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ACCORDO TRA HUAWEI E VISA PER IL LANCIO DI HUAWEI PAY NEI PRINCIPALI MERCATI EUROPEI

Huawei e Visa hanno deciso di estendere la propria partnership globale all’Europa dove lanceranno Huawei Pay nei principali mercati europei con società emittenti selezionate.

Visa Token Service è una tecnologia di sicurezza che può aiutare i clienti a costruire e mantenere un’esperienza digitale mentre protegge le informazioni sensibili dei consumatori dalle frodi. Sostituisce le informazioni sensibili dell’account della carta di pagamento, come il numero di account di 16 cifre, la data di scadenza e il codice di sicurezza, con un identificativo digitale unico (un token) che può essere utilizzato per effettuare il pagamento senza rivelare i dettagli dell’account.

L’innovativa tecnologia token sviluppata da Visa rende i pagamenti mobile con Huawei più pratici e sicuri attraverso la sostituzione dei dati della carta di pagamento con un identificativo digitale unico. Quando un utente carica la propria carta su Huawei Pay, il Visa Token Service sostituisce le informazioni sensibili sull’account del consumatore con una serie differente di numeri – un “token” – specifico per quella carta e dispositivo. I pagamenti vengono effettuati utilizzando il token in modo che le informazioni sulla carta non vengano mai esposte. Se il telefono viene compromesso o rubato, il token non può essere utilizzato in nessun altro ambiente e può essere facilmente disattivato senza richiedere la cancellazione dell’account Visa.

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DA PAYPAL ARRIVA ANCHE IN EUROPA CHECKOUT WITH SMART PAYMENT BUTTONS E MARKETING SOLUTIONS

PayPal annuncia l’arrivo anche in Italia delle sue soluzioni PayPal Checkout with Smart Payment Buttons e PayPal Marketing Solutions. Due nuovi strumenti pensati per offrire nuove opportunità di business al commercio globale online con l’obiettivo di aiutare i milioni di consumatori e aziende, che usano in tutto il mondo la piattaforma di digital payments, a connettersi senza soluzione di continuità in tutti i contesti.

“Aiutare le aziende italiane a trovare nuovi modi per migliorare le proprie prestazioni di business è una priorità del nostro lavoro quotidiano in PayPal”, ha commentato Federico Zambelli Hosmer, Country Manager per l’Italia di PayPal. “Con questi due nuovi strumenti siamo convinti di poter dare ai consumatori più scelta per pagare i propri prodotti e servizi, aiutando allo stesso tempo le aziende a guidare in maniera sempre più efficace quelle conversioni fondamentali per la crescita di un’attività commerciale”.

Come parte della missione di PayPal nel democratizzare i servizi finanziari a livello globale, l’azienda, infatti, aveva annunciato recentemente il rilascio dello strumento PayPal Checkout with Smart Payment buttons negli Stati Uniti. Un’iniziativa, volta a migliorare il servizio offerto dai portali di eCommerce ai propri utenti nel momento in cui si apprestano a pagare. Oggi, dopo un’iniziale fase di test, questo innovativo strumento approda anche su altri mercati, come quello italiano, insieme alle PayPal Marketing Solutions, anch’esse lanciate inizialmente sul suolo statunitense, alla fine dell’anno scorso, e attualmente in arrivo anche in altri mercati a livello globale per aiutare le aziende a capire meglio i propri clienti e guidare le proprie vendite nella direzione giusta.

PayPal Checkout with Smart Payment Buttons riduce il numero di click o tap nell’esperienza di acquisto dell’utente ed è stato dimostrato anche che guida il più alto tasso di conversioni possibile in tutti i settori. Un recente studio comScore, infatti, ha rilevato che PayPal Checkout è in grado di raggiungere un tasso di conversione pari al 88,7% del totale durante la scelta di acquisto di prodotti online. Un dato che corrisponde a circa l’82% in più rispetto al numero di acquisti realizzati senza il supporto di questo tool.

