mantenere i nostri propositi.

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Dal MondoMerchant

“CUSTOMER DASHBOARD”: LA PIATTAFORMA DIGITALE 4.0 DI MANIFATTURE MONTI

Tessitura Monti_Customer Dashboard

Tessitura Monti è online con una nuova e innovativa piattaforma digitale 4.0. Si chiama “Customer Dashboard” e offre ai clienti una serie di servizi personalizzati, migliorando e semplificando ulteriormente le modalità di interazione con l’azienda.

Attraverso la nuova piattaforma i clienti – in ambito B2B – potranno esaminare e selezionare in modo veloce, dinamico ed interattivo i cataloghi digitali dell’ampia offerta prodotto del gruppo di Maserada sul Piave: Pronto Stock Service (più di 3.000 tessuti di alta qualità, perfetti per ogni stile e occasione d’uso, sempre pronti a magazzino), Bespoke Service (servizio di taglio su misura per le camicie sartoriali, con consegne veloci in tutto il mondo) e altre speciali offerte. Sarà possibile controllare la disponibilità dei tessuti in tempo reale, effettuare un ordine con pochi click, monitorare lo stato dei propri ordini, pagare con carta di credito e ottenere altri utili servizi ed informazioni.

“Abbiamo presentato questa iniziativa lo scorso febbraio in occasione di Milano Unica ed oggi, a distanza di pochi mesi, la piattaforma è attiva ed accessibile”, dichiara Luca Belenghi, amministratore delegato di Tessitura Monti. “In un mondo in cui la costante attenzione alle esigenze del cliente è cruciale, una realtà globale come la nostra non poteva esimersi dall’aggiungere questa innovativa modalità di servizio digitale ai propri sistemi front-end. Oggi possiamo serenamente dire che la nuova piattaforma di eCustomer service Tessitura Monti ci proietta verso una significativa trasformazione nel modo di fare business, offrendo a ogni cliente la possibilità di attingere non stop ai nostri prodotti e servizi”.

La storia del Gruppo Tessile Monti affonda le radici nella metà dell’800, quando Giorgio Monti, seguendo l’attività dei suoi avi, già produce nel suo laboratorio casalingo dei tessuti di alta qualità. L’azienda venne poi fondata ufficialmente nel 1911 dai tre figli Evaristo, Venerio e Bruno. Oltre un secolo di impegno, tenacia e lungimiranza consegnano ai giorni nostri un’azienda con una tecnologia produttiva d’avanguardia, personale tecnicamente preparato ed una pregevole qualità dei tessuti. La somma di questi elementi la rende ancora oggi un’impresa vincente, in sintonia con il proprio territorio, di cui ne sposa con passione l’armonia, la cultura ed il senso del bello. Un design tessile che è arte applicata, alla continua ricerca di tessuti unici e innovativi, nella convinzione che la progettazione e l’anticipazione dei tempi sia il valore aggiunto da conferire ai propri clienti.

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Dal MondoPiattaforme

SBARCA IN ITALIA LA PRINCIPALE PIATTAFORMA AMERICANA DI COMPRAVENDITA DI AUTO: CARGURUS

CarGurus, azienda internazionale del mercato automobilistico online, ha presentato in occasione dell’Automotive Dealer Day di Verona, a concessionari e rivenditori, il suo nuovo sito per la compravendita di auto: CarGurus.it.

L’azienda, fondata da Langley Steinert, co-fondatore di TripAdvisor, utilizza tecniche di analisi dei dati e algoritmi di proprietà per aiutare gli acquirenti a trovare facilmente le migliori occasioni nel campo delle auto usate, favorendo i contatti con i principali rivenditori. CarGurus propone ai rivenditori un modello freemium, che consente, già con l’abbonamento base gratuito, di inserire sulla piattaforma le proprie proposte e di essere contattati dai potenziali clienti senza alcun costo.

“Sono entusiasta di presentare CarGurus.it in Italia, un mercato che consideriamo ormai pronto per una nuova piattaforma di compravendita nel settore automobilistico”, ha dichiarato Diego Sanson, Vicepresidente International Business Development di CarGurus. “Le fondamenta sulle quali abbiamo costruito la nostra piattaforma sono fiducia e trasparenza, usando la tecnologia per proporre ai consumatori un’esperienza di acquisto più semplice ed efficiente. Siamo entusiasti di consolidare la nostra presenza in Italia, per aiutare i rivenditori italiani a raggiungere i loro acquirenti e a vendere più automobili”.

