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L’ITALIA E L’ECOMMERCE, LA SFIDA DEI MERCHANT È LA CONVERSION RATE: I DATI NETCOMM – POLIMI

attract generare traffico

La spesa in advertising online dei merchant eCommerce italiani rimane rivolta prevalentemente alla componente Desktop (59%), ma lo Smartphone continua a crescere passando dal 35% nel 2017 al 37% del totale nel 2018. Durante il customer journey online, però, il consumatore abbandona il sito per una scarsa usabilità o per la mancanza dei prodotti desiderati. Il conversion rate, ossia la percentuale di visitatori che completa l’ordine di acquisto, è pari solamente all’1,6%.

È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm della School of Management del Politecnico di Milano. La ricerca, presentata a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno “eCommerce B2c: piattaforme e strumenti per aumentare le vendite”, analizza le prime fasi della catena del valore ecommerce, ossia le attività volte a generare interesse nel consumatore e a convertire questo interesse in acquisto.

L’evoluzione del mercato eCommerce italiano

“Nel 2018, i merchant italiani investono il 4% del proprio fatturato online in advertising. Il canale online attrae il 77% dell’investimento, mentre i media tradizionali (TV, carta stampata, radio) il restante 23%”, afferma Riccardo Mangiaracina Direttore Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm. “Per quanto riguarda i formati, la spesa online rimane focalizzata su soluzioni di search advertising (50% dell’investimento).

Seguono le soluzioni di display advertising (42%), principalmente nelle componenti banner (19%) e social (20%) e poco nella componente video (3%). Nonostante la bassa incidenza, la componente video è in forte crescita anche grazie alle numerose innovazioni tecnologiche a disposizione dei merchant per le campagne online. Infine, la quota degli investimenti nell’email marketing è pari all’8%”.

La spesa in advertising online rimane prevalente su Desktop (59% del totale). Lo Smartphone però continua a crescere passando dal 35% nel 2017 al 37% nel 2018. Questo incremento, riconducibile in prima battuta ad uno spostamento generalizzato dell’audience sul Mobile, è stato possibile anche grazie all’adattamento di alcuni formati tipici del Desktop e al miglioramento delle modalità di misurazione delle visualizzazioni. Rimane marginale il Tablet (4%).

Il tasso di abbandono del carrello durante il customer journey

“Studiando il comportamento dei consumatori attraverso il tasso di abbandono nelle diverse fasi del customer journey emerge che il 43,9% dei visitatori abbandona la pagina pochi secondi dopo l’accesso (bounce rate)”, afferma Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm. “Sono invece pari al 42,8% gli utenti che lasciano il sito durante la navigazione e la ricerca del prodotto (research abandonment rate).

Nella fase successiva, ossia quella di check-out, l’11,7% degli utenti abbandona il carrello senza finalizzare l’acquisto (cart abandonment rate). Ne consegue che il conversion rate medio, cioè la percentuale di visitatori che completa l’ordine di acquisto, è pari all’1,6%”.

Tale valore può variare, anche significativamente, in funzione del comparto merceologico (ad esempio il Food delivery o l’Editoria hanno cart abandonment rate più bassi del Turismo o dell’Informatica ed elettronica di consumo poiché i beni di consumo sono più standard e meno costosi), della tipologia di iniziativa (i siti di flash sales hanno ad esempio cart abandonment rate più bassi poiché il modello a tempo e l’elevato sconto favoriscono l’acquisto di impulso) e del device utilizzato (la versione Smartphone ad esempio converte meno di quella Desktop).

La scelta della piattaforma più adatta

In Italia si contano più di 100 piattaforme ecommerce attive sul mercato; la scelta di ogni merchant è fortemente condizionata dagli obiettivi da perseguire e dalle risorse (denaro, persone, competenze) disponibili.

“Tra i principali trend in ambito piattaforme, ci attendiamo un’evoluzione verso un approccio omnicanale, integrando la piattaforma eCommerce e i relativi database con tutti gli altri sistemi informativi aziendali”, conclude Samuele Fraternali, Ricercatore Senior dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm.

“Ci aspettiamo poi un più deciso passaggio a soluzioni in cloud (contenendo il fabbisogno interno di competenze e risorse IT); l’integrazione del motore eCommerce con specifici moduli software costruiti ad hoc per l’online; e l’adozione di un approccio più aperto, cioè basato su applicazioni/sistemi che comunicano tra di loro tramite API, per passare a un’architettura più flessibile”.