Con una semplice integrazione, infatti, PayPal Checkout with Smart Payment Buttons permette un’esperienza di acquisto personalizzata, presentando dinamicamente i metodi di pagamento più rilevanti per l’acquisto, compreso PayPal, Venmo, PayPal Credit e anche altri metodi di pagamento alternativi e dedicati in maniera particolare ai singoli mercati, come iDEAL per i clienti in Olanda, Bancontact in Belgio, MyBank in Italia, Giropay e SEPA Direct Debit in Germania ed EPS in Austria. Le aziende che vendono nei mercati appena citati saranno in grado quindi di presentare dinamicamente i più rilevanti portafogli locali basati sulla geolocalizzazione dei clienti stessi. Oltre a questo, poi, PayPal Checkout include anche potenti fattori di conversione come One Touch, che permette ai consumatori di acquistare in milioni di aziende senza dover inserire a ogni accesso username e password, o informazioni bancarie, ma richiedendo questi dettagli solo la prima volta che si è effettuata l’operazione. Attraverso One Touch Acquisition, un’altra feature di PayPal Checkout, gli eShopper potranno creare il loro account e impostare i pagamenti con un’azienda senza dover inserire ogni volta tutte le proprie informazioni, cosa che aiuta l’aumento delle registrazioni, della conversione e della fidelizzazione dei consumatori negli acquisti. Le aziende che hanno integrato PayPal Checkout, inoltre, possono anche attivare le PayPal Marketing Solutions, per capire meglio i propri clienti e farsi aiutare nel guidare le vendite. Tra gli strumenti presenti in questa suite di tool per le imprese, Smart Incentives, per esempio, è la feature che abilita le aziende a interagire con i 254 milioni di utenti attivi su PayPal a livello globale all’inizio del loro percorso di acquisto. Con questo strumento, infatti, le aziende possono far conoscere ai clienti un sito di accesso dove possono saltare il login se hanno attivato One Touch, ottenendo il servizio di reso gratuito e la protezione d’acquisto attraverso. Shopper Insights, un’altra feature di PayPal Marketing Solutions, invece, fornisce alle aziende dati aggregati e anonimi sulle visite degli utenti PayPal sul loro sito in modo da poter vedere dove sono le migliori opportunità di business da sfruttare.

“Fino a questo momento, solo le più grandi aziende eCommerce avevano avuto accesso a strumenti come questo e per farlo avevano investito molto sia in termini di risorse economiche, sia di ore di lavoro”, ha aggiunto Zambelli Hosmer. “Come parte della nostra missione per democratizzare l’accesso a potenti strumenti di vendita a livello globale, stiamo abilitando ora queste feature per le aziende di tutte le dimensioni in tutto il mondo”.

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PAYPAL PRESENTA FUNDS NOW, IN FASE BETA. PER PAGAMENTI IMMEDIATI AI MERCHANT PMI

PayPal, azienda leader a livello globale nella fornitura di servizi e soluzioni per i pagamenti digitali, annuncia oggi l’arrivo in alcuni mercati strategici di Funds Now, una nuova soluzione che nella sua fase beta offrirà a un gruppo selezionato di aziende la possibilità di riscuotere dopo pochi secondi il denaro proveniente dalle vendite effettuate online, eliminando in questo modo i tradizionali tempi tecnici di attesa, dovuti alle necessarie prassi di gestione e controllo dei pagamenti digitali, permettendo così ai merchant di poter disporre subito della liquidità incassata per riutilizzare immediatamente quei fondi per altre esigenze commerciali.

“Da sempre le piccole imprese sono il cuore pulsante e il motore dell’economia globale”, ha commentato Federico Zambelli Hosmer, General Manager per l’Italia di PayPal. “Un asset fondamentale per lo sviluppo e la crescita di un Paese, questo, che PayPal ha cercato di sostenere fin dalla sua nascita e che oggi ci porta a servire oltre 20 milioni di attività commerciali in tutto il mondo. Realtà di ogni dimensione che spesso non possono aspettare i lunghi tempi burocratici per poter disporre di una liquidità per loro necessaria nell’immediato e che noi vogliamo aiutare a crescere e sostenere in ogni modo possibile con questo tipo di strumenti innovativi”.

All’interno del settore dei pagamenti digitali, infatti, il processo necessario per rendere effettivamente disponibili ai merchant i fondi relativi ai pagamenti derivanti dagli acquisti di prodotti online è più difficile e più lento di quanto ci si immagini e questo crea non poche difficoltà alle piccole attività imprenditoriali. Basti considerare che quando un utente effettua un acquisto online i ritardi nell’effettiva disponibilità di questo denaro per il commerciante possono andare dai 7 ai 21 giorni. Un tempo decisamente lungo se si pensa alle necessità che può avere un’azienda nell’arco di tre settimane nel rapporto con i propri partner. Questi ritardi impediscono alle piccole realtà, per esempio, di avere la capacità di rinvestire questi fondi nell’ampliamento delle proprie attività, o nell’utilizzarli per pagare i propri fornitori o per offrire servizi ai propri clienti.

Funds Now, quindi, è stato reso disponibile senza nessun costo aggiuntivo, per più di un milione di imprese che usano PayPal proprio per cercare di risolvere questo problema, permettendo loro di avere una migliore qualità di vita e migliori possibilità di business. Dopo essere stato lanciato negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia, il servizio sta infatti ampliando il suo raggio d’azione a un più ampio gruppo di aziende selezionate e presenti in alcuni mercati strategici, come quello italiano, canadese, spagnolo, tedesco e francese, con l’obiettivo di continuare a democratizzare l’accesso agli strumenti di commercio digitale per consentire alle aziende di tutte le dimensioni di crescere, dando vita così a un sempre più forte e competitivo ecosistema retail a livello globale.