Quale azienda tecnologica, CarGurus si avvale di sistemi di analisi dei dati e di algoritmi di proprietà, per classificare e valutare i risultati di ricerca degli utenti, in base alle migliori offerte dei migliori rivenditori. La valutazione delle offerte si basa su calcoli dettagliati relativi al valore di mercato, oltre che su recensioni dei rivenditori fatte da altri acquirenti.

L’obiettivo è rafforzare la fiducia e la trasparenza nel processo di acquisto di un’auto, fornendo ai consumatori informazioni imparziali, necessarie per una decisione di acquisto consapevole. Questo approccio, basato sui dati, è stato particolarmente apprezzato da consumatori e rivenditori di tutto il mondo. Negli Stati Uniti CarGurus è il principale mercato di automobili online per numero mensile di visitatori unici. Oltre 26.000 rivenditori statunitensi hanno sottoscritto un abbonamento a pagamento al servizio.

 

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Dal MondoSponsor

LA SEPARAZIONE DELLE CAMPAGNE PER DISPOSITIVO E L’OTTIMIZZAZIONE DI GOOGLE SHOPPING

Il tema se suddividere le campagne Pay-per-Click (PPC) tra PC, Tablet e Smartphone suscita sempre vivaci discussioni tra i digital marketer. L’idea di organizzare le campagne in funzione del dispositivo utilizzato è nata già nel 2016, quando Google ha permesso di aggiustare i relativi bid fino al -100%. Ci sono diverse e contrastanti opinioni sull’argomento, vediamone il perché.

Alcuni on-line manager sono dell’opinione che sia sufficiente modificare i bid su Adwords e che non ci sia quindi necessità di un ulteriore sforzo per differenziare le campagne, il che comporterebbe analizzare e gestire tre campagne invece di una sola; allo stesso tempo è anche necessario dividere i propri dati: tutti i dati relativi ai click e alle conversion vengono ulteriormente categorizzati, il che rende molto più difficile prendere decisioni sui bid, specialmente con gli account di minori dimensioni.

Ciò nonostante per la maggior parte dei retailer è cruciale trattare i dispositivi in maniera differente, perché il mobile, i tablet e i desktop PC differiscono sensibilmente in quanto a performance, valore medio degli ordini e abitudini di acquisto. Ne è un esempio molto evidente il mobile: non solo il traffico tende a raggiungere il picco durante i weekend, ma il mobile viene usato per la ricerche, prima di convertirle offline o utilizzando un altro strumento. Questo si traduce in un numero molto alto di click che non convertono.

Un altro svantaggio di affidarsi a una campagna unica è il fatto che è (quasi) impossibile gestire modifiche a livello di prodotto. Prima di tutto, è necessario avere un gruppo di annunci per ogni prodotto, in secondo luogo diventa necessario gestire le modifiche per dispositivo per ogni gruppo di annunci senza avere una chiara visione dello storico.

Avere campagne differenti in base al supporto utilizzato, con un elevato livello di granularità, non è meno complesso (a meno che non si ricorra all’aiuto del machine learning), ma quando realizzato correttamente i risultati sono spettacolari. Questa gestione consente infatti di raggiungere la massima accuratezza nel bidding e il massimo dell’efficienza, assecondando il potenziale di conversione.

In conclusione non si tratta di una semplice risposta “sì/no”: ognuno deve valutare i pro e contro relativi al proprio ambito di attività. Un campagna suddivisa per dispositivo deve essere presa in considerazione da ogni manager di campagne PPC orientate alla performance, ma non è la soluzione perfetta per ogni shop online. Non vanno separate quelle campagne nella quali lo sforzo richiesto e la complessità sono superiori a vantaggi economici, vanno invece separate se si ha una giusta strategia e un set di strumenti adatti. Se serve un aiuto per decidere quale sia l’approccio più valido per il proprio business, o se si sta già affrontando lo sforzo di gestire manualmente campagne separate, contattateci. Noi di Smarter Ecommerce offriamo un know-how decennale in AdWords e un machine learning collaudato per ottenere il successo in Google Shopping.

Author: Karin Schallauer, Smarter Ecommerce GmbH

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Dal MondoLogistica

RAJAPACK MOSTRA LE CINQUE PRIORITÀ DEGLI IMBALLAGGI PER L’ECOMMERCE

Rajapack, azienda leader in Europa nella distribuzione di imballaggi, illustra le evidenze emerse da un sondaggio condotto a livello europeo su oltre 200 proprietari di eCommerce in occasione dello scorso Deliver, il Salone europeo della logistica per l’e-commerce. I risultati mostrano le 5 priorità del commercio elettronico in termini di imballaggi.