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Dal MondoRetailer

HARRODS RIVOLUZIONA LA PIATTAFORMA ECOMMERCE CON DYNATRACE

Scott Johnson, Head of Ecommerce Technology, Harrods

Harrods è il più importante retailer di lusso al mondo. Serve oltre 65 milioni visitatori, ha realizzato vendite per oltre 2 miliardi di sterline nel 2016 e si colloca tra le principali destinazioni turistiche di Londra. Per poter rimanere un leader globale, l’azienda deve costantemente apportare modifiche per allinearsi alle esigenze e alle aspettative dei propri clienti.

Nel corso di Perform 2018, l’evento europeo annuale di Dynatrace, l’ head of eCommerce technology Scott Johnson (nella foto) ha spiegato: “Harrods offre il massimo in termini di esperienza e assistenza ai clienti; la resilienza e la determinazione di fare il possibile per superare le aspettative dei clienti sono davvero radicate nel nostro DNA”.

Johnson e il suo team sapevano che il sito web di Harrods era carente. Non esisteva una chiara strategia online e pochissimi investimenti da parte dell’azienda; l’esperienza dell’utente era, nelle sue parole, “mediocre”; non esisteva un sistema centrale di gestione dei contenuti, quindi qualsiasi modifica implementata dal team di sviluppo doveva essere eseguita attraverso fasi a rilascio prolungato; non c’era compatibilità mobile; l’integrazione con gli analytics non era all’altezza; e, la tecnologia su cui era stato costruito il sito era una piattaforma obsoleta, fortemente personalizzata e sempre più instabile. Per il bene dei milioni di persone che visitano il sito e ottenere una prima o unica valutazione positiva di Harrods basata su questa esperienza digitale, le cose dovevano cambiare.

Harrods ha cambiato le cose, investendo oltre 200 milioni di sterline per la gestione dell’offerta sia in-store sia digitale. L’obiettivo? Garantire che l’esperienza unica nel suo genere, famosa in tutto il mondo, che i clienti vivono entrando nel negozio fisico, potesse essere paragonabile a quello che offre il sito web.

Al centro di questa trasformazione digitale c’era una strategia per il rifacimento e il riposizionamento del sito web, basata su 600 criteri che l’azienda aveva definito come una nuova visione per la sua presenza online. Il nuovo sito di Harrods ora vanta: Template di prodotti multipli per visualizzare i prodotti in modi più pertinenti per i clienti; un design più reattivo, single-site, mobile-first; un uso adattivo di JavaScript che consente un utilizzo rapido ed efficiente; coerenza visiva end-to-end che coinvolge il negozio, il sito web e la posta elettronica; design delle pagine completamente modulare, accompagnato da una fotografia di prodotto in alta qualità; funzionalità di condivisione migliorate; migliore integrazione tra prodotti in-store e contenuti online per quei prodotti.

“È davvero un nuovo inizio per noi online. C’è ancora molto che possiamo fare e Dynatrace è una parte fondamentale in tutto ciò”, ha affermato Johnson.

Il rinnovato sito di Harrods ha riscosso un enorme successo da un anno a questa parte: migliore SEO grazie a più contenuti, tassi di conversione raddoppiati, una maggiore autorità nel settore della moda (che conta per circa un terzo delle vendite online) che sta attirando più marchi da Harrods, più offerte di prodotti e più partnership dirette con i brand.

Johnson e il suo team hanno utilizzato Dynatrace per supervisionare l’integrazione dei sistemi dietro la realizzazione del nuovo sito e nell’ultimo anno si sono affidati al monitoraggio proattivo per risolvere i problemi iniziale già all’inizio del progetto del cliente, ridurre al minimo i tempi di fermo e offrire la migliore esperienza utente possibile.

Harrods sta già valutando nuovi strumenti Dynatrace per contribuire a rendere la presenza digitale di dell’azienda ancora più all’avanguardia nel coinvolgimento dei clienti online.

 

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WEBPERFORMANCE PRESENTA AL NETCOMM FORUM 2018 LA GUIDA DRIVE TO STORE

La Guida “Drive to Store – come portare nuovi clienti dall’online al tuo negozio” è scaricabile gratuitamente sul sito di Webperformance.

L’ultima pubblicazione di Webperformance accresce una già ampia serie di contenuti editoriali divulgati dall’azienda. Si tratta di un appuntamento fisso, che ogni anno vede l’elaborazione di un nuovo ebook o white paper che tratta il tema di maggior interesse del momento.