Per maggiori informazioni è possibile visitare questo link.

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WORLD PAYMENTS REPORT 2018: I MERCATI IN VIA DI SVILUPPO TRAINANO LA CRESCITA DEI PAGAMENTI DIGITALI

World Payments Report

Dal World Payments Report 2018 di Capgemini e BNP Paribas emerge che i pagamenti digitali sono in forte crescita, trainati dai mercati in via di sviluppo. Tuttavia il panorama dell’innovazione per quanto riguarda i pagamenti è incerto, con le BigTech che fanno sentire il loro peso all’interno del settore e le aziende tradizionali che devono affrontare la complessità tecnica e normativa legata allo sviluppo di nuove partnership per i pagamenti con le FinTech.

Dal report si evince che le iniziative promosse dalle banche non saranno sufficienti per far crescere il comparto dei pagamenti. Una più ampia community di attori attivi nei servizi finanziari – che include aziende del settore pubblico, enti regolatori e terze parti – deve necessariamente definire il proprio nuovo ruolo nel mercato e collaborare con i principali utenti dell’area dei pagamenti, al fine di assicurare uno sviluppo lineare, bilanciato e forte dell’ecosistema.

Russia, India e Cina i Paesi con il più alto tasso di crescita

Il report stima che le transazioni digitali raggiungeranno un CAGR (compound annual growth rate) del 12,7% entro il 2021, dopo aver riportato una crescita del 10,1% nel periodo 2015-2016, quando i volumi delle transazioni non in contanti hanno toccato i 482,6 miliardi.

A guidare l’incremento delle transazioni digitali sono i paesi in via di sviluppo, con Russia (CAGR al 36,5%), India (33,2%) e Cina (25,8%) che hanno riportato il più alto tasso di crescita nel periodo 2015-2016. I mercati più maturi, invece, mantengono una crescita stabile, superiore al 7%.

Si stima che i mercati in via di sviluppo registreranno un CAGR del 21,6%, trainato dalla performance dei mercati emergenti asiatici, che nei prossimi 5 anni raggiungeranno una crescita del 28,8%. Entro il 2021, i mercati in via di sviluppo dovrebbero rappresentare circa la metà delle transazioni digitali a livello mondiale, superando per la prima volta i mercati maturi, che attualmente hanno una quota di mercato del 66,3%.

L’ascesa degli eWallet

L’evoluzione dirompente del mercato dei pagamenti sta accelerando, con nuove tecnologie che prendono piede e BigTech e FinTech che fanno sentire il loro peso sul mercato. In particolare, stiamo assistendo a un’ascesa degli eWallet che rappresentano un’enorme opportunità di mercato per i provider di pagamenti non tradizionali. Nel 2016, i portafogli elettronici rappresentavano l’8,6% delle transazioni non in contanti (un volume di 41,8 miliardi), 71% dei quali è stato favorito da provider BigTech.

Le sfide tecniche e normative

Nonostante l’evoluzione del comparto stia accelerando, accompagnata da un elevato incremento di nuovi player sul mercato, persistono delle sfide tecniche e normative che impediscono lo sviluppo di ecosistemi di pagamento innovativi, uniti alle attese legate all’attuale livello di sicurezza. Solo il 38% dei dirigenti bancari intervistati ha affermato di “avere in programma di diventare un punto di riferimento” all’interno del nuovo ecosistema dei pagamenti.

“Data la crescente domanda di pagamenti digitali, soprattutto nei mercati in via di sviluppo, alcune banche potrebbero rivedere la loro decisione di non voler occupare un ruolo di primo piano nel nuovo ecosistema emergente dei pagamenti”, ha affermato Monia Ferrari, Banking Sector Director, Capgemini Business Unit Italy. “Grazie alla loro significativa quota di mercato nel settore dei pagamenti e all’implementazione di nuove tecnologie, le banche si trovano in una posizione strategica per guidare il mercato. Possono anche creare nuovi flussi di entrate attraverso relazioni innovative e collaborative con le FinTech, oltre a partecipare attivamente nella più ampia community dei servizi finanziari”.

Come le banche, anche i tesorieri aziendali dovrebbero ridefinire il proprio ruolo nel nuovo ecosistema dato che desiderano servizi a valore aggiunto che siano sicuri, efficienti, affidabili e globali e quindi potrebbero co-progettare questi servizi insieme alle banche.