1) Facilitare l’apertura dei pacchi, considerata un vero e proprio momento critico delle customer experience. Generare frustrazione e stress nel consumatore non è mai la mossa vincente, ecco perché meglio optare per scatole e astucci con pretaglio che permettono di aprire il pacco con due dita. Una soluzione sempre più adottata, soprattutto dai molti e-commerce che si focalizzano in primis sul cliente.

2) Agevolare lo smaltimento degli scarti, pensando alla praticità. Le soluzioni in questo caso sono diverse. Si può riconsiderare il metodo di riempimento, privilegiando la carta che può essere smaltita con il cartone della scatola, preferire imballaggi alternativi con protezione integrata o in espanso oppure prediligere la busta imbottita, se la dimensione dei prodotti lo permette. In quest’ultimo caso volume e peso ridotti non solo diminuiscono le spese di trasporto ma rappresentano anche un minore ingombro nella spazzatura dei consumatori.

3) Scegliere imballaggi eco-sostenibili per accrescere la brand reputation. Mostrare un’attenzione all’ambiente è sicuramente una scelta molto apprezzata dal consumatore che nella maggior parte dei casi considera il packaging come una fonte di inquinamento. Un impegno eco-friendly che i brand possono valorizzare anche attraverso i propri mezzi di comunicazione.

4) Semplificare il reso, come sempre più richiedono anche i consumatori. Secondo il sondaggio 2018 di ReBOUND il 59% dei millennials non consiglia un sito in cui le politiche di reso degli ordini sono complicate e poco chiare. E se è vero che i millennials sono sempre più esigenti, tutti gli utenti in generale sono diventati particolarmente sensibili all’esperienza di reso.

5) Migliorare il design, puntando sulla personalizzazione sempre di grande impatto sui clienti. Una personalizzazione che può realizzarsi per qualsiasi tipi di budget, dal semplice nastro adesivo al pacco completo, senza dimenticare il messaggio da trasmettere.

“L’imballaggio non smette mai di evolversi”, commenta Lorenza Zanardi, Direttore Generale di Rajapack Italia. “l’importante è migliorarsi continuamente per aggiungere regolarmente piccoli ma nuovi vantaggi per il cliente finale. Ecco perché, se considerate nel loro insieme, queste cinque priorità hanno un unico obiettivo comune: migliorare la customer experience”.

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Dal MondoPagamenti

ALIPAY E THE BICESTER VILLAGE SHOPPING COLLECTION ANNUNCIANO UNA PARTNERSHIP EUROPEA

Alipay, la più grande piattaforma di pagamento mobile al mondo gestita da Ant Financial Services Group, annuncia l’avvio di una partnership strategica con The Bicester Village Shopping Collection®, presente in Italia attraverso Fidenza Village con oltre 120 negozi.

Grazie all’accordo i turisti cinesi in arrivo nel Vecchio Continente potranno utilizzare l’app Alipay per effettuare acquisti in 160 boutique nei nove Villaggi presenti in Europa: entro giugno, il sistema di pagamento sarà accettato in 300 boutique.

Gli oltre 3 milioni di turisti cinesi in arrivo nel nostro paese, con una capacità di spesa superiore ai 3 miliardi di euro (dati ISTAT), potranno utilizzare la piattaforma Alipay e i servizi lifestyle collegati in ogni fase dell’esperienza di shopping, dalla partenza in Cina sino all’arrivo in negozio. Il wallet mobile diventa compagno ideale per tutta l’esperienza di viaggio e di shopping. La tecnologia di geolocalizzazione e le notifiche push consentono infatti agli utilizzatori di trovare la boutique preferita, scoprire promozioni su misura e chiedere assistenza nelle decisioni di acquisto, senza dimenticare che tutti gli utenti Alipay usufruiscono di tassi di cambio preferenziali.

“Alipay punta ad una piattaforma che consenta ai consumatori cinesi di viaggiare senza interruzioni a livello internazionale, e la partnership con The Bicester Village Shopping Collection® è un enorme passo avanti nella direzione dell’esperienza di vendita globale in tutta Europa. I visitatori cinesi potranno utilizzare la loro app Alipay in tutte le fasi della vacanza, per le prenotazioni, per lo shopping e per assaporare ogni aspetto del viaggio”, commenta Pamela Hsieh, responsabile marketing di Alipay EMEA. “Questo accordo porterà grandi vantaggi ai rivenditori presenti in ciascuno degli outlet di The Bicester Village Shopping Collection®, che potranno interagire in maniera più facile con il crescente numero di turisti cinesi in visita in Europa, garantendo loro continuità nell’esperienza di vendita e di pagamento cui sono abituati in patria”.