I temi trattati hanno riguardato il Performance Marketing, il Real Time Bidding, la Lead Generation, il Lead Nurturing, le Accelerated Mobile Pages, l’App Store Optimization e ora, appunto, il Drive to Store. Alla sezione dedicata del sito è possibile scaricare gratuitamente l’intera raccolta.
Sempre più spesso si sente parlare di Drive-to-Store. Ma esattamente di cosa si tratta e che importanza sta assumendo nel processo di trasformazione digitale delle aziende?

ll termine drive-to-store è spesso utilizzato per distinguere le campagne digitali che hanno l’obiettivo di incoraggiare gli utenti online a recarsi in un punto vendita fisico. Possono essere persone che si trovano in una determinata area geografica o che appartengono ad uno specifico target in linea con le esigenze dell’azienda.

Le motivazioni per adottare questa tipologia di campagne sono diverse: aumentare le visite in determinati negozi, promuovere una nuova collezione, invitare all’inaugurazione di un nuovo punto vendita o attirare possibili clienti in occasioni particolari come saldi, promozioni speciali o eventi in store. Fare affidamento su campagne Drive-to-Store per guidare i consumatori all’interno di un punto vendita è una delle opzioni che assume quindi sempre più importanza nello scenario del mercato attuale.

A chi è rivolta la guida?
Tutti, dal grande distributore al piccolo negozio, possono attuare strategie digitali efficaci per aumentare la propria clientela nei punti vendita fisici.
Al giorno d’oggi i retailer si trovano a dover operare in ambienti molto competitivi e in un mercato che richiede un livello tecnologico costantemente aggiornato. Come analizzare il cliente e le sue propensioni all’acquisto? Come integrare online ed offline tracciando correttamente il loro impatto? La Guida al Drive to Store aiuta a capire le migliori strategie omnichannel per esaudire le esigenze di consumatori e retailers.

Perchè può essere efficace attivare una campagna drive-to-store?
Le iniziative di questo tipo permettono di arginare il tanto temuto “retail apocalypse”, quel fenomeno di disaffezione al canale fisico che sta costando migliaia di chiusure negli USA e rappresentano inoltre una difesa efficace contro la possibile emorragia di clienti verso gli acquisti sul web, poiché utilizzano gli stessi principi di digital marketing che vengono adoperati per attrarre i clienti nei negozi online.

Gli autori sono Alessandro Scartezzini, CEO di Webperformance, ed Elisa Nicolini, Project Manager che già segue numerosi clienti che hanno attivato una strategia digitale drive to store.
Partendo dalla definizione di utente e di omnicanalità, il lettore potrà trovare tanti approfondimenti sul punto vendita ed il rapporto con i clienti, capire i punti di forza e di debolezza della tecnologia, trovare una panoramica semplice sui complessi sistemi di attivazione delle campagne e monitoraggio dei risultati.

Webperformance è sponsor del Rapporto sull’e-commerce in Italia 2018 ed in occasione delle presentazioni a Milano e Roma ha già distribuito oltre 1.000 guide.
In occasione di Netcomm Forum, i prossimi 30 e 31 maggio a Milano, Alessandro Scartezzini terrà un workshop in cui presenterà ufficialmente la Guida Drive to Store.

Giovedì 31 maggio, alle ore 14:00 presso la sala Blu 2 saranno approfonditi alcuni casi studio ed illustrate le tematiche principali.

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VENTE-PRIVEE E PRIVALIA, ANDREA DA VENEZIA NUOVO HEAD OF MARKETING & COMMUNICATION ITALIA

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Il Gruppo Vente-Privee annuncia la nomina di Andrea Da Venezia in qualità di Head of Marketing & Communication Italia di vente-privee e Privalia, i due brand del gruppo presenti nel nostro Paese.

Con l’intento di rafforzare ulteriormente l’area Marketing e Comunicazione, delineando una strategia coordinata su tutti i canali, Andrea Da Venezia è stato chiamato per contribuire, grazie alla sua esperienza nel settore, allo sviluppo strategico di vente-privee e Privalia in Italia, garantendo ai due brand un ulteriore consolidamento della leadership nel nostro Paese. I due siti, infatti, continueranno a svilupparsi grazie alle importanti sinergie già avviate e volte ad offrire la migliore proposta e servizio ai brand partner e clienti, raggiungendo nuovi ed importanti traguardi che da sempre hanno caratterizzato la storia e il percorso del Gruppo.