“Anche i grandi utenti del settore dei pagamenti sono una componente chiave nell’evoluzione dell’innovazione del settore. Senza la loro partecipazione, i provider di servizi di pagamento stanno perdendo un’opportunità fondamentale per definire nuove offerte di transazioni bancarie, come l’aggregazione di cassa, la previsione di cassa e la tesoreria automatica”, ha dichiarato Bruno Mellado, Head of International Payments and Receivables di BNP Paribas. “Queste offerte potrebbero offrire alle tesorerie aziendali dei mezzi per andare oltre un ruolo tattico o operativo e dirigersi verso una posizione più strategica per le proprie aziende”.

Fattore indicativo della complessità dell’innovazione nel mercato dei pagamenti è il fatto che molti intervistati hanno affermato che l’utilizzo di infrastrutture di pagamento in real-time fosse ostacolato dalla mancanza di interoperabilità tra gli schemi2 (per il 74,1% dei dirigenti) e da una scarsa standardizzazione per l’autorizzazione e l’utilizzo dei dati (59,3%).

Per quanto riguarda la tecnologia DLT (Distributed Ledger Technology), tra i fattori che limitano l’implementazione della tecnologia, l’85,9% degli intervistati ha evidenziato la mancanza di interoperabilità, l’83,1% la mancanza di chiarezza normativa e il 77,1% di scalabilità.

Inoltre, il report evidenzia che le principali iniziative normative e industriali (key regulatory and industry initiatives, KRII) possono creare dei conflitti che si diffondono dal livello regionale a quello globale. Le KRII pongono sfide, sia a livello di implementazione sia operative, che potrebbero ostacolare la transizione verso nuovi ecosistemi di pagamento. Ne sono un esempio i conflitti con la quinta direttiva antiriciclaggio (Fifth Anti-Money Laundering Directive, 5AMLD) e la PSD2, così come con la GDPR e la PSD2.

Metodologia di ricerca
Il World Payments Report 2018 (scaricabile qui) comprende interviste ai dirigenti e un sondaggio online. Questa edizione include anche il Payments Open Banking Assessment, che mostra lo stato dell’open banking in 16 paesi, con una prospettiva sui pagamenti.

 

 

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CRITEO GLOBAL COMMERCE REVIEW: CRESCONO LE TRANSAZIONI IN-APP E MOBILE NEL Q2

Criteo GCR Q2 2018

In Italia le transazioni mobili rappresentano oltre il 41%

Criteo, la piattaforma pubblicitaria per l’Internet aperto, ha presentato la seconda Global Commerce Review dell’anno, che analizza di dati raccolti durante il secondo trimestre del 2018. Il report ha preso in esame i dati di navigazione e acquisto di oltre 5.000 retailer in più di 80 Paesi, rivelando che i consumatori continuano a scegliere il mobile web e le app per gli acquisti, come emerso in particolare tra i retailer solo online.

“I consumatori diventano sempre più attenti alla praticità e alla personalizzazione che le esperienze di commercio in-app possono offrire. Il lancio di un’app però potrebbe non essere sufficiente per ottenere dei ritorni immediati”, ha affermato Alberto Torre, Managing Director di Criteo Italia . “La nostra Global Commerce Review ha infatti rilevato una forte correlazione tra la crescita delle transazioni in app e la capacità dei retailer di sviluppare una strategia di promozione delle shopping app costante”.

La Global Commerce Review rappresenta uno strumento di benchmarking per i professionisti del marketing che esplorano i comportamenti dei consumatori. I dati emersi possono essere trasformati in approfondimenti fruibili per prepararsi alla stagione dello shopping natalizio, insieme al nuovo Seasonal Sales Dashboard.

Lo strumento online gratuito consente ai retailer di analizzare come si sono comportati gli acquirenti durante le festività del 2017 e di approfondire i dati, ordinandoli per paese, categoria di vendita e intervalli di date tra il 1° novembre 2017 e il 31 dicembre 2017. Il dashboard è alimentato da 1 miliardo di transazioni da 2.500 retailer in 16 paesi.

“Poco più di 100 giorni ci separano al Natale e alla stagione più importante per i retailer”, ha aggiunto Torre. “Per questo è necessario che essi comprendano tutte le nuance dei modelli di navigazione e acquisto dei loro principali clienti sui dispositivi mobili, per proporre esperienze di mobile web e in-app che potranno fare la differenza, specialmente il Black Friday e il Cyber Monday”.

Il mobile continua la sua crescita
In Italia, le transazioni mobili rappresentano oltre il 41% delle transazioni online. Il dato dello stesso periodo del 2017 era del 34%. L’utilizzo dello smartphone cresce del 30%, mentre il tablet scende dell’18% e il desktop del 10%. L’APAC è leader nelle transazioni mobili (51%), ma tutte le altre regioni continuano a recuperare terreno, tra cui l’Europa che ora si attesta sul 44%

Il successo dipende da una promozione intelligente
Globalmente, il mobile domina tra i retailer che promuovono le loro shopping app, rappresentando il 65% di tutte le transazioni. Tra questi retailer, Criteo ha registrato un aumento del 30% annuo della quota delle transazioni in-app. I retailer che hanno o stanno pensando a una shopping app hanno buoni motivi per investire nella promozione: in Europa, il tasso di conversione sulle shopping app è tre volte superiore a quello del mobile web.