Alipay è disponibile per i pagamenti in negozi fisici e online in 18 paesi europei, mentre il servizio di tax-refund è supportato negli aeroporti di 23 paesi europei.

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Dal MondoFocus

LA CYBERSECURITY FA CRESCERE I RICAVI DEI RETAILER FINO AL 5%. LO STUDIO CAPGEMINI

Cybersecurity

Un nuovo report del Digital Transformation Institute di Capgemini ha evidenziato che la cybersecurity rappresenta una nuova fonte di vantaggio competitivo per i retailer. Nello studio si afferma che, per poter sfruttare i vantaggi legati a questa opportunità, un maggior numero di aziende deve allineare le proprie policy in tema di cybersecurity con le attese dei propri clienti.

Il report, chiamato Cybersecurity: The New Source of Competitive Advantage for Retailers, dimostra che i consumatori sono sempre più consapevoli delle falle dei sistemi di sicurezza nel settore retail e sono anche disposti a spendere di più presso quei rivenditori che dimostrano di avere forti competenze in ambito cybersecurity. In base alla spesa media annuale dei clienti, l’incremento delle misure di sicurezza informatica potrebbe portare a un aumento dei ricavi fino a un massimo del 5,4%.

Il nuovo report, al quale hanno partecipato oltre 6.000 clienti e 200 dirigenti di società del settore retail, ha evidenziato che per il 77% degli intervistati la cybersecurity è il terzo dei principali fattori che influenzano la scelta di un dato rivenditore, preceduto solo dalla disponibilità dei prodotti e dalla qualità e seguito da fattori tradizionali come il prezzo e la reputazione del brand.

Tuttavia, il report ha identificato un disallineamento tra le aspettative dei clienti e quello che invece viene offerto dai retailer. Anche se il 70% dei consumatori vuole essere certo che le proprie informazioni personali e finanziarie siano al sicuro, solo il 44% dei rivenditori si adopera per informarli attivamente. Inoltre, i retailer non informano prontamente i propri clienti delle violazioni dei sistemi di sicurezza. Infatti, sebbene il 40% dei rivenditori abbia affermato di essere stato vittima di un attacco informatico negli ultimi tre anni (2015-2017), con una conseguente compromissione dei dati finanziari o personali dei clienti, solo il 21% dei consumatori afferma di aver visto i propri principali rivenditori associati ad un attacco informatico.

“I consumatori di oggi sono esperti nel fare acquisti online e conoscono molto bene i propri diritti. Per loro la sicurezza informatica è estremamente importante e si rivolgono esclusivamente ai rivenditori di fiducia”, ha affermato Andrea Nulli, Cybersecurity Leader di Capgemini Italia. “Per i retailer è ora di considerare la cybersecurity una priorità di business”.

“La cybersecurity rappresenta un’opportunità redditizia per i retailer, perché permette loro di migliorare la customer satisfaction e incrementare la spesa online”, ha dichiarato Laura Muratore, Vice President, Head of Manufacturing, Retail and Distribution di Capgemini Italia. “Solo quei rivenditori che sono in grado di allineare efficacemente le proprie misure di sicurezza informatica con le attese dei clienti saranno in grado di incrementare i ricavi”.

Il report include una serie di consigli pratici, basati sui risultati dello studio, che aiutano i leader del settore ad affrontare i problemi del crescente incremento degli attacchi informatici ai retailer e della richiesta di maggiore trasparenza da parte dei consumatori.

Priorità 1 – Operare per comprendere le aspettative dei clienti e assicurare che le caratteristiche richieste siano completamente implementate

Priorità 2 – Assicurare che i sistemi per la sicurezza informatica siano un passo avanti rispetto agli hacker

Il report ha evidenziato che l’utilizzo di nuove tecnologie, una debole segregazione delle responsabilità specifiche degli utenti di sistema e un’architettura obsoleta rappresentano le tre principali vulnerabilità che sono state sfruttate dagli hacker durante gli attacchi informatici degli ultimi tre anni. Tuttavia, meno della metà dei retailer effettua degli audit per la sicurezza su base giornaliera o settimanale.