Andrea Da Venezia ha maturato oltre vent’anni di esperienza nel settore digitale in aziende multinazionali. Negli ultimi due anni ha ricoperto il ruolo di Global Head of Digital marketing del gruppo Benetton, con la responsabilità worldwide della strategia di Marketing & Comunicazione digitale. Precedentemente ha ricoperto ruoli di primo piano in qualità di General Manager di Isobar Italia, Managing Director di Zed Digital e di Performics, Chief Digital Officer in ZenithOptimedia, oltre ad aver supportato importanti realtà del settore Fashion worldwide per la comunicazione e il marketing digitale.

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DOVECONVIENE: NIELSEN CERTIFICA L’ACCURACY DELLE VISITE IN NEGOZIO

stefano portu

L’eCommerce conta, sì, ma non è tutto. In un mondo che vede sempre di più la corsa all’online come passo vitale e fondamentale, spesso ci si dimentica che il punto fisico, lo store rimane centrale nel rapporto con la propria clientela. Lo ha ricordato oggi DoveConviene, piattaforma di Drive To Store e shopper marketing, da sempre aggregatore di volantini di negozi, che in un appuntamento con la stampa a Milano ha voluto sottolineare quanto, oggi, si tenda a dimenticare che il retail è il più grande business al mondo, e quanto abbia bisogno di essere curato e perfezionato per un perfetto rapporto con il cliente.

In questo senso l’azienda, all’interno di importanti investimenti tecnologici sulla propria piattaforma, ha affinato sempre più le tecnologie di calcolo degli ingressi in store, applicando tra le altre cose algoritmi di “clean up” basati su tempo e frequenza di visita in un determinato punto vendita per potere individuare visite reali, scartando invece i consumatori solo di passaggio. Nielsen, su richiesta di DoveConviene, in contemporanea ha realizzato un’indagine indipendente sugli stessi utenti in uscita dal punto vendita per chiedere se effettivamente fossero stati in negozio. Incrociando i risultati sul campo alle rilevazioni di DoveConviene, il gruppo ha rilevato un’accuratezza del 98,8% su 7mila visite.

“Dietro al racconto generale degli ultimi tempi c’è sempre stata l’apocalisse nel mondo retail”, raccontano durante l’incontro Stefano Portu e Alessandro Palmieri, CEO e Founder di DoveConviene. “Certo, l’eCommerce è un mercato grande, ma rimane (negli Stati Uniti, dove la sua diffusione è maggiore) un 15% del totale, che può salire al 20% nei prossimi anni. Il retail fisico rimane il più grosso mercato mondiale, e anche uno di quelli meno digitalizzato. L’offline cresce, in valore assoluto, in misura maggiore dell’ecommerce, e molti casi di successo hanno dimostrato che spesso vincono la prossimità e la specializzazione del servizio. Da qui è nata la nostra idea: portare online l’abitudine di leggere i voltantini dei negozi; e quindi con DoveConviene abbiamo creato un vero e proprio aggregatore di volantini”.

“Poi, nell’ultimo anno e mezzo, abbiamo guardato ai grandi cambiamento del mercato come una nuova sfida”, continua Portu; “il consumatore vuole avere tutte le informazioni sul negozio (anche prima di entrarci), e qui vive una delle crisi più profonde dei retailer, ovvero rendere trasparente il centro fisico. Perché nonostante tutto, le persone apprezzano ancora moltissimo l’acquisto fisico; e quindi DoveConviene ha deciso di percorrere la strada del Drive To Store, indirizzando il consumatore verso i suoi acquisti. Questo in due passi: l’allargamento da diffusione dei volantini verso tutti i retailer; e poi l’uscita dal puro e semplice volantino per riuscire a creare un punto di riferimento digitale utile a tutti i consumatori. La chiave, in questo senso, è la misurazione e l’ottimizzazione per ogni singolo utente”.

“Con Nielsen abbiamo avviato una misurazione di alcuni utenti all’uscita dal negozio, per riuscire a capire se effettivamente i consumatori avessero effettuato una visita allo store rispetto ai riscontri di DoveConviene”, conclude Portu. “Nielsen ha quindi rilevato un’accutarezza del 98,8% su un campione di ben 7mila visite, una percentuale altissima se ricordiamo quanta sia effettivamente la difficoltà che fanno oggi i player per portare e misurare questi insight. Quindi le evidenze emerse ci confermano la direzione intrapresa: essere la piattaforma leader per portare i consumatori dal digitale in negozio in modo misurabile. L’obiettivo è rendere la conversione dal digital al negozio fisico efficace e misurabile come quella verso l’eCommerce”.