L’omnicanalità vince
Le vendite offline aiutano a conoscere i clienti e incrementano i risultati online. I retailer omnichannel che sanno combinare dati online e offline, possono utilizzare una quantità di dati 4 volte maggiore per ottimizzare le loro attività di marketing. I clienti omnichannel generano il lifetime value più alto, il 27% delle vendite totali, nonostante rappresentino solo il 7% di tutti i clienti.

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ECOMMERCE IN ITALIA: IL NODO DELLA LOGISTICA E DEI PAGAMENTI. 8 SU 10 NON CHIUDONO L’ACQUISTO

Per l’85% dei principali merchant italiani la consegna tradizionale a domicilio gestita da terzi (corrieri espresso, operatori postali) è la modalità più utilizzata dai propri web shopper. I consumatori prediligono, inoltre, gli strumenti di pagamento contestuali all’acquisto (carta di credito e PayPal), i quali generano il 96% del transato eCommerce B2c. Relativamente al post-vendita, il 78% degli operatori combina 2 o più strumenti di assistenza al cliente: tra questi, l’email e il telefono rappresentano le modalità più adottate (87% e 86%), seguono chat/chatbot (23%) e social network (11%).

È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm –  School of Management del Politecnico di Milano, che analizza le due fasi a valle della catena del valore eCommerce, ossia le attività volte a gestire l’evasione dell’ordine e assistere il consumatore durante l’acquisto.

“Nel 2018, l’utilizzo degli strumenti di pagamento contestuali all’ acquisto è la modalità più apprezzata dai consumatori: ben il 96% dell’eCommerce è generato attraverso carta di credito (64%) e PayPal (32%). Resta basso l’impiego di altri mezzi di pagamento, come il bonifico (2%) e il contrassegno (2%)”, spiega Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano. “È confermata, inoltre, la bassa incidenza delle frodi, pari a un valore dello 0,15% del mercato (in linea con quanto registrato nel 2017).  La sicurezza percepita rimane però una delle principali barriere all’acquisto online da parte di molti potenziali clienti”.

Tra le diverse fasi del customer journey, quella di check-out risulta essere quella più critica: su 100 visitatori che inseriscono nel loro carrello almeno un prodotto, ben 88 abbandonano il sito senza finalizzare l’acquisto. Ridurre il tasso di abbandono del carrello, lavorando sull’offerta di strumenti di pagamento per intercettare le preferenze di tutti i potenziali clienti e  semplificando il processo di acquisto, rimane una delle sfide più critiche per i merchant eCommerce.

L’altro punto critico è il processo di consegna a domicilio dell’acquirente. “L’85% dei merchant intervistati dichiara che la consegna tradizionale a domicilio gestita da terzi (corrieri espresso, operatori postali) è la modalità più utilizzata dai propri web shopper. L’8% dei merchant, concentrati soprattutto nell’Alimentare, segnala invece come soluzione più impiegata la consegna a domicilio con mezzi propri, mentre il 7% il ritiro in store”, commenta Riccardo Mangiaracina, Direttore Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm. “A fianco della consegna standard, aumenta l’offerta di servizi a valore aggiunto, che arricchisce e migliora il servizio base e rappresenta un fattore competitivo di differenziazione rispetto alla concorrenza. Attraverso questi servizi i merchant vogliono sia ridurre i costi delle mancate consegne (uno dei principali freni all’acquisto online) sia migliorare il livello di servizio e la soddisfazione del cliente, con ritorni importanti sul fatturato.”

Tra i servizi a valore aggiunto offerti dai primi 50 merchant di prodotto in Italia, quelli più semplici, come la consegna in un giorno definito e “al piano”, sono offerti da circa il 40% degli operatori, mentre quelli che puntano alla riduzione delle consegne fallite, come la consegna al sabato, serale o su appuntamento, sono adottati dal 20%. Ancora poco offerti i servizi che puntano sulla velocità, come la consegna same day (15% dei merchant) e la consegna in due ore (6% dei merchant, concentrati nel food delivery). I principali merchant dell’Informatica ed elettronica offrono invece la consegna con installazione.

Infine l’analisi condotta sui primi 100 merchant per fatturato operanti in Italia, ha evidenziato un utilizzo consapevole e maturo di diversi sistemi di assistenza al cliente, sia sincroni (telefono, chat…) sia asincroni (email, post sui social…).