Il report rivela infine una grande distanza tra consumatori e rivenditori in merito all’autorizzazione esplicita per l’archiviazione e l’utilizzo dei dati. Quasi un terzo (29%) dei consumatori afferma che il loro rivenditore di fiducia non comunica i cambiamenti relativi alla privacy dei dati. Visto che l’implementazione della GDPR si avvicina sempre di più, è necessario che i rivenditori progettino strategie per ridurre il distacco dai consumatori e assicurare i clienti sulla sicurezza dei propri dati. Attualmente, solo il 40-60%1 dei rivenditori hanno pienamente implementato alcune componenti dei requisiti previsti dalla GDPR.

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AttualitàDal Mondo

FAST DELIVERY PER LE CAMICIE: LANIERI DIVENTA L’ECOMMERCE SU MISURA PIÙ VELOCE AL MONDO

Lanieri.com, il primo eCommerce di abbigliamento maschile su misura 100% made in Italy, prosegue nella sua strategia di digitalizzazione dell’eccellenza sartoriale italiana lanciando il fast delivery per le camicie su misura.

Dopo l’introduzione del configuratore 3D e dei pagamenti in bitcoin, Lanieri (nella foto i fondatori Simone Maggi e Riccardo Schiavotto) si conferma ancora una volta pioniere nell’innovazione diventando l’eCommerce dedicato all’abbigliamento su misura più veloce al mondo. Grazie a questo nuovo servizio la camicia, che ogni cliente può creare su misura grazie al configuratore online e personalizzare scegliendo tra una vasta gamma di tessuti, fitting e dettagli, sarà spedita dopo soli 4 giorni lavorativi a partire dal momento della finalizzazione dell’ordine.

Un’innovazione grazie alla quale Lanieri.com consolida la sua posizione di leadership nel settore del fashion-tech, dimostrando ancora una volta come l’heritage della sartoria italiana sia capace di stare al passo con le nuove tecnologie e soprattutto con le richieste e le esigenze dei propri clienti, desiderosi di ricevere un servizio veloce e puntuale. Il fast delivery della camicia rappresenta un nuovo tassello della strategia omni-channel di Lanieri, che coniuga le innovazioni del digitale e del mondo online al servizio tradizionale dei suoi atelier sartoriali presenti in città come Milano, Roma, Parigi e Bruxelles, dove poter ordinare “offline” il proprio abito su misura dopo aver avuto la possibilità di toccare con mano i tessuti.

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AttualitàDal Mondo

CRITEO: IL PRIMO TRIMESTRE CHIUDE CON IL SEGNO PIÙ A 564 MILIONI DI DOLLARI

Criteo S.A., azienda tecnologica specializzata in Commerce Marketing, ha annunciato oggi i risultati finanziari del primo trimestre conclusosi il 31 marzo 2018. I risultati sono pubblicati sul sito, ma qui di seguito saranno evidenziati alcuni degli aspetti più salienti.
La entrate di Criteo S.A, sono aumentate del 9% (o 3% a valuta costante) raggiungendo i 564 milioni di dollari USA, mentre le entrate, esclusi i costi di acquisizione del traffico (o entrate ex-TAC) sono cresciute del 14% (o 8% a valuta costante) a 240 milioni di dollari, pari al 42.6% dei ricavi.
L’EBITDA rettificato è cresciuto del 38% (o del 22% a valuta costante) a 78 milioni di dollari, (il 32.4% delle entrate ex-TAC); il flusso di cassa da attività operative è aumentato del 91% a 85 milioni: il flusso di cassa libero è aumentato del 224% a 52 milioni.
L’utile netto è aumentato del 45% a 21 milioni di dollari, mentre l’utile netto rettificato per azione (diluita in seguito all’aumento di capitale) è aumentato del 30% a 0.60 dollari

“Sono soddisfatto di quanto abbiamo realizzato e dei risultati del primo trimestre, che sono in linea con le nostre prossime priorità per l’anno” ha dichiarato il CEO JB Rudelle a commento delle cifre.

“Abbiamo concluso un altro trimestre di crescita, aumento della redditività e del flusso di cassa”, ha sottolineato a sua volta il CFO Benoit Fouilland. “Questi risultati evidenziano ancora una volta la forza e la scalabilità del nostro modello di business. Abbiamo chiuso il trimestre con oltre 18.500 clienti commerce e aziende, con un aumento del 20% su base annua, mantenendo una client retention di quasi il 90% per tutti i prodotti”.

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