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FRAU PUNTA SULL’E-COMMERCE E RILANCIA CON IL NUOVO SITO

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Il brand Made in Italy di calzature prosegue la strategia consumer-oriented con l’obiettivo di conquistare i mercati internazionali

 

In concomitanza con il lancio della nuova collezione Primavera/Estate 2018, l’azienda calzaturiera veronese Frau continua la sua ascesa nel mondo 2.0. È online il nuovo sito all’indirizzo frau.it, con un’immagine che non tradisce la moderna praticità del brand e punta tutto sull’interazione con gli utenti.

In perfetta linea con il nuovo corso dell’azienda e la strategia di comunicazione del brand avviata con il debutto alla scorsa edizione di Micam, il portale del brand Made in Italy di San Giovanni Ilarione è la risposta alle esigenze tecnologiche delle nuove generazioni. La sezione shop uomo e donna è una vera e propria e-boutique presso la quale è possibile acquistare una scelta di modelli, a partire dalla stagione Primavera/Estate 2018, attraverso la tipologia dei prodotti e i consigli Shop by look per i più indecisi. Di facile fruizione, elegante e pulita, l’homepage del sito di Frau rispecchia l’animo moderno e fresco del brand veronese. Intuitivo, immediato e sicuro, l’acquisto di una calzatura Frau sullo store online è una vera e propria experience: l’utente è accolto e guidato nel percorso di acquisto con consigli e coccole, un design curato nei minimi dettagli, responsive e user-friendly da tutti i dispositivi.

 

Il sito integrato è uno strumento a disposizione del consumatore a 360°: la sezione Company accompagna l’utente attraverso la storia del brand dal 1952, anno di fondazione, fino allo sbarco sul mercato internazionale di Micam nel 2018, in un’appassionante carrellata di traguardi raggiunti nel corso degli anni; la ‘cura del prodotto’ è la finestra più attenta al consumatore, consiglia e istruisce l’acquirente con nozioni sui materiali e i loro trattamenti. Online dal 2014, il rinnovato sito frau.it acquisisce oggi più che mai un importante ruolo nell’affermazione e cambiamento del brand. L’evoluzione della piattaforma è un forte segnale della volontà di crescita e sviluppo nei Paesi esteri con prodotti pensati per raccontare i valori e la tradizione, di oltre mezzo secolo, del marchio Frau a nuovi mercati e consumatori. L’integrazione tra sito, e-shop e social media di Frau è firmata FiloBlu, società veneziana di e-commerce con background internazionale, e cammina in parallelo alla strategia di distribuzione oltre confine offline avviata con il debutto a Micam.

 

Dalla distribuzione wholesale, al retail, dopo più di 1300 punti vendita multimarca e 11 monomarca in Italia individuabili tramite geolocalizzazione, Frau si pone come obbiettivo quello di raccontare l’italianità del prodotto in chiave innovativa e aumentare la percentuale di export.  Ad oggi i Paesi presidiati sono Spagna, Grecia, Turchia, Svizzera, Austria e Mongolia. Il nuovo corso, che vede chiudere il fatturato del 2017 a 30.850.000 euro, mira a traguardi importanti per lo sviluppo del brand veneto con la strategia di espansione internazionale ed il nuovo Store Design Project pensato per valorizzare Frau nei punti vendita.

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MANHATTAN ASSOCIATES SVELA I TREND TECNOLOGICI 2018 DEL SETTORE RETAIL

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Manhattan Associates, azienda tecnologica nel settore della supply chain e nel commercio omni-canale, svela le cinque tendenze tecnologiche che, nel corso del 2018, influenzeranno maggiormente il settore del retail e le strategie di business ad esso correlate. “In un settore in rapidissima evoluzione, i retailer sono alla ricerca di nuovi modi per intercettare e soddisfare le aspettative, in continua crescita, dei consumatori”, ha osservato Craig Summers, Uk Managing Director di Manhattan Associates. “L’innovazione procede a ritmo sempre più veloce, e per questo prevediamo che, nel prossimo anno, i retailer arriveranno a raddoppiare gli investimenti per l’infrastruttura tecnologica”.

Maggiore personalizzazione dell’esperienza di acquisto è la prima tendenza individuata. Secondo quanto dichiarato a The Wall Street Journal da Brendan Witcher, Principal Analyst di Forrester Research, quasi il 90% delle aziende afferma di concentrarsi sulla personalizzazione della customer experience, ma solo il 40% dei clienti ritiene che le informazioni ricevute dai retailer siano effettivamente rilevanti per i propri gusti e interessi. Ora, ci si aspetta che i retailer riescano a sfruttare le nuove tecnologie per migliorare il customer engagement, parallelamente alla gestione degli ordini aziendali, trasformando così i dati raccolti in informazioni utili ai fini di sviluppare una migliore shopping experience omni-canale, in termini di personalizzazione e ottimizzazione, attraverso l’intero percorso del cliente.