“La strategia dei merchant italiani è combinare l’offerta di più strumenti di assistenza: il 78% ricorre infatti ad almeno 2 canali. L’email e il telefono rappresentano le modalità più adottate (87-86%), seguono chat/chatbot (23%) e social network (11%). Al tempo stesso, cresce anche l’uso di mezzi meno tradizionali come Skype e WhatsApp”, conclude Samuele Fraternali, Ricercatore Senior dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm.  “La scelta del canale di assistenza è influenzata dal comparto merceologico di appartenenza: nei prodotti prevale l’email mentre nei servizi il telefono, più adatto a gestire consulenze più complesse. Adottare adeguati sistemi di assistenza favorisce la capacità di convertire l’interesse in acquisto e di creare una relazione prolungata e ricca di valore con il proprio consumatore”.

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WORLD RETAIL BANKING REPORT 2018: L’OPEN BANKING DISEGNA IL FUTURO DELLA BANCA

Oltre alle sfide tradizionali, le banche retail di tutto il mondo stanno affrontando il forte impatto di nuove forme di concorrenza: ecosistema open banking, tecnologie emergenti e incremento delle attese da parte dei clienti. Questo è quanto emerge dal World Retail Banking Report 2018 (WRBR 2018), pubblicato da Capgemini in collaborazione con Efma.

Dal report risulta che:

  • Il grado di soddisfazione dei clienti è basso: nonostante i continui investimenti da parte delle banche, appena la metà dei clienti afferma di aver avuto un’esperienza positiva rispetto ai diversi canali bancari (51,1% per le filiali, 46,9% per il mobile e 51,7% per l’internet banking.
  • I consumatori sono aperti alle BigTech: quasi un terzo dei consumatori (32,2%) potrebbe rivolgersi alle BigTech per servizi e prodotti finanziari (cioè il 43% degli intervistati che appartiene alla categoria dei Millennial1, il 53% degli esperti di tecnologia2 e il 70,2% di quelli che hanno già intenzione di cambiare il proprio provider di riferimento).
  • La personalizzazione è strategica: il livello di soddisfazione è più elevato fra quei clienti ai quali è stata offerta un’esperienza digitale personalizzata in maniera proattiva (49,1%) rispetto a quelli a cui non è stata offerta (39,5%).

Per il report, sono stati interpellati anche i dirigenti del settore bancario a proposito delle cause principali dei grandi cambiamenti nel comparto. Il fattore più citato è stato l’incremento delle aspettative dei clienti, con quasi tre quarti dei dirigenti (70,8%) che afferma come una customer experience positiva vissuta in altri settori si traduca nell’incremento delle aspettative che i clienti ripongono verso la propria banca. La maggior parte dei dirigenti (58,3%) ha aggiunto anche che la pressione normativa è un altro elemento che spinge al cambiamento, mentre il 54,2% indica la crescente domanda di canali digitali come un ulteriore fattore. Man mano che le tradizionali divisioni tra settori diversi diventano meno nette, le banche si trovano ad affrontare un aumento della concorrenza di aziende non tradizionali, che si stanno concentrando su aree di nicchia della catena del valore del comparto bancario. Inoltre, l’incremento della digitalizzazione e l’esplosione di nuove tecnologie stanno cambiando rapidamente il modo di lavorare delle banche.

“Con l’avvento sul mercato delle FinTech, delle BigTech e di altre aziende non appartenenti al settore dei servizi finanziari, il comparto del retail banking è completamente focalizzato sulla customer experience che viene offerta nell’interazione con il proprio istituto finanziario”, ha affermato Monia Ferrari, Banking Sector Director, Capgemini Business Unit Italy. “Man mano che un nuovo ecosistema aperto – composto da clienti, banche tradizionali, imprese non tradizionali, regolatori e sviluppatori – prende forma, per le banche si presenta una chiara opportunità di sfruttare la digital transformation per mantenere la relazione con il cliente, reinventando il customer journey e creando nuovi flussi di entrate”.

Nonostante un contesto caratterizzato da una crescente regolamentazione, da una concorrenza non tradizionale, da tecnologie emergenti e aspettative della clientela, le banche hanno la possibilità di utilizzare tale cambiamento a proprio vantaggio. Una significativa maggioranza di dirigenti bancari (70,8%) ritiene di poter “generare entrate non tradizionali” attraverso collaborazioni con fornitori FinTech e BigTech, sia sviluppando un nuovo servizio, sia distribuendo prodotti di terze parti tramite una piattaforma di marketplace. La maggior parte delle banche ritiene che vi siano opportunità non sfruttate per utilizzare i dati in maniera più strategica, così da migliorare l’esperienza del cliente.

“Il settore dei servizi bancari al dettaglio ha raggiunto un punto di svolta e ha bisogno di definire il proprio ruolo futuro all’interno dell’universo open banking”, conclude Vincent Bastid, Secretary General di Efma. “Esiste l’opportunità di innovare attraverso la collaborazione e la capacità di reiventarsi. Questo è un momento molto stimolante per il settore bancario, in quanto regolamentazione, innovazione, concorrenza e collaborazione stanno convergendo per modellare il settore bancario del futuro”.

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IL GROCERY ONLINE CRESCE QUATTRO VOLTE PIÙ VELOCEMENTE DELLE VENDITE OFFLINE

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Le vendite globali online di prodotti di largo consumo stanno crescendo quattro volte più velocemente delle vendite offline. Il dato emerge dal nuovo report mondiale Nielsen “Future opportunities in FMCG eCommerce”. In particolare, in Europa, i prossimi anni vedranno una crescita decisiva del canale e-commerce, soprattutto a causa delle mutate dinamiche sociali (e.g. work-life blur) e del crescente bisogno di convenience. Il report, che esamina gli attuali fattori di crescita dell’eGrocery – l’eCommerce nel largo consumo – in 34 mercati, evidenzia il rapido ritmo con cui il canale si espanderà nei prossimi anni (18,4% crescita percentuale media in un anno) e stima che le vendite globali totali raggiungeranno i 400 miliardi di dollari americani entro il 2022.

 

E-commerce: Svizzera, Italia e Paesi Bassi nella top 5

Il 26% dei consumatori europei utilizza già piattaforme di eCommerce per la consegna a domicilio dei prodotti di largo consumo. Il Regno Unito è in testa alla classifica delle vendite online (6,3% dei prodotti FMCG venduti sono venduti online), seguito dalla Francia (6,1%), dove la formula ‘click-and-collect’, presente dall’inizio degli anni 2000, ha reso l’e-commerce un successo. La classifica dei top-5 nell’Europa occidentale continua con Svizzera, Italia e Paesi Bassi (rispettivamente 1,8%, 1,7% e 1,5%). I restanti mercati occidentali inclusi nel report sono Belgio, Spagna, Germania e Portogallo. Nielsen stima che la quota dell’e-grocery in Portogallo (meno dell’1% nel 2017) salirà a 1,6% (430 milioni di dollari) entro il 2022.

Nei mercati nordici oltre un consumatore su quattro (25%) è disposto a fare la spesa online. La Norvegia è il Paese con i servizi pubblici più efficienti, gli atteggiamenti sociali più progressisti e le infrastrutture di migliore qualità. Nielsen stima che la quota dell’eGrocery norvegese del 2017 (1%) salirà a 2,2% (678 milioni di dollari americani) entro il 2022. Gli altri mercati nordici presi in considerazione nel report sono Svezia e Danimarca. In Polonia, la recente crescita economica, il miglioramento delle prospettive occupazionali e l’aumento del reddito medio hanno rinvigorito i consumi. Nielsen stima che la quota dell’eGrocery polacco del 2017 (meno dell’1%) salirà all’1,9% (637 milioni di dollari) entro il 2022. Gli altri mercati dell’Europa orientale presi in considerazione nel report sono Turchia e Russia.

“I Paesi europei dove l’eGrocery è più sviluppato sono accomunati da indicatori sociali precisi: alta media della popolazione, stili di vita sempre più frenetici, urbanizzazione. In questi Paesi, inoltre, le grandi aziende hanno investito ingenti somme nel canale online –  puntualizza Romolo de Camillis, Retailer Services Director di Nielsen Italia -. I servizi di eCommerce che si stanno diffondendo sul continente, semplicemente, consentono ai consumatori di risparmiare tempo: renderanno quindi sempre più urgente per i player FMCG la necessità di sviluppare un’offerta omni-canale”.

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GOOGLE PAY ARRIVA IN ITALIA: PAGAMENTI SICURI SULLE APP E SUI SITI WEB ABILITATI

Arriva oggi in Italia Google Pay, il servizio permette di gestire le carte di credito/debito direttamente nell’account Google, consentendo di pagare in sicurezza su app e siti web e in tutti i negozi che supportano i pagamenti contactless e su tutte le property Google (inclusi Google Play e YouTube). Con la nuova app Google Pay, gli utenti Android possono infatti effettuare pagamenti in pochi secondi. La app è compatibile con dispositivi dotati di sistema operativo Android (a partire dalla versione 5.0) e con smartwatch Wear OS, dotati di tecnologia NFC.

Nei negozi lo smartphone, come pure lo smartwatch Wear OS, diventa un vero e proprio portafoglio. Per iniziare è sufficiente scaricare l’app Google Pay e aggiungere una carta di credito, di debito o prepagata (Maestro, MasterCard, Visa) emessa da una qualsiasi delle banche supportate – tra cui Banca Mediolanum, Boon, HYPE, Nexi, N26, Revolut, Widiba -, a cui si aggiungeranno nei prossimi mesi anche Iccrea Banca e Poste Italiane. Gli utenti possono attivare il servizio anche direttamente nell’app di mobile banking della propria banca1.