Sistemi di pagamento mobili più flessibili è la seconda tendenza. La previsione è che i retailer passino dai tradizionali sistemi fissi POS, a sistemi mobili più flessibili, come Apple Pay e altre innovative modalità di pagamento contactless, ormai sempre più utilizzate.I consumatori desiderano, infatti, un approccio più fluido anche quando cercano consigli online o interagiscono con il personale instore. Si prevede quindi che i retailer richiedano sempre più nuovi sistemi POS mobili che consentano il pagamento in tutto il negozio e concentrino in un unico strumento la gestione dell’inventario, la ricerca, i consigli per l’acquisto e i dati dei clienti, potenziando il loro coinvolgimento grazie ad applicazioni rapide e di facile utilizzo.

Automazione sempre più integrata si colloca come terzo trend. Negli ultimi anni i retailer hanno apportato significativi miglioramenti al livello di servizio e accelerato i flussi di merci, implementando sistemi avanzati per la gestione del magazzino (Warehouse Management System) e introducendo apparecchiature automatizzate all’interno dei magazzini. Ma il successo a lungo termine sta nel trovare il giusto equilibrio tra uomo e macchina, utilizzando un software centralizzato che sincronizzi sia il capitale umano che quello tecnologico. I retailer stanno puntando su sistemi centralizzati basati su cloud, che possono essere continuamente aggiornati per restare al passo con l’innovazione.

Reinvenzione dell’utilizzo delle tecnologie basate su intelligenza artificiale è al quarto posto secondo Manhattan Associates. Numerosi retailer hanno già iniziato a sperimentare l’utilizzo di intelligenza artificiale e chat-bot, con l’obiettivo di coinvolgere i consumatori e migliorare l’assistenza ai clienti. La previsione è che, nei prossimi mesi, i retailer sfruttino ulteriormente tecnologie di AI futuristiche, realtà virtuale e realtà aumentata, ampliando l’utilizzo pragmatico del machine learning all’interno delle proprie operazioni di logistica back-end. I sistemi per la gestione del magazzino progrediranno ancora di più nel corso del 2018, grazie alle funzionalità di apprendimento automatico: di conseguenza i retailer potranno ottimizzare il rilascio del lavoro a livello di magazzino e i tempi di esecuzione degli ordini dei clienti, massimizzando così la qualità del servizio e l’efficienza operativa.

Utilizzo più ampio di soluzioni che migliorino il coinvolgimento dei dipendenti è il quinto e ultimo trend. I Millennial sono la nuova forza lavoro e moltissimi di loro hanno scelto il retail come settore professionale. Ne consegue, per i retailer, un’interessante sfida in termini di engagement. Il coinvolgimento dei dipendenti richiede, oggi, un maggior numero di contenuti visivi e grafici, personali e digitali. Nel 2018 i retailer dovranno dunque andare oltre i tradizionali canali di engagement, per facilitare la condivisione di riflessioni e di reazioni, rendendola più creativa e intuitiva.

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GRUPPO VÉGÉ INAUGURA IN SARDEGNA NONNA ISA SHOP ONLINE

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Dal 7 marzo i consumatori sardi possono contare sulla comodità e l’accoglienza di un nuovo indirizzo per la loro spesa: Nonna ISA Shop online, il sito di e-commerce di Gruppo ISA, impresa socia di Gruppo VéGé e tra i leader della Grande Distribuzione Organizzata in Sardegna con oltre 400 punti vendita di proprietà e affiliati a insegne Nonna Isa, Dimeglio e Sidis.

Sviluppata in collaborazione con Restore.shopping, tra i principali player nella digitalizzazione della GDO, la nuova piattaforma di shop online con il servizio di Click and Collect del Gruppo ISA servirà inizialmente le aree urbane di Cagliari (Supermercato di Nonna Isa di Via Sonnino) e Sassari (Centro Commerciale La Piazzetta), consentendo alla clientela di fare la spesa da casa o dall’ufficio e di ritirare i loro acquisti presso il punto vendita prescelto, saltando la fila alle casse e usufruendo comunque degli sconti presenti su volantino e accumulare punti sulla fidelity card. Il servizio coprirà entro la fine del 2018 una decina di punti vendita sul territorio e offrirà la scelta tra la consegna presso il punto vendita e quella a domicilio. Da subito, Nonna ISA Shop online mette a disposizione un vasto assortimento di referenze food e non-food, a garanzia di una shopping experience semplice, comoda e gratificante, con oltre 10.000 item in assortimento.

Con l’inaugurazione del nuovo servizio, il Gruppo distributivo di Villacidro si conferma all’avanguardia nell’implementazione in Sardegna di soluzioni tecnologiche che vengono incontro alle esigenze emergenti dei consumatori valorizzando, nel contempo, il rapporto fiduciario tra l’insegna, il punto vendita e il cliente finale. Meno di un anno fa, infatti, Gruppo ISA ha attivato il portale http://italianfood.nonnaisa.com, forte di un’accurata selezione delle delizie enogastronomiche isolane acquistabili online e consegnate a domicilio in tutta Italia (con la garanzia del trasporto a temperatura controllata per i prodotti freschi).

“Nello sviluppo del servizio clicca e ritira abbiamo perseguito l’obiettivo di mettere a disposizione dei clienti un servizio il più possibile user friendly, sicuro ed efficace, in grado di rendere ancora più accessibile l’offerta dei nostri punti vendita e di semplificare la gestione quotidiana degli acquisti, alimentari e non. Con il supporto tecnico e la consulenza del team Restore.shopping confidiamo di aver centrato l’obiettivo” ha dichiarato Michel Elias, amministratore delegato di Gruppo ISA.

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LUISAVIAROMA SCEGLIE AKAMAI MANAGER BOT PER MIGLIORARE L’ESPERIENZA ON LINE

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Il sito viene visitato in media da 2 milioni di utenti unici al mese e genera il 95% dei ricavi dell’azienda

 

LuisaViaRoma, retailer specializzato nel settore dell’abbigliamento, delle calzature e degli accessori di lusso per uomo, donna, bambino e per la casa, ha scelto Akamai Bot Manager, la soluzione di Akamai, la piattaforma cloud di delivery più estesa e affidabile al mondo, pensata per gestire l’impatto dei bot in tutto l’ambiente digitale, compresi siti, applicazioni mobile e API web. Avvalendosi già dai servizi di Akamai per l’ottimizzazione delle web performance, è stato naturale per LuisaViaRoma adottare Akamai Bot Manager.

 

“Akamai Bot Manager si basa su un database affidabile e certificato di categorie di bot, continuamente aggiornato da Akamai. Inoltre, il prodotto offre un’ampia varietà di strumenti per categorizzare i bot in modo dinamico e valutarli in base a numerosi fattori. Nessun altro prodotto per la gestione dei bot è così completo quando si tratta di distinguere il traffico reale dal traffico dei bot”, ha commentato Fabio Testa, Software Architect di LuisaViaRoma.

 

Akamai Bot Manager offre efficaci configurazioni predefinite delle policy per la categorizzazione e la mitigazione dei bot, consentendo di definire nuovi criteri e categorie personalizzati in base alle esigenze dell’azienda. Inoltre, la soluzione è in grado di distinguere i bot nocivi da quelli che non lo sono, come Google, il bot più prezioso dal punto di vista commerciale. LuisaViaRoma è riuscita a ottimizzare le policy di caching per soddisfare i requisiti di Google Shopping ed evitare di essere esclusi dal servizio. Il sito Luisaviaroma.com, disponibile in 9 lingue in oltre 200 Paesi, viene visitato in media da 2 milioni di utenti unici al mese e genera il 95% dei ricavi dell’azienda.

 

Nel 2016, LuisaViaRoma ha registrato una crescita esponenziale sia del traffico sul sito sia del traffico generato dai bot, sempre più difficile da distinguere da quello legittimo. Al fine di evitare eventuali ripercussioni sull’esperienza di acquisto dei propri clienti, LuisaViaRoma ha scelto di rivolgersi ad Akamai ponendo due obiettivi chiave: infondere fiducia nei clienti rispetto agli acquisti online ed evitare che le misure di mitigazione dei bot impedissero ai clienti effettivi di accedere al sito.

 

“Siamo orgogliosi di essere stati scelti da LuisaViaRoma per proteggere il sito dai bot e migliorare l’esperienza di shopping degli utenti”, ha commentato Alessandro Livrea, Country Manager di Akamai Italia -.“Grazie alla nostra soluzione, LuisaViaRoma è riuscita a ridurre la percentuale di bot sconosciuti da oltre il 75% a meno del 25% sul traffico complessivo dei bot e a ridurre il traffico totale dei bot dal 45% al 25% in soli sei mesi”.