Al momento di pagare basterà attivare lo schermo del telefono e appoggiarlo al terminale per effettuare il pagamento contactless, grazie alla tecnologia Near Field Communication (NFC). I negozi che offrono questo tipo di pagamento hanno in mostra il simbolo NFC/contactless o il logo Google Pay nell’area delle casse. È possibile pagare con Google Pay ovunque siano accettati i pagamenti contactless, tra cui a titolo di esempio: Autogrill,​ ​Bennet,​ ​Esselunga,​ ​H&M​, Leroy Merlin​, Lidl,​ ​McDonald’s,​ ​Profumerie Douglas e la rete Metropolitana ATM di Milano.

Google Pay può essere selezionato come metodo di pagamento anche quando si effettuano acquisti online. È sufficiente cercare il logo Google Pay su siti web o app – tra cui Asos, Booking.com, Deliveroo, Flixbus, Ryanair, Vueling – in aggiunta ai metodi di pagamento tradizionali. Inoltre, se l’utente ha già effettuato l’accesso tramite il browser Chrome, saranno sufficienti pochi clic per completare un acquisto su centinaia di siti: Chrome e Google Pay inseriranno infatti automaticamente i dati di fatturazione, consegna e pagamento per l’utente.

La sicurezza è un elemento centrale per Google Pay. I dati della carta di credito non vengono memorizzati sul dispositivo mobile, tantomeno all’interno dei sistemi del rivenditore. Quando l’utente effettua un pagamento in un negozio, le transazioni si svolgono usando un numero di carta virtuale, per cui il numero di carta reale resta protetto. Inoltre se un telefono o uno smartwatch Wear OS viene smarrito o rubato, è possibile usare la funzione “Trova il tuo telefono” per bloccarlo immediatamente da qualsiasi luogo, metterlo al sicuro con una nuova password o eliminare tutte le informazioni personali. Non sarà invece necessario bloccare la carta di credito, perché i suoi dati non sono presenti sul telefono.

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SU SIXTHCONTINENT SI PAGA A RATE CON SOISY

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Sixthcontinent.com, il Social Commerce che rivoluziona lo shopping aumentando la capacità di acquisto delle persone, e Soisy, innovativa piattaforma di social lending, hanno stretto un accordo di collaborazione. Da oggi sarà possibile per gli Utenti di SixthContinent finanziare gli acquisti di shopping card dei loro Marchi preferiti attraverso il pagamento rateale di Soisy. Gli utenti di SixthContinent potranno utilizzare, infatti, una nuova modalità di pagamento che si aggiungerà al ventaglio di scelte già a loro disposizione, e trarranno vantaggio dalla possibilità di pagare i loro acquisti a rate e a tassi più convenienti rispetto a quelli offerti da finanziarie tradizionali. In questo modo ognuno potrà rateizzare sia le spese quotidiane come benzina, alimentari e bollette, ma anche quelle più impegnative come l’arredamento o la tecnologia, che così saranno più leggere sul bilancio familiare. Dall’altra parte, gli investitori di Soisy vedranno aumentare le opportunità d’investimento entrando in contatto diretto con un’ampia comunità di utenti particolarmente sensibili alla possibilità di ottenere condizioni d’acquisto vantaggiose. Ma la community di Soisy si compone anche di numerosi acquirenti che, grazie a questo sodalizio, potranno aderire a SixthContinent e conoscere le offerte disponibili sul portale. Il funzionamento è semplice: gli utenti di SixthContinent potranno scegliere normalmente le card desiderate tra oltre tremila Brand. Al momento di pagare le Card contenute nel Carrello, l’utente, in pochi secondi, sempre rimanendo all’interno della Piattaforma SixthContinent, potrà fare domanda di rateizzazione dell’importo. Attraverso un controllo istantaneo sui Sistemi di Informazioni Creditizie e grazie ad altre verifiche con sistemi proprietari, Soisy stabilirà l’affidabilità creditizia del cliente SixthContinent che sta richiedendo il finanziamento. In base a questa, la rateizzazione verrà approvata o meno. Se il finanziamento verrà approvato, l’utente visualizzerà le condizioni economiche proposte e potrà decidere se accettarle o rifiutarle. In caso di accettazione, l’importo dell’acquisto verrà immediatamente accreditato a SixthContinent da Soisy e le shopping card (in versione fisica o digitale) saranno rese disponibili all’utente, che oltre al pagamento rateale continuerà a beneficiare anche di tutti i vantaggi economici garantiti dalla piattaforma.

 

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