Un’ulteriore sfida per LuisaViaRoma era rappresentata dagli scraper dei prezzi, estremamente difficili da mitigare per via del loro comportamento intelligente e della capacità di riprodurre l’impronta dei browser degli utenti. I tentativi di mitigazione portano spesso a un elevato numero di falsi positivi, che influiscono negativamente sull’esperienza degli utenti legittimi. Integrando Akamai Bot Manager con Akamai Luna Property Manager e Google Invisible reCAPTCHA è stato possibile fare in modo che, una volta certificata una sessione di navigazione come legittima, per un periodo di tempo predeterminato il visitatore del sito non visualizzi un nuovo captcha. “Akamai Bot Manager riesce a rilevare quasi il 100% dei bot senza falsi positivi – ha aggiunto Fabio Testa -. Le mitigazioni dei bot ci hanno dato la sicurezza necessaria per incentivare l’aumento del traffico sul sito e far crescere ulteriormente la nostra azienda”.

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AttualitàRetailer

TRIBOO SHANGHAI AFFIANCA LE AZIENDE ITALIANE IN CINA NELLO SVILUPPO DELL’ECOMMERCE

Gio Giacobbe_Triboo

Triboo, società quotata sul mercato AIM, attiva nei settori dell’eCommerce, advertising e comunicazione online, annuncia la costituzione e i primi clienti di Triboo Shanghai Ltd, società del Gruppo attiva direttamente in Cina. Gruppo Triboo considera l’internazionalizzazione del proprio modello di business tra le linee-guida strategiche su cui investire maggiormente nel corso dei prossimi anni.  Triboo Shanghai Ltd, che si avvale di un team misto di professionisti locali e italiani, ha l’obiettivo di accompagnare le aziende italiane nello sviluppo del business in Cina tramite l’eCommerce.

In qualità di operatore accreditato sulle piattaforme di marketplace, sui motori di ricerca e sui canali social come WeChat e Weibo, Triboo potrà offrire un portfolio completo di servizi. L’azienda che vuole vendere in Cina trova infatti in Triboo il partner unico in grado di fornire la consulenza strategica per l’ingresso sul mercato cinese, l’affiancamento nelle pratiche legali e amministrative richieste dal Paese, la gestione diretta della vendita online attraverso marketplace quali Tmall, JD, Kaola, Yohood, VIP, Secoo e tutte le attività retail, di logistica e customer care.

Un approccio che ha riscosso da subito grande interesse: sono già 10 le aziende che hanno scelto di affidarsi alla nuova società del Gruppo Triboo. La company cinese di Triboo, inoltre, si occupa anche dei piani di marketing e comunicazione del prodotto sul territorio, attraverso servizi di search engine marketing sui motori di ricerca locali (a partire da Baidu) e advertising e social media marketing su Weibo e WeChat, coinvolgendo anche una fitta rete di influencer e key opinion leader per dare visibilità all’offerta del brand.

“La Cina è un mercato complesso e che conosco molto bene, avendo gestito per 6 anni in qualità di managing director le attività e-commerce e retail, prima, di Peuterey e, poi, di Trussardi. E’ un mercato che se si affronta nel modo corretto permette di ottenere risultati molto importanti, soprattutto nel settore del commercio elettronico, per il quale un report di Goldman Sachs stima un valore destinato a raggiungere gli 1,7 trilioni di dollari entro il 2020”, ha commentato Gio Giacobbe, managing director della divisione eCommerce di Triboo (Triboo Digitale). “Con la costituzione di Triboo Shanghai Ltd, il Gruppo Triboo aiuterà le aziende italiane a competere all’interno di questo enorme mercato, affiancandole sia in termini consulenziali che con un portfolio di servizi concreti e operativi”. La presenza sul mercato cinese permetterà a Triboo di incrementare il proprio know-how sui trend eCommerce che, secondo le analisi di settore, si diffonderanno a livello globale entro brevissimo tempo: la crescita dei marketplace, l’integrazione tra piattaforme social (come WeChat) e i sistemi di riconoscimento del cliente e di pagamento, le nuove dinamiche O2O tra canali digitali e negozio fisico. Per questo motivo, a fianco del personale più esperto, il Gruppo punta anche ad assegnare alla propria sede in Cina dei giovani professionisti italiani selezionati collaborando con le principali Università italiane.

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